Wednesday, 25 February, 2026

Webinar Evento 7 Marzo 2026 – Il GH autocrino e ipofisario nodo critico nel circuito tumorale e obiettivo strategico nella terapia del cancro


Obiettivo e fine di questo Webinar è raccogliere e proporre all’attenzione della comunità scientifica le evidenze che ormai certificano la razionalità e le indicazioni dell’impiego in ogni neoplasia della Somatostatina e analoghi, fisiologici inibitori del GH (acronimo di Growth Hormone, ormone della crescita.

L’iscrizione al webinar (con crediti ECM) del 7 marzo è gratuita. Per iscriversi è necessario registrarsi sul portale di Motus Animi. Sul sito si può trovare la modalità di Iscrizione, crediti e dettagli aggiuntivi. E’ possibile l’iscrizione anche come semplici uditori.

È opportuno ricordare che questo argomento è uno dei pilastri del Metodo Di Bella il quale come concetto, nonché applicazione pratica su pazienti, è presente da ben 49 anni (!), di preciso dal 1977 con la somministrazione di Somatostatina/Octretotide analoghi e/o derivati.

Il tema è stato già affrontato su questo sito a Novembre 2025 per la produzione e commercializzazione della somatostatina liposomiale: L’ormone della crescita GH nella progressione tumorale: Somatostatina/Octreotide liposomiale argomento già noto per una pubblicazione/uno studio risalente al 2019 con la partecipazione anche della Fondazione Di Bella e riportato qui in basso.


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Il concetto del GH autocrino e ipofisario, come nodo critico nel circuito tumorale e obiettivo strategico nella terapia del cancro, non è nuovo a chi segue questo sito poiché è stato sempre affrontato anche attraverso il richiamo delle due pubblicazioni The over-expression of GH/GHR in tumour tissues with respect to healthy ones confirms its oncogenic role and the consequent oncosuppressor role of its physiological inhibitor, somatostatin: a review of the literature (Neuroendocrinology Letters Volume 39 No. 4 2018) e in Over-Expression of GH/GHR in Breast Cancer and Oncosuppressor Role of Somatostatin as a Phisiological Inhibitor (Translational Biomedicine 2018 Vol. 9 No. 3:151) riportate in basso e dalle quali è già passato circa un decennio!


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DEFINIZIONI E DISTINZIONI

GH ipofisario: distribuito attraverso il sangue in tutto il corpo con effetti endocrini, funzionando come un ormone classico. Declina fisiologicamente con l’età,e con la somatopausa:

  • Concentrazione, nel microambiente tumorale;
  • Espressione e affinità recettoriale;
  • Frequenza dei tumori in base all’età.

GH autocrino: prodotto in un’ampia varietà di tumori. Cresce con l’età per il concorso di fattori sia intrinseci che estrinseci ambientali, che interagendo inducono un disordine epigenetico e il sovvertimento dell’equilibrio biologico.

  • Concentrazione nel microambiente tumorale;
  • Affinità ed espressione recettoriale;
  • Frequenza dei tumori in base all’età.

Per le documentate proprietà mitogene, il GH può attivare una vasta serie di eventi causali dell’insorgenza e progressione del cancro a livello locale e sistemico come confermato nel corso degli ultimi 70 anni da una ingente quantità di studi epidemiologici, sperimentali e clinici.

Da una ricerca effettuata sulla banca dati di www.pubmed.gov effettuata il 17 febbraio 2026, digitando “somatostatin or octreotide in cancer therapy” vengono evidenziate 39.711 pubblicazioni scientifiche, a conferma sia delle proprietà cancerogene del GH che dell’evidente ruolo terapeutico antitumorale del suo inibitore fisiologico; la somatostatina e dei suoi analoghi.

Il GH è pertanto identificato come obiettivo terapeutico nella terapia del cancro, a piena e purtroppo tardiva conferma di quanto anticipato e pubblicato dal Prof Luigi Di Bella oltre 40 anni fa.

Sono noti e documentati i citati e numerosi meccanismi molecolari proliferativi mitogeni che pongono il GH come nodo critico nel circuito tumorale confermando la logica della sua inibizione mediante somatostatina con benefici in un’elevata percentuale di prognosi oncologiche.


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RAZIONALE SCIENTIFICO

La revisione della letteratura sta documentando in maniera sempre più evidente come le dinamiche di progressione tumorale siano strettamente dipendenti e correlate con l’ormone della crescita (GH) pertanto identificato come obiettivo terapeutico nella terapia del cancro.

Una revisione della letteratura sulla relazione tra l’espressione di GH e del suo recettore GHR (Growth Hormone Receptor) nei tessuti tumorali rispetto a quelli sani, ha confermato il riscontro costante della sovra-espressione di GH e GHR ( ormone della crescita e suo recettore) nei tessuti tumorali rispetto ai sani.

E’ emerso chiaramente anche il rapporto dose dipendente tra espressione di GHR e proprietà proliferative e invasive dei tumori. Più è alta l’espressione recettoriale del GH, maggiore è l’aggressività e la capacità proliferativa della neoplasia.

In più di mille casi pubblicati nelle banche dati biomediche dalla Fondazione Di Bella; in vari tumori (cervico-facciali, malattie linfoproliferative, cancro al senocancro alla prostata, cancro polmonare non a piccole cellule, neuroblastomi, cancro esofageo, glioblastomisarcomi) inibendo il GH con la somatostatina, si è riscontrato costantemente un miglioramento della risposta oggettiva, della qualità della vita e della sopravvivenza, rispetto ai protocolli oncologici convenzionali.

Il GH secreto dall’ipofisi anteriore è distribuito attraverso il sangue in tutto il corpo, il GH autocrino è invece espresso nei tessuti extra-ipofisari in un’alta percentuale di tumori, tra cui il seno, l’endometrio, il fegato, la prostata, il colon, ecc., promuovendone la proliferazione, l’angiogenesi, le metastasi, la resistenza alla terapia, la sopravvivenza, la transizione epitelio-mesenchimale, la motilità, l’invasione, la transizione staminale cancerosa.

La distinzione fondamentale risiede nella dicotomia tra la secrezione ipofisaria di GH, che declina fisiologicamente con l’età, e la produzione autocrina/paracrina, che invece viene attivata progressivamente con l’età per il concorso di fattori sia intrinseci che estrinseci ambientali, che interagiscono inducendo un disordine epigenetico e il sovvertimento dell’equilibrio biologico.

Questo dualismo risolve l’apparente paradosso epidemiologico per cui meno del 2% dei decessi per cancro avviene nella fascia di età inferiore ai 50 anni, e l’incidenza di oltre il 90% di neoplasie si verifica sopra i 50 anni, in coincidenza con il calo del GH ipofisario e la concomitante somatopausa.

E’ pertanto evidente che non è il GH ipofisario circolante a causare la cancerogenesi nell’anziano, bensì quello autocrino localmente prodotto.

Una rilevante quantità di ricerche ha accertato che l’asse proliferativo GH–PRL-IGF1 (Ormone della crescita-Prolattina-Fattore di crescita IGF1) con altri fattori di crescita GH correlati tra cui VEGF (vascolare), EGF ( epidermico), FGF (fibroblastico) hanno ruoli interattivi e sinergici nell’insorgenza e progressione del cancro, tra cui la promozione dell’oncogenesi anche mediante l’incremento di mutazioni, con riduzione dei meccanismi di riparazione mutazionale, conseguente instabilità genomica, disordine epigenetico, e attivazione di un dinamismo molecolare di eventi mitogeni, come confermato da numerose revisioni della letteratura, ad esempio (tutte riportae in ordine cronologico in basso):

  • Cohen et al. 2000;
  • L. K. Chopin, T. L. Veveris-Lowe, A. F. Philipps, A. C. Herington 2002;
  • Chhabra et al. 2011;
  • Perry et al. 2017;
  • Simpson et al. 2017;
  • Di Bella G et al. 2018 (riportate in alto);
  • Basu & Kopchick 2019;
  • Basu, Giovanni J. Kopchick 2023;
  • Reetobrata Basu, Cesar L. Boguszewski and John J. Kopchick 2025

GH-PRL-GF-correlati come bersaglio oncologico primario e conseguentemente certificano l’impiego in funzione antitumorale della somatostatina, indipendentemente dalla sua espressione recettoriale nelle cellule neoplastiche.

Con il Metodo Di Bella una nuova Scienza della Prevenzione e Terapia Tumorale si sta sempre più configurando come possibilità di valorizzare le evidenze scientifiche.

Il MDB non è finalizzato all’utopistica e illusoria uccisione citotossica, o mediante radiazioni ionizzanti di tutte le cellule tumorali, ma alla loro riprogrammazione, agendo sulla molteplicità e varietà delle funzioni vitali sovvertite dal cancro.

Considera i destini cellulari non necessariamente segnati in modo irreversibile, ma modulabili con una multiterapia biologica, che intervenga sequenzialmente e/o contemporaneamente e centripetamente su GH-PRL-GF, bersagli strategici della proliferazione e mutabilità neoplastica e sulle molteplici reazioni vitali deviate nel cancro riconvertendole gradualmente alla normalità.

Valorizza le notevoli potenzialità antitumorali e antinfettive aperte dai nuovi concetti e criteri d’impiego della vitaminologia che nel MDB dal suo ruolo originario biochimico-vitale, è assurta a quello terapeutico razionale essenziale, volto a realizzare l’equilibrio organico mantenendo costante il rapporto tra materia vivente e contenuto energetico.

Gli studi sperimentali e i riscontri clinici del Prof Luigi Di Bella sulla Melatonina (MLT) aprono un nuovo capitolo della fisiologia del sistema nervoso centrale, che prospetta l’evenienza di un dato evento come la risultante fattoriale di diverse serie di fattori. Fra questi non la MLT nella sua staticità molecolare, bensì nel suo dinamismo chimico esercita un ruolo, che, limitato prevalentemente al sistema serotonergico, può raggiungere estrema complessità e fine adattamento attraverso il sistema APUD piastrinico, e interferire in funzione antiblastica nell’etiopatogenesi e nell’evoluzione dei tumori.

 

Meccanismi mitogeni del GH, categorie di processi tumorali attivati e modulati dal GH

Il GH può indurre l’espansione, la sopravvivenza e diffusione del tumore:

  • Attivando geni oncogeni;
  • Silenziando geni oncosoppressori.

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1 – Attivazione dell’espressione e attività di fattori di crescita mitogeni GH correlati

  • EGF (Epidermal Growth Factor): Stimola la proliferazione cellulare tramite il recettore EGFR e il GH ne amplifica l’espressione o la sensibilità cellulare;
  • IGF-1 (Insulin-like Growth Factor 1): È il principale effetto del GH.
    – Attiva le vie PI3K/AKT e MAPK → proliferazione, sopravvivenza, crescita tumorale;
    – Molti tumori hanno up-regolazione dell’asse GH/IGF-1.
  • VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor): Favorisce l’angiogenesi e la proliferazione endoteliale.
    – Il GH ne stimola la trascrizione con aumento della velocità di divisione cellulare e crescita tumorale.
  • FGF (Fibroblast Growth Factor): esercita proprietà mitogene attivando recettori tirosin-chinasi, con un documentato ruolo nella patogenesi di diversi tipi di tumore. Studi recenti lo hanno individuato come bersaglio terapeutico per il cancro .

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2 – Sopravvivenza cellulare

Il GH aumenta la capacità delle cellule tumorali di resistere allo stress e sfuggire alla morte cellulare programmata.

  • TF1 e TF3: coinvolti nella sopravvivenza e proliferazione, il GH ne aumenta l’espressione;
  • HOXA1: Oncogene che promuove la crescita e blocca l’apoptosi;
  • JAK/STAT: Via tipicamente attivata dal GH (recettore GH → JAK2 → STAT5) laddove STAT5 aumenta geni anti-apoptotici;
  • Bcl2: Potente anti-apoptotico e il GH può aumentarne l’espressione;
  • CHOP (GADD153): Regolatore del distress cellulare laddove il GH può ridurne l’attività (CHOP normalmente favorisce apoptosi);
  • SOD e Catalasi: Enzimi antiossidanti; il GH aumenta la detossificazione dai ROS e ciò implica la maggiore sopravvivenza tumorale;
  • PTGF-β (TGF-β): Ha ruoli complessi, può favorire l’invasione e la sopravvivenza tumorale.

Effetto finale: cellule più resistenti allo stress ossidativo, ai danni al DNA e ai farmaci.


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3 – Potenziale replicativo illimitato

  • hTERT: Sub unità catalitica della telomerasi. Mantiene i telomeri e ciò permette alla cellula di acquisire la “immortalità replicativa”.
    – L’asse GH/IGF-1 può attivare hTERT tramite STAT5, ERK.

Effetto: le cellule tumorali non entrano in senescenza.


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4 – Angiogenesi

La formazione di nuovi vasi sanguigni è essenziale per nutrire il tumore.

  • TF1 e TF3: Svolgono un ruolo anche nella angiogenesi;
  • VEGF: Principale fattore angiogenico, viene attivato dal GH;
  • IGF1: Cooperatore nell’attivazione del VEGF;
  • Tsp1 (Thrombospondin-1):
    – ANTI-angiogenico;
    – Il GH può ridurlo favorendo così la neovascolarizzazione.

Effetto: il tumore riceve ossigeno e nutrienti per crescere e metastatizzare.


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5 – Insensibilità ai segnali anti-crescita

Il GH favorisce la perdita di risposta ai segnali che normalmente impediscono la proliferazione incontrollata.

  • TF1 e TF3: Modulano la resistenza ai segnali anti-mitogeni;
  • HOXA1: Oncogene che inibisce pathways anti-crescita;
  • MAPK pathway: Via proliferativa frequentemente sovra attivata da GH.

Effetto: la cellula ignora i “freni” fisiologici.


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6 – EMT, invasione tumorale e metastasi

EMT (Epithelial-Mesenchymal Transition): Il GH favorisce la transizione epitelio-mesenchimale, aumentando la mobilità e invasività. I fattori coinvolti vedono:

  • TF1 e TF3: promuovono l’EMT;
  • MMP2 e MMP9: metalloproteasi che degradano la matrice extracellulare;
  • Fibronectina e Vimentina: marcatori mesenchimali;
  • β-catenina: attivata in EMT e via Wnt;
  • TIMP-1: regola MMP, ma in certi tumori ne promuove le metastasi;
  • Occludina: proteina delle tight junction, ridotta durante EMT.

Effetto finale: le cellule acquisiscono proprietà metastatiche.


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Riassumendo …semplificando all’estremo.

Il GH, attraverso il suo recettore (GHR), attiva le vie:

  • JAK2/STAT5;
  • MAPK/ERK;
  • PI3K/AKT;
  • Src family kinases.

Queste vie modulano un gran numero di geni coinvolti in:

  • Sopravvivenza;
  • Proliferazione;
  • Angiogenesi;
  • EMT;
  • Invasione;
  • Immortalità;
  • Resistenza ai segnali anti-crescita.

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