Thursday, 29 October, 2020

Precisazioni: a domanda risponde


Alcune mail ricevute nei giorni scorsi rendono opportuno intervenire per dissipare equivoci sorti sul tema della prevenzione o del trattamento del corona virus. Come sotto precisato, il nostro compito e la nostra vocazione sono solo divulgativi, e in tale attività siamo soliti basarci responsabilmente su supporti scientifici e non su “dicerie”.

Non sono mancati, consentiti o promossi da mezzi di informazione che si distinguono là dove sarebbe meglio non distinguersi, anche episodi spiacevoli, caratterizzati da un linguaggio pecoreccio ed offensivo che mai dovrebbe ricorrere per alcuna ragione.

Le precisazioni alle quali abbiamo accennato sono le seguenti.

  • Non si é proposto alcun preciso “trattamento” preventivo o terapeutico di forme come quella del Covid-19, in quanto il nostro intento non è di “proporre”, ma di informare correttamente e doverosamente. Tacendo si diverrebbe complici della malattia e di chi la considera magari una risorsa economica da sfruttare. Quando non si concorre a diffondere pratiche irrazionali o cervellotiche, ma ci si ispira a quanto scientificamente sancito, si compie un dovere sociale e civico. Eventualmente spetterà poi al medico di fiducia del singolo valutare le informazioni e tradurle in pratica.
    Al contrario, potrebbero venire chiamati a dare spiegazioni alla collettività ed a chi ha perduto un proprio caro quanti, mentre presentano quali unici rimedi – peraltro non ancora disponibili – vaccini o nuovi antivirali ancora da testare con studi controllati di lungo periodo, tacciono su strumenti già disponibili e spesso di origine fisiologica, che specie in sinergia potrebbero risultare provvidenziali. Di conseguenza nessuna persona corretta può permettersi di parlare di “fake” (sarebbe augurabile esprimersi in lingua italiana!), trattandosi di sostanze che, specie sotto il profilo del rafforzamento immunitario, sono fuori discussione da oltre mezzo secolo.
  • Il Lisozima o la vitamina D, la vitamina A come la vitamina C non costituiscono il Metodo Di Bella, ma rientrano fra le elementari conoscenze-base che qualsiasi medico rispettabile avrebbe il dovere di possedere. Un testo anche non aggiornato di fisiologia o vitaminologia lo conferma. In qualsiasi contesto patologico possono sovrapporsi alla malattia sotto trattamento altre patologie contingenti, per la cura delle quali si ricorre ovviamente alle conoscenze sancite dalla scienza, e non a “linee guida”, a meno che queste non si basino su presupposti scientificamente provati.
    L’azione delle sostanze di cui sopra era nota in molti casi anche prima degli anni ’40. Si pensi alla vitamina A che la pubblicazione richiamata in un recente articolo (il lettore interessato può leggere Corona news. Quando arroganza fa rima con ignoranza), definisce “vitamina antinfettiva”, la definisce esattamente come facevano monografie e testi di Chimica Biologica già negli anni ’30 (e.g. “1938, Dr. Luigi Di Bella, Regia Università di Parma: Chimica Biologica – ed. A. Zanlari, Parma”). Questo naturalmente non significa che la vasta gamma di diverse azioni di Vitamina A e Retinoidi possa ridursi e confinarsi a questa applicazione.
  • In determinati ambienti qualsiasi pretesto serve a pronunciare invettive nei confronti del Metodo Di Bella e del Prof. Luigi Di Bella. Sappiamo bene quali siano i retroscena, quali gli “input” e quali le ragioni di questo servile vilipendio, particolarmente infame e odioso in quanto non si ferma nemmeno di fronte al doveroso rispetto per i defunti. Indipendentemente dalle opinioni personali, nessuna persona per bene userebbe certe espressioni, che denotano non solo ignoranza, inciviltà e interessi obliqui, ma anche vigliaccheria e scorrettezza, dato che certe fandonie vengono diffuse senza mai dare possibilità di contraddittorio: come tipico di chi mente e sa di non poter sostenere un confronto. Non ci si costringa a ricordare nei dettagli una certa intervista di 14 mesi fa, da noi concessa ad un’emittente nazionale dopo le opportune precauzioni consigliateci dai legali, e della quale attendiamo ancora la messa in onda! Alcuni pazienti presenti possono renderne testimonianza. Quando chi commissiona un tentativo di mistificazione esce con le ossa rotte dal contraddittorio – il che succede sistematicamente – può accadere anche questo.
  • Come abbiano già iniziato a fare, risponderemo sia penalmente che civilmente alla protervia ed alla mascalzonaggine di certi signori, unendo a tali misure le opportune segnalazioni ad Ordini professionali, Direzioni Sanitarie o Rettorati, a seconda dei casi, per le doverose misure disciplinari. Fossimo in loro, non faremmo eccessivo affidamento su altolocate protezioni. Prima o poi possono fare cilecca.
  • Alcuni pazienti e sostenitori ci hanno manifestato la loro vicinanza. Si ringrazia sentitamente loro come alcuni gestori di siti, che hanno voluto esprimerci consenso e stima.
  • Auspichiamo infine che ogni forma di protesta o di solidarietà avvenga senza mai “alzare la voce”. Ricordiamo che attenendoci alle ultime raccomandazioni formalizzate dal Prof. Luigi Di Bella non abbiamo autorizzato nessuno a incarnare lo spirito della protesta, e men che meno “portare il vessillo” del Metodo Di Bella. La rappresentanza dell’opera e della figura del Prof. Luigi Di Bella spetta, anche giuridicamente, solo ed esclusivamente a chi porta il Suo nome.

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