Thursday, 22 October, 2020

Corona virus: paura, eroi e sciacalli


Giornalisti con gli occhi strabuzzati come per ipertiroidismo o scossa elettrica ci informano costantemente dell’andamento dei contagi a livello nazionale, regionale e cittadino; dei morti a livello nazionale, regionale e cittadino; degli uni e degli altri nel mondo. Veri fuoriclasse hanno fatto calcoli dei Mt/h (morti all’ora), una specie di tachimetro delle vittime da C.V. (tutto questo, mentre le morti per cancro al giorno – solo in Italia – continuano ad essere circa 550, una ogni 3 minuti! Ovvero il risultato di …non risultati della cosiddetta “scienza” che non hanno mai scandalizzato e non scandalizzano nessuno! n.d.r.).

Lo abbiamo già detto (e siamo in compagnia sempre più nutrita): questo é terrorismo mediatico, non informazione. E’ mediocrità professionale. E’ disumanità. E’ servilismo. Perché, pur non aderendo a certe indimostrate tesi e pur in assenza di convincenti spiegazioni sul come e sul come mai si sia diffuso questo contagio – prima o poi qualcuno ce lo dovrà dire – ci appare sempre più evidente una superiore e precisa volontà di seminare il terrore. La nostrana e contemporanea attitudine al servilismo ha obbedito con la consueta disciplina ed il consueto zelo.

Il risultato è che molti anziani si sentono predestinate vittime sacrificali, tremano e si affliggono al pensiero di poter finire i loro giorni arsi dalla febbre e soffocati. Li vediamo quasi trascinarsi nelle vie deserte con la sacca a rotelle della spesa, o sbilenchi per il peso di sporte piene, a volte sostenendosi col bastone, il capo chino, piagati dagli anni impietosi, dalla solitudine, dall’insensibilità di un mondo nel quale non si riconoscono più. Quante volte ci siamo chiesti: ma i figli dove sono? Bisognerebbe interpellare chi da cinquant’anni ha spinto l’acceleratore sulla distruzione della famiglia e dei sentimenti familiari.

Prescindendo da giudizi di merito, sembra quasi che il C.V. sia capitato a fagiolo per la situazione nella quale versa l’attuale compagine governativa, autentica costellazione di piaghe d’Egitto! Un governo che stentava a sorreggersi anche con influenti stampelle, d’improvviso ha ricevuto uno spray di consolidamento. O crede di averlo ricevuto. Deludenti e patetiche le opposizioni, soggetti che brancolano nel buio e che dicono in 2 giorni tutto e il contrario di tutto, timorose di venire accusate con toni da catilinaria di voler cavalcare a proprio tornaconto le difficoltà del momento. Sembrano non comprendere che con i compromessi non si conquista la fiducia dell’elettorato, e che chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Così la crescente impopolarità si è provvisoriamente fermata, in certi ambienti ha cominciato a far capolino la speranza di risalire la china, e addirittura di presentarsi quali salvatori della patria (patria? scusate il turpiloquio…).

Tutto un coro di “volemose ben”, “siamo tutti fratelli”, “insieme vinceremo”, ”stiamo uniti” “’unione fa la forza” e varianti ad libitum che ci ricordano comunque fosche proposte del passato. Fosche perché mai come nelle cose della politica vale il principio “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. In certi casi, l’unione fa la debolezza.

Grande è stato il nostro sgomento quando abbiamo dovuto constatare il livello d colonizzazione nel mondo dell’informazione: ci riferiamo all’invito megafonato in ogni dove di esporre bandiere iridate (quelle che hanno il pregio di segnalarci dove risiedono le più possenti meningi del Paese…), urlare in disciplinato coro che ce la faremo, vinceremo. Poco è mancato che non venisse utilizzato l’ormai abusato “…vincerò!” pucciniano cantato dal grandissimo (questa volta davvero) Pavarotti; addirittura, con grande imprudenza (incuranti del pericolo di rigurgiti nazionalistici) si sono invitati tutti a intonare l’inno nazionale, che a questo punto, sia per oggettiva modestia musicale che per essere stato lordato da decenni di indegne presenze cerimoniali, bisognerà cambiare.

Si invitano gli italiani ad applaudire medici ed infermieri dopo averne umiliato la professionalità per decenni obbligandoli a seguire “linee guida” di assai sospetta origine; aver loro riservato stipendi da fame; avere tagliato necessario strumentario e indispensabile materiale sanitario; privilegiato pseudoterapie documentatamente e risaputamente fallimentari e dal costo esorbitante (a tal proposito invitiamo il lettore interessato alla lettura dell’articolo Ma quanto ci costano e con quali risultati? n.d.r.) a scapito dei servizi diagnostici più urgenti (un anno e passa per una Tac o una Rmn); averli obbligati a turni di lavoro insostenibili per “sparagnare” sul personale. E ora, facce di suola, inneggiano agli “eroi”! Certo, quando fa loro comodo. Sono in cerca di stampelle interne, dopo quelle offerte loro da strozzini, sfruttatori e speculatori internazionali della peggior specie. Con tanto di incensamenti da elevati turiboli. Tacciano questi impostori, che ora vorrebbero presentarsi quali Salvatori della Patria, anche se alla pronuncia della parola Patria reagiscono come Dracula alla vista di una croce!

La verità é che, al di là di una esigenza più o meno condivisibile, in questi soggetti torna prepotente, istintiva, caratteriale, insopprimibile, la vera natura di torchi della libertà altrui: libertà di pensiero, di movimento, di vita. Torna il mai sopìto rimpianto della cortina di ferro, del muro di Berlino, delle repubbliche….”democratiche” dell’Est, dei prefabbricati in cemento di 40 mq per famiglia di quattro persone, delle poetiche e lunghe file all’alba per comprare il pane collettivo… e le proposte di droni-spia e smartphone controllori inumidisce di commozione i loro occhi già rosseggianti.

In sostanza il lupo perde il pelo ma non il vizio, indipendentemente dal fatto che costoro non possono chiamarsi lupi, ma sciacalli ed avvoltoi. Prima era bestemmia, più che illecito, “sforare” il bilancio statale di 100 mln per l’obbligo di rispettare i limiti europei (e la lunghezza delle zucchine). Poi si è passati con disinvoltura da uno stitico 5 miliardi a 25 e più, mentre i severi legislatori della zucchina morigerata sparano 700 e 800 miliardi come noccioline. Da dove viene questo ben di Dio? E chi restituirà tali “aiuti”? Non saranno ulteriori manette per noi ed altri paesi disgraziati come il nostro? Dobbiamo solo augurarci che, magari imitando certe lacrime ministeriali in diretta, non venga annunciato l’avvenuto prelievo notturno su conti e depositi e qualche bella patrimoniale: che volete farci! Il corona virus, sapete! Corona oblige.

E poi c’è l’indotto: diminuzione dei parlamentari, elezioni amministrative: tutto rimandato. Tre piccioni e una fava. Soprattutto la fava. Mo’ resistiamo. Poi si vedrà. Intanto spesseggiamo con apparizioni di teneri e trepidanti governanti con l’accattivante look-ciuffino da poeti bohemien. Nessuno, specie coloro che sarebbero tenuti a farlo, fa osservare che si reprimono libertà costituzionali senza consultazione parlamentare. E questa é la cosa più inquietante.

In questo panorama da “prestami il revolver che mi sparo”, non poteva non farsi riconoscere il moloch indovinato – a dire il vero – da tanti. L’unica “misura” preventiva e curativa… é lo “state a casa”.

Gli “scienziati” (tratteniamoci dal ridere) stanno lavorando per voi: un bel vaccino nuovo fiammante, anche se il C.V. non dà immunità, e qualche bell’anticorpo monoclonale che costa tanto e fa tanto bene. Soprattutto a chi lo vende ed a chi lo compra!

E che volete? Non c’è altro! Lo dicono anche gli instancabili frugatori e denunciatori di fake. Ma sono proprio fake? Anche quell’Omino lassù, quello con la barba bianca, è fake? Quel Tizio che per psicosi maniacale ci ha corredati di …integratori alimentari e di certi enzimi? E non parliamo di pseudo-scienziati che, come Fleming, non hanno mai pubblicato su riviste scientifiche ad elevato Impact Factor!

Riportiamo documenti, facilmente reperibili oltremodo, che non sono fake, ma, appunto, documenti. Qualcuno dovrà spiegare non solo in Parlamento ma a tutta la Nazione, come mai si continui a dire che l’unica é starsene a casa, come se non esistesse nulla in grado quantomeno di aiutare nella prevenzione (e nella cura):

Il ‘mistero’ del Lisozima: utile anche nella lotta al Coronarirus? Interrogazione al Senato

Invece già un mese fa si chiedeva alla Direzione del Consorzio del Formaggio Grana Padano di farsi parte diligente allo scopo di procurare grosse quantità di Lisozima al Ministero della Salute.

 

 

Affermando – come riporta il documento, e come è sacrosanta verità – che 1,5 grammi al giorno di Lisozima possono svolgere una potente azione antivirale preventiva e curativa. L’affermazione è lacunosa e da compendiare, ma ha un fondo di verità.

A tal proposito invitiamo il lettore interessato alla lettura dell’articolo “In principio Dio creò il cielo, la terra e il Lisozima…“.

 

 

Un altro documento, anch’esso riconducibile all’ufficialità, dimostra che chi è medico e non solo laureato in medicina (l’essere laureato in medicina è solo condizione necessaria ma non sufficiente allorquando si ha la tendenza a seguire solo delle “linee guida”! n.d.r.) sa – tra l’altro – che Vitamina C e Vitamina D potenziano le difese immunitarie, e che oltre a lavarsi le mani è bene provvedere alle opportune misure antinfettive di naso e bocca.

 

 

Possibile che l’unica sia starsene a casa? E la cosiddetta “scienza” dov’è? Quella scienza che fagocita miliardi e miliardi di € l’anno senza propinare risultati decenti oggi dov’è? Sa solo dirci “rimanete a casa”?

Per questo suggerimento non è necessario essere laureati, è sufficiente solo un pizzico (nemmeno poi tanto!) di buon senso e intuito!

Ma l’avere taciuto (e qualcuno deve spiegare perché lo ha fatto) avesse impedito di salvare le ormai migliaia di vittime del C.V.? Potrebbe configurarsi una fattispecie di omicidio colposo plurimo?

Siamo sicuri che magistrati come Falcone e Borsellino sarebbero andati a fondo nella cosa. Forse anche per questo ne è stata programmata l’immatura scomparsa.

 

Allora si riformula nuovamente la domanda:

Perché il Lisozima – ad oggi 24 Marzo e oramai da diverse settimane – risulta essere scarsamente disponibile anche nelle Farmacie Agricole pur essendo il comparto Agroalimentare in piena produzione (com’è giusto che sia)?

 

Ma forse non è chiara perché il font qui utilizzato è troppo piccolo. Nel qual caso ci scusiamo e si riformula con font più grande:

Perché il Lisozima – ad oggi 24 Marzo e oramai da diverse settimane – risulta essere scarsamente disponibile anche nelle Farmacie Agricole pur essendo il comparto Agroalimentare in piena produzione (com’è giusto che sia)?

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