Sunday, 09 May, 2021

TV e giornali: (false) “scomode verità” dai paladini delle verità comode


Un mantra che si ripete da alcuni lustri. Sempre gli stessi stantii attori ai quali si aggiunge una novità: la presenza di commedianti improvvisati.

 

 

§1. Introduzione

All’inizio del nuovo anno l’ex deputato Alessandro Di Battista ha scritto un articolo su TPI dal titolo (nel titolo il link all’articolo in questione) Assange e l’omertà dei difensori delle verità comode.

Di quell’articolo di seguito ne vengono riportati alcuni stralci:

Il 5 febbraio del 2003 l’allora Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America Colin Powell mostrò al Consiglio di Sicurezza dell’ONU una fialetta contenente polvere bianca. Fu un modo, dal punto di vista comunicativo piuttosto efficace, per far credere al mondo intero che Saddam Hussein possedesse un arsenale di armi di distruzione di massa capace di eliminare milioni di persone. Era una fake news.

e ancora:

Colin Powell, le cui menzogne sono costate la vita di decine, forse centinaia di migliaia di persone, è un libero cittadino.

per continuare con:

Colin Powell rilascia interviste, fa l’opinionista in TV. Assange viene trattato da appestato da tanti, troppi giornalisti che, per convenienza o viltà, si sono via via trasformati in paladini delle verità comode.

La colpa di Assange? Aver solo (!) edotto e dimostrato al mondo intero il bluff dietro la persona e le cosiddette prove mostrate da Colin Powell per poter giustificare l’inizio di una guerra. Rimandiamo il lettore all’articolo su TPI se si è interessati ad approfondire la questione.

In questa sede si vogliono invece ricordare alcuni paladini di altre verità comode. Verità comode (per chi le scrive) camuffate, per convenienza, viltà e/o ignoranza, da fantomatiche “scomode verità” per chi le riceve.

Il 12 gennaio 2021 il Corriere della Sera riferendosi al programma televisivo Ossi di Seppia, la serie non fiction/saggistica (?) prodotta da 42°Parallelo per RaiPlay, ha dedicato la prima puntata online a questo tema:

«Per tornare a quei giorni abbiamo chiesto a Rosy Bindi, l’allora ministra della Sanità, di riavvolgere il nastro della sua memoria» spiega Mauro Parissone ideatore della serie: “Dalle cure miracolose ai no vax, ecco quando e come nasce l’antiscienza in Italia“.

Un titolo reboante …per non dire, allo stato dei fatti, nulla. La solita minestra riscaldata con l’aggiunta, ai vecchi stantii attori, di nuovi commedianti

Solo qualche settimana prima, di preciso il 29/11/2018, il parlamentare On. Bersani offendeva la memoria e l’opera del Prof. Luigi Di Bella, nel programma televisivo Tagadà – LA7, affermando ripetutamente, per banale mera ignoranza1:

[…] Di Bella curava il tumore con delle stregonerie…

Tutti questi signori, per convenienza, viltà e/o ignoranza, ovviamente sono i disinteressati, immacolati, puri depositari della verità e della scienza, di cui ne detengono l’assoluto monopolio.

Si arrogano il diritto di giudicare, disinformare, senza produrre alcuna prova, documentazione, riscontro alle loro offensive dichiarazioni sul Prof. Luigi Di Bella.

Sono perfettamente consapevoli di potere vilipendere, offendere, disinformare, senza alcun rischio di denunce, querele, richieste di risarcimento danni. Hanno sperimentato innumerevoli volte l’immunità e l’impunità quando si tratta del Prof. Luigi Di Bella e dei figli.

Denunce e querele sono regolarmente, e senza eccezioni, archiviate, al punto che i figli del Prof. Luigi Di Bella ormai non le presentano più consapevoli della loro totale e sperimentata inutilità.

Ad esempio fin dal 1998 i giornaloni di regime pubblicarono, per convenienza, viltà e/o ignoranza, ogni tipo di falsità: e.g. debiti per gioco d’azzardo, visite a cifre astronomiche ecc. Naturalmente tutte stupidaggini per facili boccaloni. Nella querela, dopo innumerevoli rinvii, l’avvocato di un noto imprenditore, proprietario di un giornalone e diversi giornali altri regionali, di una casa editrice e azionista di parecchie importanti aziende e testate giornalistiche, dopo l’ennesimo rinvio, con atteggiamento canzonatorio (con classico sorriso da ebete di chi pensa di essere superiore ma in realtà è solo un nulla con un buco intorno, n.d.r.) disse:

Ma veramente lei vuole mettersi contro …ma non sa chi è?

La diffamazione continuata e aggravata al Prof. Luigi Di Bella è iniziata nel dicembre del ’97 con il comunicato stampa del ministro pro tempore Rosy Bindi, riportato nella pagina del sito gemello al DBI nella sezione La sperimentazione del 1998 – motivi e prove della sua invalidità nel documento Dossier 1: La Sperimentazione MDB: ragioni reali per cui si giunse alla sperimentazione.

Documenti che, naturalmente, nessuno di coloro che scrive comode verità camuffate, per convenienza, viltà e/o ignoranza, come verità assolute, si sognerà mai di leggere. O, qualora lo facessero, o quanto meno provassero a farlo, si può già immaginarn la tipica prosopopea del “so tutto io“, nonché ad ogni frase stamparsi sulle loro bocche quelle risatine canzonatorie ma che dimostrano solo il loro essere ebeti.

 

§2. La verità, quella non comoda

È ormai nota la recentissima sentenza inappellabile del tribunale di Catanzaro con l’erogazione a carico della ASL dell’intero Metodo Di Bella (il cui costo, lo si vuole ricordare, per l’SSN rimane comunque svariate volte inferiore alle cosiddette “cure ufficiali di provata efficacia“, si legga a tal proposito l’articolo Ma quanto ci costano e con quali risultati?) in un caso di carcinoma plurimetastatico del pancreas, incurabile per l’oncologia (come è facile verificare leggendone la storia e la documentazione), e completamente guarito invece con il Metodo Di Bella.

La sentenza, in breve, recita che: “ […] il MDB si è dimostrata l’unica cura in grado di conseguire la guarigione di questo tumore, e come tale va erogata dal SSN!“. Di questo caso nel giro di qualche giorno verrà riportato uno specifico articolo su questo stesso sito.

Ora On. Bersani, Corriere della Sera, Ossi di Seppia, 42°Parallelo e RaiPlay come vedete l’antiscienza, le stregonerie, la cura miracolosa che va sotto il nome di Metodo Di Bella (alle vostre voci, sinonimi di verità assolute camuffate, per convenienza, viltà e/o ignoranza, come verità comode, si suggerisce anche l’aggiunta del karma, non si sa mai che possiate rivendervela alla prima occasione) non solo guariscono completamente tumori assolutamente e notoriamente inguaribili per l’oncologia internazionale come i carcinomi plurimetastatici del pancreas ma, chissà perché, sono sempre più citate in letteratura.

Infatti, ironia della sorte – probabilmente per colpa, o merito a seconda dei punti di vista, del karma! – solo pochi giorni fa (16 gennaio 2021) una delle più note e prestigiose edizioni scientifiche internazionali, la Elsevier, pubblicava sulle maggiori banche dati con la rivista Redox Biology il lavoro (nel titolo il link alla pubblicazione) Utilization of redox modulating small molecules that selectively act as pro-oxidants in cancer cells to open a therapeutic window for improving cancer therapy, liberamente scaricabile in basso.


NOTA: Il visualizzatore PDF integrato si affida a risorse esterne – nello specifico a Google Docs Viewer – pertanto se non si dovesse visualizzare il documento pdf non è colpa nostra o di un malfunzionamento del sito. In genere in questi casi è sufficiente rilanciare la pagina per vedere apparire i documenti. Ad ogni modo è sempre possibile scaricare il documento in questione sul proprio computer cliccando sul link Download [Dim. File] riportato sotto ogni documento PDF oppure cliccando – anche ripetutamente – sulla scritta Reload document all’interno della finestra del documento interessato al fine di ricaricare solo il PDF in questione.


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Come è facile verificare lo studio conferma l’efficacia antitumorale in assenza di tossicità di molecole antitumorali impiegate da oltre 40 anni nel Metodo Di Bella e, come se non bastasse, citando in bibliografia ben sei (6) pubblicazioni del Metodo Di Bella. Di preciso, come è facile verificare, nei riferimenti numero 16, 70, 71, 72, 73 e 77,

E allora andiamo a vedere nell’ordine questi riferimenti riportandoli singolarmente con le associate pubblicazioni liberamente scaricabili dagli interessati (addetti ai lavori e non) e nel cui titolo viene riportato il link alla rivista o banca dati di riferimento come PubMed o ResearchGate GmbH.

 

– RIFERIMENTO NUMERO 16: G. Di Bella, F. Mascia, L. Gualano, L. Di Bella, Melatonin anticancer effects: review, Int. J. Mol. Sci. 14 (2) (2013 Jan 24) 2410–2430.

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– RIFERIMENTO NUMERO 70: G. Di Bella, Complete objective response to biological therapy of plurifocal breast carcinoma, Neuroendocrinol. Lett. 29 (2009 Jan 1) 857–866.

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– RIFERIMENTO NUMERO 71: G. Di Bella, B. Colori, The Di Bella Method (DBM) improved survival, objective response and performance status in a retrospective observational clinical study on 23 tumours of the head and neck, Neuroendocrinol. Lett. 33 (2012 Jan 1) 249–256.

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– RIFERIMENTO NUMERO 72: G. Di Bella, B. Colori, R. Toscano, Complete objective response, stable for 5 years, with the Di Bella Method, of multiple-metastatic carcinoma of the breast, Neuroendocrinol. Lett. 38 (6) (2017 Dec) 401–407.

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– RIFERIMENTO NUMERO 73: G. Di Bella, The Di Bella method (DBM), Neuroendocrinol. Lett. 31 (Suppl 1) (2010 Sep 1) 1–42.

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– RIFERIMENTO NUMERO 77: G. Di Bella, F. Mascia, A. Ricchi, B. Colori, Evaluation of the safety and efficacy of the first-line treatment with somatostatin combined with melatonin, retinoids, vitamin D3, and low doses of cyclophosphamide in 20 cases of breast cancer: a preliminary report, Neuroendocrinol. Lett. 34 (7) (2013) 660–668.

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Come oramai noto ai più, tranne forse a coloro che per convenienza, viltà e/o ignoranza fanno finta di non vedere, per ogni specialità usata nel Metodo Di Bella – e tutte rigorosamente presenti nel prontuario farmaceutico! – di seguito sono riportati alcuni link ad una nutrita lista di pubblicazioni dei suddetti composti suddivise per studi: da organi isolati, tessuti, cellule in vitro fino a studi su esseri umani passando per Review, Meta-Analisi ecc.

Come è facile verificare non c’è nulla di inventato; nessuna coda di rinoceronte, veleno di pelle di rospo e nessuna menzione ad un fantomatico karma.

  1. Melatonina, cliccando si potranno visionare una lunga serie di pubblicazioni che spaziano dalle culture cellulari in vitro fino a sperimentazioni di ogni tipo su esseri umani, passando per review, sperimentazione animali, meta-analisi ecc.
  2. Somatostatina e/o Octreotide (analoghi e/o derivati), cliccando si potranno visionare una lunga serie di pubblicazioni che spaziano dalle culture cellulari in vitro fino a sperimentazioni di ongi tipo su esseri umani, passando per review, sperimentazione animali, meta-analisi ecc.
  3. Vitamina A (Axeroftolo o Retinolo), ATRA, acido retinoico (analoghi e/o derivati), cliccando si potranno visionare una lunga serie di pubblicazioni che spaziano dalle culture cellulari in vitro fino a sperimentazioni di ongi tipo su esseri umani, passando per review, sperimentazione animali, meta-analisi ecc.
  4. Vitamina D3 o diidrotachisterolo (analoghi e/o derivati), cliccando si potranno visionare una lunga serie di pubblicazioni che spaziano dalle culture cellulari in vitro fino a sperimentazioni di ongi tipo su esseri umani, passando per review, sperimentazione animali, meta-analisi ecc.
  5. Vitamina E (utilizzato sotto forma di estere) o Alfatocoferile acetato, cliccando si potranno visionare una lunga serie di pubblicazioni che spaziano dalle culture cellulari in vitro fino a sperimentazioni di ogni tipo su esseri umani, passando per review, sperimentazione animali, meta-analisi ecc.
  6. Antiprolattinici Cabergolina e Bromocriptina.

In basso viene riportata in maneira sintetica la situazione aggiornata al 13 Gennaio 2021 sul numero di pubblicazioni di alcune dei composti utilizzati nel Metodo Di Bella: divisa nelle due colonne azione antitumorale e azione anti-infettiva (in ottica anche, ma non solo, SaRS-Cov2 per il quale suggeriamo la lettura dell’articolo In principio Dio creò il cielo, la terra e il Lisozima…):


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§3. I risultati della Fondazione Di Bella

Sulla banca internazionale medico scientifica ResearchGate GmbH si evidenziano 40 pubblicazioni relative ad oltre un migliaio di casi che con il Metodo Di Bella hanno avuto aspettativa e qualità i vita ampiamente superiori a quelli riportati dal National Cancer Institute per le stesse patologie tumorali e analoga stadiazione. Si può accedere al testo per esteso delle pubblicazioni presso la banca internazionale medico scientifica ResearchGate GmbH al link Giuseppe Di Bella.

Si può così verificare che le 40 pubblicazioni sui positivi risultati del Metodo Di Bella sono state lette da settemilaseicentotre (7.603) ricercatori e scienziati e citate nella bibliografia di duecentosettantotto (278) pubblicazioni recensite dalle banche dati biomediche PubMed o ResearchGate GmbH. Con le ultime sei citazioni bibliografiche – della pubblicazione sopra riportata – il numero sale così a 284. Un numero di citazioni bibliografiche dei lavori del Metodo Di Bella che si sta rapidamente espandendo.

In queste verità vere e non comode è sempre più grave ed evidente la distanza tra la verità, le evidenze scientifiche, la letteratura medica internazionale da una parte e le continue, pubbliche esternazioni (leggasi lo starnazzare) di soggetti politici e di informazione ufficiale o tale creduta. Le stregonerie, le cure miracolose e l’antiscienza del Prof Luigi Di Bella hanno un’ampia e crescente conferma in letteratura internazionale che documenta un notevole progresso nella cura dei tumori del Metodo Di Bella.

Tutto questo grazie anche ai sempre più numerosi sostenitori del Metodo Di Bella che, tramite erogazioni liberali, o destinazione del 5×1000, o anche semplicemente collaborando a titolo gratuito con le attività della Fondazione Di Bella, consentono la prosecuzione delle ricerche scientifiche della Fondazione, permettendo di avviare nuove collaborazioni con gruppi di ricerca esterni e di sviluppare ulteriormente quanto precedentemente delineato dalle ricerche del Prof. Luigi Di Bella.

Di seguito le ultime pubblicazioni, liberamente scaricabili, degli anni 2018-2020. In tale scenario, come sopra riportato, si vuole ricordare che la Fondazione Di Bella non riceve milioni e milioni di euro, somme tipiche di chi va nei salotti televisivi a dire le proprie comode verità.

 

§4. E le “cure ufficiali di provata efficacia”?

Il mainstream, d’altro canto, con tutti i fasulli teatranti già riportati (sebbene non siano gli unici) continua a magnificare la cosiddetta “provata efficacia” dei protocolli oncologici istituzionali, le nuove scoperte e continui spettacolari progressi, che però, secondo dati ufficiali noti e pubblicati, a sette anni consentono la sopravvivenza del 16 % degli ammalati neoplastici.

Si è riportato più volte dei “mirabolanti” risultati delle cosiddette “cure ufficiali di provata efficacia” ad esempio nell’articolo già ripreso Ma quanto ci costano e con quali risultati? dal quale vengono riprese alcune note. Rimandiamo il lettore alla lettura dell’articolo per un esame completo ed esaustivo sull’argomento.

Il Congresso ESMO è l’appuntamento in Europa per medici, ricercatori, sostenitori dei pazienti, giornalisti e l’industria farmaceutica di tutto il mondo per riunirsi, conoscere gli ultimi progressi dell’oncologia e tradurre la scienza in una migliore cura dei malati di cancro palcoscenico globale per eccellenza nella ricerca traslazionale, presentazione di dati che cambiano la pratica e discussioni multidisciplinari. Le conclusioni dell’ESMO 2019? L’inizio è sconfortante:

Molti nuovi farmaci antitumorali aggiungono poco valore ai pazienti rispetto al trattamento standard e raramente valgono il costo aggiuntivo secondo i risultati di due studi…

il continuo non è da meno:

quasi la metà dei nuovi farmaci approvati in Europa tra il 2004 e il 2017 per il trattamento dei tumori solidi aveva punteggi a basso valore aggiunto sulla scala ESMO Magnitude of Clinical Benefit (ESMO-MCBS) e oltre due terzi avevano un basso valore aggiunto sulla Aggiunta scala di classificazione dei benefici terapeutici (ASMR)

con il tracollo nel finale:

La maggior parte dei nuovi farmaci antitumorali ha un basso valore aggiunto, quindi medici e pazienti non dovrebbero presumere che solo perché un farmaco è nuovo, funzionerà meglio!

per i farmaci tanto magnificati da media e giornali ce lo ricordano anche le conclusioni recenti di alcuni ricercatori:

  • Ottobre 2017, gli autori Davis C., Naci H. et al., per il The British Medical Journal pubblicano – in modalità open access, quindi liberamente usufruibile: gli interessati possono scaricarla in basso – Availability of evidence of benefits on overall survival and quality of life of cancer drugs approved by European Medicines Agency: retrospective cohort study of drug approvals 2009-13 nella quale viene chiaramente indicato che:
    “La stragrande maggioranza degli antitumorali di ultima generazione approvati dall’European Medicine Agency (EMA, ndr), non ha alcuna prova o documentazione di efficacia antitumorale […] e, dopo oltre 3 anni dall’immissione nel mercato, non vi erano prove conclusive che questi farmaci prolungassero o migliorassero la vita per la maggior parte delle tipologie di cancro per i quali sono stati approvati”.

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  • Un articolo del 21 Febbraio 2018 presente sul Quotidiano Sanità alla sezione Scienza e Farmaci dal titolo “Tumori e chemioterapia: Rischio infarto per un paziente su tre” riporta testualmente:
    ” […] in un follow-up di 7 anni, si è evidenziato che il 33% muore per disturbi cardiaci e il 51% per la malattia per la quale era realmente in cura, cioè di tumore. Praticamente un paziente su tre muore non di cancro ma a causa delle terapie oncologiche”.
  • La sostanza non cambia a Settembre 2019 con la pubblicazione Design characteristics, risk of bias, and reporting of randomised controlled trials supporting approvals of cancer drugs by European Medicines Agency, 2014-16: cross sectional analysis degli autori Naci H., Davis C. et al., che pubblicano di nuovo per il The British Medical Journal (in basso, liberamente scaricabile).

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  • Le due pubblicazioni degli autori Naci H., Davis C. et al., (unitamente ad altre) sono talmente di rilievo che vengono riprese a fine Settembre 2019 dall’ANSA nella sezione Salute&Benessere con la notizia Tumori e nuovi farmaci, non giustificato il costo, ridotto valore aggiunto per pazienti, anche in sopravvivenza dove viene esplicitamente riportato:
    “Molti dei nuovi farmaci anticancro hanno un ridotto valore aggiunto per i pazienti – in termini di sopravvivenza, qualità di vita o trattamento delle complicanze – rispetto ai trattamenti standard e vedono raramente giustificato il proprio costo extra”.

Sono state riportate solo alcune voci, ma si potrebbe continuare con un elenco più completo (anche se non esaustivo) che è possibile leggere negli articoli:

Considerando solo l’Italia i risultati sono desolanti e sconfortanti!

Facciamo due rapidi conti di massima. Solo in Italia muoiono circa 190.000 persone l’anno di cancro. C’è chi dice che la cifra potrebbe arrivare addirittura a 250.000 (se e) quando si avrà una copertura del 100% del registro tumori nonché considerando tutti quei casi che vengono classificati come morti da ictus, attacchi cardiaci, blocchi renali ecc indotte, in realtà, dagli effetti collaterali delle cosiddette “cure ufficiali di provata efficacia“.

Ora poiché si sta facendo una stima di massima, in tale scenario, comprendendo tutti i numeri (registro tumori e morti indotte dalle terapie alle quali vengono sottoposti i pazienti ma classificate con altri motivi), una cifra abbastanza realistica potrebbe essere 200.000. Non si vuole esagerare riportando numeri superiori ai 200.000, ma non si deve nemmeno illudere abbassando il reale valore non considerando persone decedute per gli effetti collaterali per dare l’illusione di migliorare la media (come oltremodo già accaduto in specifiche – e inutili – commissioni con i nostri militari per l’uranio impoverito)!

Ora:

200.000 persone anno / 365 giorni = in media 548 decessi al giorno

548 decessi giorno / 24 ore = in media 22,8 decessi ogni ora

22,8 decessi ogni 1 ora corrispondono mediamente a 1 decesso per cancro (solo in Italia) ogni 3 minuti circa (poco meno di 3 minuti) e tale valore si è discostato di un nulla negli ultimi 12-15 anni.

Ora, quando i grandi luminari vanno in TV, vengono intervistati per Radio, magnificano gli ultimi ritrovati nelle usuali questue, ricordano a chi li ascolta che solo in Italia c’è un decesso ogni 3 minuti?

Chi conduce (TV o radio che sia o interviste su cartaceo/On-line) ricorda ai grandi luminari che solo in Italia c’è mediamente 1 morto per cancro ogni 3 minuti e che almeno negli ultimi 12-15 anni non si sono avuti miglioramenti in tal senso checché ne vogliano dire quando magnificano i risultati in Radio, TV e/o giornali?

E’ un dato di fatto sempre più evidente e incontestabile, la crescente e abissale distanza, l’assoluta contraddizione tra le affermazioni di noti luminari e la verità, la realtà, le evidenze scientifiche documentate e verificabili.

 

§5. Conclusioni

Ritornando al Metodo Di Bella, On. Bersani, Corriere della Sera, Ossi di Seppia, 42°Parallelo e RaiPlay si avrà mai la possibilità di sentire/vedere/leggere un qualcosa di intellettualmente onesto – non camuffato come verità assoluta per convenienza, viltà e/o ignoranza – o quanto meno ascoltare il “suono del silenzio” quando si è ignoranti (in maniera abissale) nelle materie in parola?

Allo stesso modo, seppur esuli dall’attuale contesto, con riferimento all’articolo su TPI, si potrà mai avere l’opportunità di leggere le vere verità – non quelle camuffate come verità assoluta per convenienza o viltà – sulla questione Colin Powell vs Julian Assange?

Si aspetta …non fiduciosi, poiché è noto che ciò – per convenienza, viltà e/o ignoranza – non avverrà mai. Adoterranno il comportamento che Peppino De Filippo ha con la nebbia nel film Totò, Peppino e la malafemmina.

 

Adesso a parte questa nebbia …che io non la tocco …per carità! (minuto 1:32)

 

 


1. Dal vocabolario online Treccani: ignoranza s. f. [dal lat. ignorantia]. – 1. Con sign. ristretto, l’ignorare determinate cose, per non essersene mai occupato o per non averne avuto notizia […].

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