Wednesday, 12 August, 2020

I luminari della medicina non contaminano la loro purezza istituzionale con il Metodo Di Bella


Facendo una ricerca sulla massima banca dati biomedica Pubmed sul tema somatostatin and somatomedin (la somatomedina o IGF1Insulin-like Growth Factor – è il principale fattore di crescita tumorale direttamente attivato dal GHGrowth Hormone -, l’ormone della crescita) si evidenziano 1152 pubblicazioni, scientificamente rilevanti, definite in letteratura: Best match.

Fatta questa premessa, al (terzo) posto su 1152 studi definiti Best match la pubblicazione della Fondazione Di Bella, che documenta il fondamentale ruolo dell’ormone della crescita, appunto il GH, nell’induzione, proliferazione e disseminazione neoplastica generalizzata, in ogni neoplasia, senza eccezioni, e pertanto conferma l’indicazione logica, razionale, primaria dell’impiego in tutti i tumori del suo fisiologico, naturale inibitore, antidoto; la somatostatina e analoghi (nel link che segue – associato al titolo della pagina – gli interessati potranno visionare una lista – non esaustiva e in continuo aggiornamento – di pubblicazioni di ricerche in vitro fino a studi clinici su persone passando per review, meta-analisi ecc: Somatostatina e/o Octreotide un analogo della somatostatina).

Nello specifico si parla della pubblicazione:


Di Bella G1, Colori B2, Scanferlato R1. – The over-expression of GH/GHR in tumour tissues with respect to healthy ones confirms its oncogenic role and the consequent oncosuppressor role of its physiological inhibitor, somatostatin: a review of the literature. Neuro Endocrinol Lett. 2018 Sep;39(3):179-188.


Nel titolo il link alla posizione numero 3 (posizione occupata il 31 gennaio 2020 all’atto di questo rilevamento) tra i 1152 studi Best match.

La pubblicazione – il cui PDF in Inglese è riportato in basso e liberamente scaricabile, mentre la versione in Italiano così come quella in Inglese la si può scaricare sul collegato al Metodo Di Bella sezione Pubblicazioni Scientifiche – nell’abstract riporta chiaramente leggibili:

In more than a thousand cases published in various clinical, observational, retrospective studies investigating cervico-facial tumours, lymphoproliferative diseases, breast cancer, prostate cancer, non-small-cell lung cancer, neuroblastomas, oesophageal cancer, glioblastomas, and sarcomas, we constantly found an improvement in objective response, quality of life and survival, compared to conventional oncological protocols, by inhibiting GH and correlated GF using somatostatin.

che tradotto in Italiano:

In più di un migliaio di casi pubblicati in vari studi clinici, osservazionali e retrospettivi che studiano tumori cervico-facciali, malattie linfoproliferative, carcinomi mammario, carcinoma prostatici, neoplasie polmonari non a piccole cellule, neuroblastomi, carcinomi esofagei, glioblastomi e sarcomi, abbiamo costantemente riscontrato un miglioramento nella risposta obiettiva, nella qualità della vita e nella sopravvivenza, rispetto ai protocolli oncologici convenzionali, inibendo con la Somatostatina il GH e i GF.

laddove GF sta per Growth Factors, fattori di crescita tumorali tra cui, il principale, il suddetto IGF1, GH correlato e dipendente come sopra ricordato.


NOTA: Il visualizzatore PDF integrato si affida a risorse esterne – nello specifico a Google Docs Viewer – pertanto se non si dovesse visualizzare il documento pdf non è colpa nostra o di un malfunzionamento del sito. In genere in questi casi è sufficiente rilanciare la pagina per vedere apparire i documenti. Ad ogni modo è sempre possibile scaricare il documento in questione sul proprio computer cliccando sul link Download [Dim. File] riportato sotto ogni documento PDF.


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Si vogliono di nuovo ricordare – come fatto poco più di un mese fa – i “loro trionfali successi e spettacolari progressi nella ricerca, prevenzione e terapia del cancro” documentati e magnificati dalle pubblicazioni riportate in basso, gli stessi “successi” che oggi 2020, solo in Italia, portano a morte per cancro mediamente 1 persona ogni 3 minuti circa per un totale di circa 200.000 l’anno!

Leggiamo i cosiddetti “successi”:

  • Dicembre 2004 Morgan G. et al., The Royal College of Radiologist, Clinical Oncology nella pubblicazione The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5-year survival in adult malignancies riportata in basso e liberamente scaricabile riporta, testualmente:
    RESULTS: the overall contribution of curative and adjuvant cytotoxic chemotherapy to 5-year survival in adults was estimated to be 2.3% in Australia and 2.1% in the USA.
    RISULTATI: Il contributo complessivo della chemioterapia citotossica curativa e adiuvante alla sopravvivenza a 5 anni negli adulti è stato stimato al 2,3% in Australia e al 2,1% negli Stati Uniti. Tali valori sono ben riassunti nella tabelle 1 e 2 all’interno della pubblicazione e di seguito riportate:

    Table 1 – Impact of cytotoxic chemotherapy on 5-year survival in Australian adults.

    Table 2 – Impact of cytotoxic chemotherapy on 5-year survival in American adults.

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  • Settembre 2012, Sun Y. et al., nella pubblicazione Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B per la rivista Nature Medicine viene riportato:

    “… la chemioterapia nutre il tumore, lo rende refrattario ad ulteriori trattamenti. Il danno indotto dal trattamento al microambiente tumorale promuove la resistenza alla terapia del cancro alla prostata attraverso WNT16B”.
    La pubblicazione è riportata in basso e liberamente scaricabile.

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  • Settembre 2016, Wallington M et al., nella pubblicazione sul The Lancet Oncology dal titolo 30-day mortality after systemic anticancer treatment for breast and lung cancer in England: a population-based, observational study, riportata in basso e liberamente scaricabile, si può facilmente verificare come il tasso di mortalità nei primi 30 giorni parta dal 2-3% per salire oltre il 15% (e.g. su 1.000 persone fino a 150 nell’arco di un mese possono morire non per tumore ma per le cure chemioterapiche proposte!).

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  • Novembre 2016, Delgado-López PD e Corrales-García EM pubblicano Survival in glioblastoma: a review on the impact of treatment modalities per la rivista Clinical and Translational Oncology. Le conclusioni con un laconico e sconfortante:

    ” […] Attualmente, il meglio che può essere offerto è una modesta sopravvivenza mediana complessiva di 14 mesi in pazienti sottoposti a resezione massima sicura più chemioradioterapia adiuvante […]”

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  • Luglio 2017, Karagiannis GS et al., il risultato del lavoro Neoadjuvant chemotherapy induces breast cancer metastasis through a TMEM-mediated mechanism (riportato in basso e liberamente scaricabile) per la rivista Science Translational Medicine del gruppo American Association for the Advancement of Science, riporta:

    “La chemioterapia neoadiuvante (che precede l’intervento chirurgico, ndr) nel carcinoma mammario induce metastasi attraverso un meccanismo mediato da TMEM: le cellule tumorali al seno si diffondono attraverso siti endovasali delle cellule tumorali dipendenti da TIE2/MENACalc/MENAINV, chiamati Tumorale Microambiente delle Metastasi (TMEM) la chemioterapia aumenta la densità e l’attività dei siti TMEM […]”

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  • Ottobre 2017, gli autori Davis C., Naci H. et al., per il The British Medical Journal pubblicano – in modalità open access, quindi liberamente usufruibile: gli interessati possono scaricarla in basso – Availability of evidence of benefits on overall survival and quality of life of cancer drugs approved by European Medicines Agency: retrospective cohort study of drug approvals 2009-13 nella quale viene chiaramente indicato che:

    “La stragrande maggioranza degli antitumorali di ultima generazione approvati dall’European Medicine Agency (EMA, ndr), non ha alcuna prova o documentazione di efficacia antitumorale […] e, dopo oltre 3 anni dall’immissione nel mercato, non vi erano prove conclusive che questi farmaci prolungassero o migliorassero la vita per la maggior parte delle tipologie di cancro per i quali sono stati approvati”.

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  • Un articolo del 21 Febbraio 2018 presente sul Quotidiano Sanità alla sezione Scienza e Farmaci dal titolo “Tumori e chemioterapia: Rischio infarto per un paziente su tre” riporta testualmente:

    ” […] in un follow-up di 7 anni, si è evidenziato che il 33% muore per disturbi cardiaci e il 51% per la malattia per la quale era realmente in cura, cioè di tumore. Praticamente un paziente su tre muore non di cancro ma a causa delle terapie oncologiche”.
  • La sostanza non cambia a Settembre 2019 con la pubblicazione Design characteristics, risk of bias, and reporting of randomised controlled trials supporting approvals of cancer drugs by European Medicines Agency, 2014-16: cross sectional analysis degli autori Naci H., Davis C. et al., che pubblicano di nuovo per il The British Medical Journal (in basso, liberamente scaricabile).

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  • Le due pubblicazioni degli autori Naci H., Davis C. et al., (unitamente ad altre) sono talmente di rilievo che vengono riprese a fine Settembre 2019 dall’ANSA nella sezione Salute&Benessere con la notizia Tumori e nuovi farmaci, non giustificato il costo, ridotto valore aggiunto per pazienti, anche in sopravvivenza dove viene esplicitamente riportato:

    “Molti dei nuovi farmaci anticancro hanno un ridotto valore aggiunto per i pazienti – in termini di sopravvivenza, qualità di vita o trattamento delle complicanze – rispetto ai trattamenti standard e vedono raramente giustificato il proprio costo extra”.

Si può continuare a lungo (gli interessati possono leggere un elenco più completo – anche se non esaustivo – nella Comunicazione di Fine Anno) ma si ritiene significativo ed esaustivo questo campione della letteratura recensito e reperibile (verificabile) da chiunque su tutte le maggiori banche dati biomediche internazionali.

Su Pubmed e ResearchGate GmbH, digitando Luigi Di Bella e Giuseppe Di Bella, si evidenziano decine di pubblicazioni relative ad oltre un migliaio di pazienti positivamente curati con il Metodo Di Bella. I lavori per esteso in italiano e inglese sono visibili nel collegato Metodo Di Bella sezione Pubblicazioni Scientifiche.

Malgrado queste incontestabili conferme in letteratura, sia del sostanziale fallimento dei protocolli oncologici internazionali, che di buon progresso del Metodo Di Bella in termini di guarigioni e/o incremento delle mediane di sopravvivenza e miglioramento della qualità di vita, l’informazione gestita dai circoli di potere economico-politici definisce non scientifico e privo di valore e utilità il Metodo Di Bella. Alcuni esempi oltremodo già riportati nella Comunicazione di Fine Anno ma che riportiamo nel seguito.

Dal portale Tumore ma è vero che? nato su iniziativa della Fondazione Aiom:
“[…] pericolosa diffusione di teorie pseudoscientifiche sulle cure “miracolose” del cancro: dal siero Bonifacio… fino al metodo Di Bella”

Si ricordi sempre il principio della trasposizione: “Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre!“.

Perché il suddetto portale non riporta a chiari lettere anche i risultati (catastrofici!) dei ricercatori Davis C, Naci H, BMJ. 2017 Oct e Naci H, Davis C, BMJ. 2019 Sep che smentiscono e smontano scientificità ed efficacia di ciò che, invece, viene magnificato?

Portale AIRC (Agenzia Italia per la Ricerca sul Cancro) sezione cancro – informazioni tumori – corretta informazione: “non esistono prove scientifiche che dimostrano l’efficacia della terapia Di Bella nella cura dei tumori”.
Già sulla coppia “corretta informazione” ci sarebbe da ridere se l’argomento non fosse così serio visto che sono loro – quelli dell’AIRC sul loro portale – a disegnare il Prof Di Bella con un puerile, infantile e fuori luogo bicchiere da cocktail! Infatti, ricordiamo come l’AIRC cerca di sconfiggere il cancro …dilettandosi con la divulgazione scientifica, attraverso vignette che ritraggono il defunto Prof. Luigi Di Bella alle prese con ombrellini da cocktail.

Ecco come l’AIRC combatte il cancro …denigrando persone defunte!

Se tale immagine ancora campeggi o meno sul loro sito non è di nostro interesse, dimostrano tutta la loro puerilità, stupidità (e anche inutilità, n.d.r.) visto l’argomento. E, per dirla tutta, il termine cocktail – utilizzato sul portale dell’AIRC a scopo di derisione del Prof. Luigi Di Bella – lo tirò fuori la cosiddetta “comunità scientifica” diversi anni prima per indicare i loro “miscugli” chemioterapici! Un esempio su tutti? Il protocollo CHOP (ancora oggi largamente utilizzato …ma non dovrebbero esserci gli ultimi ritrovati che tanto magnificano?!), un cocktail di Ciclofosfamide, Doxorubicina (Adriblastina), Vincristina e Prednisone con questi effetti collaterali:

Morale, anche a quelli dell’AIRC piace applicare il principio della trasposizione?

Per non parlare poi degli asini bipedi (scusandoci con i veri quadrupedi per l’accostamento) in continua involuzione e regresso che stanno dietro la pagina Wikipedia: “Il cosiddetto metodo Di Bella è una terapia… priva di riscontri scientifici circa i suoi fondamenti e la sua efficacia”.
A tal proposito vi rimandiamo alla lettura – e visione dei video indicati – dell’articolo METODO DI BELLA – 20 ANNI DOPO (1997-2017) a dimostrazione delle palesi stupidaggini riportate da molti siti/blog di (pseudo)informazione – ivi compresa Wikipedia – sul MdB e in particolar modo nel prendere – anche a riferimento – come oro colato le scritture di certi blog e blogger “con le verità in tasca”.

Siamo continuamente oggetto di umiliazioni, emarginazioni, contrasti, censure e diffamazioni, in misura crescente, direttamente proporzionale alla conferma e diffusione del MDB nelle banche dati biomediche e tra i medici e la gente.

Essendo notoriamente il MDB temuto e contrastato dai circoli di potere per un grossolano e palese conflitto d’interessi ideologico e finanziario (temono un crollo dei fatturati ,oltre alla delegittimazione, perdita di credibilità e autorevolezza), quanti contrastano il MDB in accesa competizione di piaggeria e servilismo, si allineano e conformano al pensiero unico politicamente corretto. Sono così “accreditati”, graditi al sistema, più favoriti nelle carriere e agevolati negli interessi.

Il Consiglio dell’Ordine dei Medici di una città italiana (contrariamente ad una prassi consolidata e applicata a tutti i congressi medici con ECMEducazione Continua in Medicina) si è rifiutato di inserire nel bollettino dell’Ordine il programma del congresso del 7 dicembre scorso, malgrado la partecipazione tra i relatori di noti ricercatori tra cui professori ordinari di biologia molecolare e oncologia, e il congresso, con un centinaio di medici iscritti, avesse ottenuto i crediti formativi ministeriali. Un istituto universitario di radiologia, dopo un primo assenso, ha rifiutato la partecipazione al prossimo congresso del 20 giugno, sostenendo che é incompatibile con la sua appartenenza alla “Medicina Istituzionale”. Non ho detto nulla, né insistito o fatto alcuna rimostranza, mi sono ritirato in silenzio.

Capisco mio padre, quando diceva “Mi fanno pena”. Questi eccelsi luminari, giustamente fieri dei loro citati, spettacolari successi ed eccezionali progressi nella cura del cancro tanto magnificati (solo in Italia muore per cancro una persona ogni 3 minuti circa! Il tempo di magnificare in TV – durante le solite questue periodiche – ciò che nella realtà dei fatti non hanno, illudendo così le persone! n.d.r.), non hanno voluto contaminare la loro purezza istituzionale di immacolate, disinteressate, vestali della medicina e della ricerca col Metodo Di Bella.

Dott. Giuseppe di Bella

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