per specifiche informazioni di carattere medico o scientifico, potete visitare il sito ufficiale www.metododibella.org


Commenti scritti nel Forum

Buongiorno Adolfo.
Volevo domandarLE una cosa che mi  e' capitata questa mattina.
RIASSUMO IN BREVE:
Vado dal mio medico di base per farmi prescrivere le solite 30 fiale di somatostatina galenica perché come sapete la Farmacia C. di Roma a ogni ordine vuole una prescrizione.
Risposta: "Il medico di base non può più fare la prescrizione della somatostatina perché hanno cambiato dei decreti. Solo l'ospedale può fare questa prescrizione".

Se fosse realmente cosi' sarebbe paradossale davvero come situazione.
Preciso che il mio medico di base era più dispiaciuto di me.
Sapete qualcosa al riguardo?

Grazie, Alessandro

 
*****

Non è così. Forse il medico ha consultato frettolosamente il Prontuario farmaceutico, leggendo quanto prescritto per le specialità farmaceutiche da 3 mg. ("prescr. osped.") e non per quelle da 1 mg. ("disp.in farmacia a carico del cittadino - ricetta ripetibile").
Speriamo non si tratti della diffusa "sindrome di Lapin" (la gendarmeria sanitaria diventa sempre più asfissiante ad ogni nuovo lavoro sul Mdb che viene pubblicato), nel qual caso l'unica è cambiare medico.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.

postato da: Alessandro (milano) in data: 2014-01-30 12:23:34.0
Non so se avete letto questo articolo che mi sembra MOLTO interessante.
Cosa ne dite?

SANITA': 'LIBERO' ATTACCA GARATTINI, NELL'AIFA SIA ARBITRO CHE GIOCATORE IL QUOTIDIANO, 12,5 MLN A ISTITUTO MARIO NEGRI E CONSORZIO MARIO NEGRI SUD

Milano, 29 mar. (Adnkronos Salute) -

‘'Arbitro e giocatore allo stesso tempo. Arbitro in veste di presidente della Commissione Ricerca e sviluppo dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, giocatore in qualita' di direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri''.

Cosi', in un'articolo intitolato ‘Quando i ricercatori trovano soprattutto i soldi', il quotidiano ‘Libero' sferra oggi un pesante attacco al farmacologo piu' famoso d'Italia, raccontando ‘'lo strano caso del professor Silvio Garattini''. Istituto Mario Negri e Consorzio Mario Negri Sud, noti enti di ricerca che hanno capo allo stesso Garattini, avrebbero infatti ottenuto ‘'circa 12 milioni e mezzo di euro'' in una gara indetta per assegnare finanziamenti alla ricerca ‘made in Italy'.


‘'Il primo Garattini'', quello ‘arbitro' - si legge su ‘Libero' - ha presieduto alla selezione di 54 protocolli di studio meritevoli di ottenere il finanziamento nell'ambito del bando di concorso 2005 per la ricerca indipendente promossa dall'Aifa''.
Mentre ‘'il secondo Garattini'', quello ‘giocatore', ‘'alla testa degli enti Mario Negri e Consorzio Mario Negri Sud, secondo i racconti di chi ai lavori della commissione ha partecipato avrebbe vinto proprio in quella gara. Provocando la reazione di alcuni suoi colleghi della stessa commissione esaminatrice.
Da parte degli altri 19 autorevoli esperti italiani e stranieri chiamati ad assegnare il finanziamento, infatti, non sarebbe sfuggito l'imbarazzante doppia funzione dell'illustre professore. Al punto da pretendere di inserire, nel verbale della selezione, la denuncia dell'anomalia''.

E tra i giurati ‘'i sussurri diventano grida - prosegue l'articolo su ‘Libero' - quando tra i commissari comincia a circolare anche la cifra che i due enti avrebbero ottenuto in sede di graduatoria: 12 milioni e mezzo di euro, pari a poco meno di un terzo dell'intera somma stanziata per il concorso''.


*****

Cosa ne diciamo? Ci sembra che l'articolo abbia detto già tutto.
Sorge però spontanea una domanda: ma la magistratura, a volte estremamente rapida nel cogliere ipotesi di reato, come procederà?

Un ulteriore invito alla riflessione a chi, magari con propositi comprensibili, si basa sull'attendibilità di determinati organismi e pensa ci si possa rivolgere a strutture così pesantemente condizionate da conflitti di interesse: e forse da peggio ancora.

Abbiamo rintracciato il link:

http://www.adnkronos.com/Archivio/
AdnSalute/2006/03/29/Farmaceutica/SANITA-LIBERO-ATTACCA-GARATTINI-NELLAIFA-SIA-ARBITRO-CHE-GIOCATORE_160255.php


Grazie del contributo e un caro saluto

STAFF D.B.I.

postato da: Bice L. (latina) in data: 2014-01-30 08:34:19.0
Complimenti al Dr. Giuseppe e ai suoi collaboratori per il magnifico lavoro pubblicato.
Sono queste le cose che contano e che impediranno di sotterrare il Mdb. Non ci vuole molto a capire che cosa può significare la presenza di tanti lavori su pubmed e che "il nodo" come ha detto il dr. Adolfo è proprio qui e non su idee strambe.

Immagino la quantità enorme di lavoro e di sacrifici che ci sono a monte di questa ennesima pubblicazione per cui credo che tutti i pazienti che se ne rendono conto dovrebbero essere grati a voi e alla forza e alla costanza che avete dimostrato. Come ho detto in mail al dr. Adolfo non riesco a capire dove trovate il tempo per rispondere in poche ore a tutte le informazioni che sono richieste per tacere di tutto il resto che fate. Io non ho problemi di malattia personali o in famiglia ma sono in contatto con diversi ammalati che mi hanno detto la stessa cosa.
 
Voglio fare una sola domanda. Sul gruppo fb ho letto un intervento a proposito di una vs risposta che riguardava i sarcomi dove voi premettevate che la terapia funziona nella misura in cui non ci sono prima delle chemio. A me sembra una risposta ovvia ma forse ha messo un po' di avvilimento in chi la ha fatta. Potete dire qualcosa a questo proposito?

Grazie di tutto e complimenti vivissimi al dr. Giuseppe

*****

Sentiamo l'affrontare sacrifici e rinunce come dovere morale categorico, e quindi indipendente da comprensioni o incomprensioni, gratitudine o ingratitudine. Ma un apprezzamento e, ancor di più, una partecipazione emotiva, aiutano ad andare avanti col cuore più leggero e ulteriormente motivati.

Circa la sua domanda: ogni interlocutore si rivolge a noi in uno stato d'animo di angoscia e di speranza assieme. Noi abbiamo quindi il dovere di considerare la disperazione di una famiglia e le sue aspettative. Ma, al momento di dare una risposta, è doveroso considerare:
1) Che non abbiamo davanti agli occhi il quadro complessivo della situazione
2) Che, anche avendolo, non possediamo la competenza per esprimerci
3) Per gli stessi motivi sopra menzionati non sappiamo se il singolo paziente, oltre al tumore, è affetto da altre patologie o stati patologici (a livello principalmente cardiocircolatorio, cardiorespiratorio, renale, epatico ecc.).
 
Questo significa che la terapia può incontrare ulteriori difficoltà, oltre quella del problema principale; difficoltà in grado di condizionare negativamente l'esito se il medico prescrittore non adotta le misure opportune: sia nella modulazione del Mdb che nei necessari provvedimenti coadiuvanti. E' sempre utile ricordare la seguente affermazione del Prof. Luigi Di Bella: "io non curo un tumore, ma una persona che ha un tumore".

La conclusione è quindi che una risposta responsabile non può e non deve - per la pur lodevole volontà di dare sollievo morale - essere intonata ad assicurazioni categoriche che non può dare, ma deve anzi essere di una prudenza al limite del pessimismo. Cento volte meglio apparire più realisti del re che creare involontariamente aspettative magari smentite dai fatti e, di conseguenza, causare il trauma della disillusione. Nel caso specifico, abbiamo detto una cosa ovvia: che i sarcomi rispondono al Mdb in modo splendido e neanche lontanamente raggiungibile da qualsiasi altra terapia farmacologica o integrata, ma che misura e tempi di un beneficio debbono essere valutati alla luce di diversi fattori ostativi, primo fra tutti precedenti cicli di chemioterapia.

Un paziente o un familiare che si rivolgono al DiBellaInsieme debbono avere la garanzia di serietà e attendibilità delle risposte, anche se si tratta di risposte generiche e non professionali.

Grazie dei suoi apprezzamenti e della sua amicizia e un caro saluto

STAFF D.B.I. 

postato da: F.A. (Tv) in data: 2014-01-29 08:13:22.0
Domanda....
Ho ricevuto della glifosina 200 mg, in capsule, preparata dalla Farmacia F di Bo. Sono molto piu piccole dall'analogo della Farmacia al p. di Bo. E' possibile e/o normale?
Grazie in anticipo.

*****

Quando una preparazione proviene dalla farmacia di riferimento, è questa a stabilire lo standard ottimale....

Usare, a pari posologia, dimensioni della capsula maggiori di quelle necessarie, denuncia casomai minor cura ed attenzione da parte di altri. Ovviamente è la purezza della sostanza usata a contare; i millimetri cubi di aria che rimangono nelle capsule più grandi sarebbe meglio non ci fossero, ma la cosa difficilmente può avere rilevanza pratica.

Cordiali saluti

STAFF D.B.I.

postato da: Giancarlo (Gorizia) in data: 2014-01-28 19:35:34.0
Informiamo i frequentatori che abbiamo inserito nel commento che precede anche l'Abstract del lavoro, per una lettura più immediata.

Ricordiamo ancora che si tratta di testo provvisorio, che contiamo quanto prima di sostituire con quello definitivo, fedele versione italiana del full text pubblicato.

Con l'occasione informiamo anche che abbiamo appena inserito le immagini dei grafici relativi nella discussione relativa ai rapporti dell'Istituto Superiore della Sanità concernenti la sperimentazione del 1998 (rapporti Istisan):
http://www.dibellainsieme.org/
discussione.do?idDiscussione=34204


Ci permettiamo di raccomandarne la rilettura per l'obiettiva ma inequivocabile valutazione che ogni lettore può ricavarne.
postato da: STAFF D.B.I. (Modena) in data: 2014-01-28 18:51:24.0
Abbiamo il piacere di informarvi che è già su Pubmed (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/
pubmed/24464005
)  il nuovo lavoro pubblicato da NEL su carcinomi mammari trattati con Mdb:

Vi riportiamo il testo integrale in italiano, avvertendo che, volendo consentire subito ai frequentatori la lettura del lavoro, abbiamo utilizzato una bozza di testo ancora non controllata e priva di grafici e riferimenti bibliografici (disponibili sul full text pubblicato).
A questo premettiamo l'Abstract, che consente, specie a chi minore dimestichezza con argomenti scientifici, di ricavare un'idea del significato del lavoro.

ABSTRACT


Background. Le attuali strategie terapeutiche del tumore al seno si basano essenzialmente sulla  chirurgia, preceduta e/o seguita da rattamenti chemioterapici, spesso integrati da radioterapia e/o anticorpi monoclonali. Il loro uso combinato ha permesso di ottenere un incremento  della sopravvivenza globale ma rimane penalizzato da effetti indesiderati, tossicità,  soprattutto  dalla incapacità di guarire il tumore se inoperabile. Il presidio terapeutico che ha le maggiori probabilità di ottenere risultati positivi rimane comunque la chirurgia. La stessa, però, ha sempre caratteristiche mutilanti anche se più o meno estese. Da qualche decennio  sono state studiate e documentate le spiccate attività antitumorali di Somatostatina, Melatonina , Retinoidi, Vitamina E, D3, inibitori prolattinici. Sono stati evidenziati i loro meccanismi d'azione integrati e sinergici   differenzianti, citostatici, pro-apoptotici, antiangiogenici, anti-metastatici e immunostimolanti, ma sono ancora limitati gli studi sulla loro applicazione sinergica e combinata sull'uomo.

Obiettivo del presente studio retrospettivo è valutare la risposta obiettiva e la tossicità della Terapia Biologica denominata Metodo Di Bella (MDB), utilizzata come trattamento di 1° linea nel Carcinoma Mammario.


Materiali e Metodi: I dati clinici sono stati raccolti  da pazienti con certificata diagnosi di carcinoma mammario e con definito stadio di malattia, che hanno autonomamente deciso di intraprendere come trattamento di prima linea la Terapia Biologica  MDB , rinunciando sia alla chirurgia e radioterapia, che ai trattamenti medici oncologici convenzionali.


Risultati: Sono state arruolate all'interno dello studio un totale di 20 pazienti affette da Carcinoma Mammario: l'età mediana era di 51 anni (min 30; max 73). Quindici (15) pazienti (75.00 %) presentavano uno stadio iniziale di malattia, cinque (5) pazienti (25%) malattia Localmente avanzata/metastatica.

Complessivamente, il beneficio clinico è stato riscontrato nel 75%  dei casi (53-89; 95% CI), con 50 % di CR e il 25.0 % di PR. Per le pazienti con malattia Metastatica, la Mediana TTP è stata 16 mesi (xx.x-xx.x; 95% CI), con OS e mediana di sopravvivenza di 24 mesi (xx.x-xx.x; 95% CI).

Le principali tossicità, di I-II grado, includevano fenomeni gastrointestinali (diarrea xx.x%, nausea xx.x%) ed astenia (xx.x%).


Conclusioni. I risultati preliminari della presente indagine confermano l'azione poisitiva del Trattamento Biologico in termini di efficacia e sopravvivenza, mostrando un più che favorevole profilo di tollerabilità.

 
TESTO COMPLETO

A retrospective observational study on the safety and efficacy of first-line treatment with Somatostatin combined with Melatonin, Retinoids, Vitamin D3, and low doses of cyclophosphamide in 20 cases of Breast Cancer".


Giuseppe Di Bella, Fabrizio Mascia, Alessandro Ricchi, Biagio Colori*   

Di Bella Foundation, Via Guglielmo Marconi 51, 40122, Bologna, IT.-  Rizzoli Institute, Scientific Research and Care Institute, Bologna.



INTRODUZIONE

Nei paesi occidentali il tumore della mammella costituisce la più frequente neoplasia femminile: nel solo periodo 1998-2002 ha rappresentato il 24,9% del totale delle diagnosi di tumore. Anche in termini di mortalità è risultata la prima fra le cause tumorali, con il 17,1% del totale dei decessi. Nell'anno 2012 è stato stimato che delle 226.870 donne alle quali è sata data una diagnosi di tumore, 39.510 moriranno di cancro al seno. Le stime dell' Italia mostrano come, a un anno dalla diagnosi, il tasso di sopravvivenza relativa è del 95% per gli uomini e del 97% per le donne. Questo valore decresce col passare del tempo e a distanza di 5 anni la probabilità di sopravvivere a un tumore alla mammella è dell'85% per entrambi i sessi.

Quasi tutte le donne con un tumore del seno, indipendentemente dallo stadio, subiscono, se le condizioni cliniche lo consentono, un intervento chirurgico per la rimozione della lesione.

Nei casi in cui ciò sia possibile si ricorre alla chirurgia conservativa (quadrantectomia) sovente seguita da radioterapia adjuvante a scopo preventivo. Durante l'intervento, si può altresì procedere all'asportazione di potenziali linfonodi malingni in sede ascellare ("tecnica del linfonodo sentinella"). Nella maggior parte delle pazienti con carcinoma in situ, così come negli stadi precoci (stadio I-II-IIIA), risulta talvolta necessario asportare più di un quadrante di seno mediante mastectomia parziale o segmentale: anch'essa seguita da terapia radiante. Le forme più avanzate (carcinoma metastatico, stadi IIIB-IIIC-IV), vengono trattate con l'asportazione dell'intero seno (mastectomia radicale modificata).
 

Ad oggi, l'asportazione chirurgica dei tessuti tumorali è l'unico mezzo ufficialmente riconosciuto per raggiungere, negli stadi non avanzati, la guarigione. Tuttavia, anche nei casi circoscritti, l'intervento chirurgico può esporre al rischio di distacco, dalle sezioni marginali, di residue cellule tumorali in grado di diffondersi in altri distretti corporei attraverso il flusso ematico, determinando successive disseminazioni a lungo raggio. Per tali ragioni, la resezione chirurgica della lesione tumorale viene associata con chemioterapia adjuvante e neo-adiuvante.


Le altre strategie terapeutiche prevedono l'impiego di molecole con blocco specifico del rilascio degli ormoni sessuali (tamoxifene). La prassi clinica prevede che questi vengano impiegati a seguito della asportazione della lesione e della successiva indagine immunoistochimica per valutazione della presenza di recettori per gli estrogeni (ER) e progesterone (PR). In caso di positività vengono suggerite specifiche molecole.

Sebbene questo farmaco riduca drasticamente le ricadute, è ormai assodato come sia in grado di  indurre, di fatto, una menopausa su base chimica, nonché pericolosi fenomeni tromboembolitici, diminuzione dell'attività cognitiva ed un aumento del rischio di sviluppo di neoplasie (carcinoma endometriale): tale rischio quadruplica dopo i canonici cinque anni di trattamento.

In sostituzione al tamoxifene, vengono impiegate molecole con medesima funzione (inibitori delle aromatasi: anastrozolo, letrozolo), ma con differente meccanismo d'azione. Attualmente, quest'ultima classe di farmaci è riservata esclusivamente alle donne in età postmenopausale. Un ulteriore contributo, grazie agli avanzamenti delle conoscenze e delle tecniche di biologia molecolare, viene fornito gli anticorpi monoclonali. Un esempio è il trastuzumab, anticorpo monoclonale selettivo per i recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR).

Sebbene i suddetti trattamenti abbiano favorito nel corso del tempo maggiori miglioramenti in termini di sopravvivenza, rimane tutt'ora discutibile il loro approccio, sovente invasivo, demolitivo, e a scapito delle condizioni psicosomatiche generali delle pazienti.


Prima di tutto, la chirurgia rimane di fatto un intervento mutilante e traumatico, anche in caso di trattamento conservativo, mentre il contributo dei regimi polichemioterapici si riduce a minime percentuali. Negli ultimi si sta valutando l'impiego giornaliero di basse dosi di chemioterapici per os (chemioterapia metronomica), con lo scopo sia di esaltare l'azione del farmaco sia di evitare gli effetti collaterali.

Dato ancor più interessante, negli ultimi decenni numerose molecole biologiche, tra cui la somatostatina e analoghi, la melatonina e differenti classi di vitamine, quali Retinoidi e Vitamina D3 e Tocoferoli, si sono mostrate potenzialmente utili nel trattamento preventivo [Fulan H et al] e terapeutico del tumore al seno. Numerosi studi in vitro condotti su svariate linee cellulari, ne hanno evidenziato le spiccate attività antitumorali, chiarendo da una parte i meccanismi d'azione, e aprendo la strada verso il raggiungimento di risultati incoraggianti nella pratica clinica. Tuttavia, sono limitati gli studi clinici a lungo termine sull'uomo e sulla loro associazione in un contesto multiterapico che ne esalti il sinergismo e l'interattività .


Gli autori riportano di seguito un studio clinico osservazionale retrospettivo condotto su 20 pazienti affette da carcinoma mammario, alle quali è stata somministrata la terapia biologia (Metodo Di Bella, DBM), mediante l'uso combinato a basse dosi di ciclofosfamide ed inibitori estrogenici più molecole ad appurata azione anti-tumorale, quali somatostatina/octreotide, melatonina, inibitori prolattinici, Retinoidi, Vitamine, E,C, D3, Calcio e componenti della matrice extracellulare.
 

MATERIALI E METODI


Criteri di arruolamento.

Nella presente investigazione sono state arruolate esclusivamente le pazienti con un Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) status  2 , con diagnosi istologica di tumore al seno e con caratteristiche di malattia misurabile in accordo con i Response Evaluation Criteria in Solid Tumors (RECIST). Altro requisito ai fini dell'arruolamento è stato l'assenza dei regimi terapeutici standard (interventi chirurgici, polichemioterapie, terapie radianti, anticorpi monoclonali), e di aver accettato, previo consenso informato, la somministrazione della terapia biologica di prima linea.

Il campione delle pazienti sopradescritto è stato ulteriormente suddiviso in due sottogruppi, in funzione dello stadio della patologia neoplastica:

Gruppo A: Pazienti in stadio precoce di neoplasia mammaria (stadi I, II, IIIA);

Gruppo B: Pazienti con malattia Localmente Avanzata/Metastatica (stadi IIIB, IIIC, IV).



Trattamento.

Tutte le pazienti hanno ricevuto una combinazione giornaliera di Somatostatina/octreotide, Melatonina, Retinoidi solubilizzati in Alfa Tocoferile Acetato, agonosti dopaminergici, inibitori estrogenici e dosaggi minimali di ciclofosfamide.

Nel dettaglio, sono state somministrate nelle seguenti modalità: dosaggio graduale per os di Ac Retinoico (gr 0,25) +  axeroftolo palmitato (gr 0,25) + betacarotene (gr. 1) solubilizzati in alfa tocoferile acetato (gr 500, rapporto stechiometrico 1:1:4:2) una volta al dì per sette giorni a digiuno, dopo altri 7 giorni due volte al giorno; dalla terza settimana, per l'intera durata del trattamento, 3 volte al giorno, per os; diidrotachisterolo (10 gocce) in concomitanza con i Retinoidi; Somatostatina (1mg) somministrazione scalare (1 mg nei primi 7 giorni, con somministrazione finale di 3 mg a 21 giorni di trattamento) tetracosactide esacetato (1 mg) somministrazione iniziale intramuscolare ogni 7 giorni, monitorando costantemente pressione e glicemia, dopo 30 giorni  1\2 fiala settimanale; Octreotide a lento rilascio LAR (20 mg) ogni 3 settimane intramuscolo; Melatonina da 5 mg  per os: 10 mg i al mattino, a mezzodì, la sera ai pasti oltre a 40 mg prima di coricarsi (dosaggio giornaliero complessivo medio = 70 mg); Cabergolina per os durante il pasto principale 1 mg (uguale a 1\2 compressa) 2 volte la settimana; Bromocriptina (2,5 mg) per os mezza compressa mattino e sera; Ciclofosfamide (50-100 mg) per os, dosaggio graduale: iniziare con 1 compressa al pasto principale, dopo una settimana 1cpr  mattino e sera; Acido Ascorbico (Vit C) per os, dosaggio graduale: 1/2 cucchiaino( circa 2 grammi) in un bicchiere d'acqua mezzodì e sera durante il pasto insieme a Calcio lattato gluconato +calcio carbonato pari a 1000 mg di calcio nello stesso bicchiere; Condroitinsolfato (500 mg) una capsula mattino mezzodì e sera ai pasti;

Maggiori dettagli inerenti alle modalità di somministrazione e alle rispettive posologie sono illustrati nella tab. (nostra nota: non riportata).
 

Valutazione della risposta al trattamento delle lesioni target (Efficacia): Metodi Statistici e Analitici


I criteri di valutazione alla risposta obiettiva fanno riferimento alle linee guida adottate dalla World Health Organization (WHO handbook) e dai tassi di risposta Response Evaluation Criteria In Solid Tumors (RECIST). Questi sono classificati in: Risposta Globale (OR); Risposta Completa (CR); Risposta Parziale (PR); Malattia Progressiva (P); Malattia Stabile (SD), espressi come frequenza assoluta (n), relativa (%), ed intervallo di confidenza del 95% (95% CI). Nelle analisi di sopravvivenza, sono state valutate la sopravvivenza complessiva (Overall Survival, OS) e la sopravvivenza libera da progressione (Progression Free Survival, PFS).

Queste ultime analisi sono state effettuate mediante il metodo Kaplan-Meier, con un C.I. del 95% ed analizzate con l'ausilio del pacchetto software (versione 2.15.12, 2012).
 

Valutazione della Sicurezza e della Tossicità

Per la valutazione della tossicità sono stati considerati esclusivamente gli eventi avversi potenzialmente correlabili al trattamento (gradi di correlazione: possibile, probabile o certo, espressi come frequenza assoluta (n), relativa (%), ed intervallo di confidenza (CI) al 95%).


Questo studio è stato condotto in accordo con le direttive stabilite dal The Good Clinical Practices directives e dalla Dichiarazione di Helsinki. Tutte le pazienti hanno pertanto dato il proprio consenso informato per la partecipazione allo studio.

RISULTATI

Un totale di 29 pazienti sono state consecutivamente trattate con terapia biologica (MDB) e monitorate dal periodo Gennaio 2009 - Dicembre 2012. Di queste, venti (20) hanno soddisfatto i criteri di valutazione e sono state arruolate all'interno della indagine restrospettiva.


L'età mediana era di 51 anni (intervallo: 30-70 anni), con un ECOG status  2. Il principale istotipo della lesione primaria è stato carcinoma duttale infiltrante (IDC, 15 casi, 75 %), mentre fegato, linfonodi e ossa costituivano le principali sedi di lesione secondaria (XX %, XX% e XX % rispettivamente).

Di seguito gli stadi della malattia al momento dell'arruolamento:

Malattia precoce (Gruppo A): Stadio I, 3 casi (15%); Stadio II, 10 casi (50%); Stadio IIIA, 2 casi (10%). I Grading erano: G1 20%; G2 40%, G3 13,3 %,  n.d. (26,7 %).

Malattia Localmente avanzata/Metastatica (Gruppo B): Stadio IIIB, 1 caso (5%); Stadio IIIC, 1 caso (5 %); Stadio IV, 3 casi (15%).  Di questi, 4 casi (80%) mostravano un grading G3.

Complessivamente, la risposta globale obiettiva (OR) [Risposta completa (CR) + risposta parziale (PR)] è stata osservata nel 75% (15 casi; 53.1- 88.8; 95% CI) delle pazienti, con una CR nel 50% dei casi (n=10; 30-70; 95% CI) (Tabella 2). Inoltre, l' 85.0% (17 casi; 63.9-94.7; 95% CI) delle pazienti ha ottenuto un beneficio clinico obiettivo. [CR+PR+SD].

Group A (Early Breast Carcinoma, I - II - IIIA Stages). La OR (CR+PR) è stata del 86.5% delle pazienti (13 casi - 62.1; 96.2 95% CI), con CR nel 67 % dei casi (n=10) (41.7-84.8; 95% CI).

In aggiunta, tutte le pazienti hanno ottenuto un beneficio clinico [CR+PR+SD] (Tabella 3).

Le mediane OS e TTP delle pazienti sono  state di 24 mesi (xx.x-xx.x; 95% CI). (Graph.1)

Group B (Locally Advanced/Metastatic Carcinoma, III B - III C- IV Stages). La mediana OS delle pazienti è stata di  24.x mesi (xx.x-xx.x; 95% CI), con mediana TTP di 16.x mesi (xx.x-xx.x; 95% CI). La OR (CR + PR) è stata del 40.0% (2 casi; 12-77; 95% CI) delle pazienti, con CR nel 40% dei casi (n=2, xx.x-xx.x; 95% CI) (Tabella 4). Tre (3) casi (60%) risultavano in progressione P (23-88; 95% CI). (Graph.2)
 

Valutazione della sicurezza

I più frequenti fenomeni di tossicità rilevati nello studio, di grado I e II, sono stati I seguenti: tossicità ematologica (Leucopenia, xx%, xx-xx 95% IC), gastrointestinale (nausea xx%, xx-xx 95% IC; diarrea, xx%, xx-xx 95% IC) e stanchezza (xx%, xx-xx 95% IC). Questi fenomeni sono stati gli unici osservati. Una riduzione, ritardo, o sospensione temporanea del trattamento a causa di tossicità si è resa necessaria in n casi ( xx, %; xx-xx 95% IC) con leucopenia (Sospensione di Ciclofosfamide sino a ripristino della conta leucocitaria), ed su n casi (xx, %; xx-xx 95% IC) di fenomeni gastrointestinali (Riduzione temporanea della Somatostatina).

Non sono stati riscontrati decessi associati con il trattamento. (Tabella)


DISCUSSIONE


Razionale della Terapia e discussione dei dati clinici.

I fenomeni di proliferazione incontrollata e la perdita di differenziazione, anche se in misura diversa, sono denominatori comuni a tutte le neoplasie. Numerose investigazioni cliniche, nonché studi sperimentali, indicano chiaramente come alcuni ormoni pituitari, incluso il l'ormone della crescita (GH) e la Prolattina (PRL), abbiano un ruolo cruciale nello sviluppo e nella progressione del tumore al seno umano. Se da una parte l'espressione recettoriale ubiquitaria della Prolattina e del GH rappresenta una delle chiare conferme del ruolo mitogeno diretto e generalizzato di questi ormoni, d'altro canto è stato dimostrato il rapporto causale dose-dipendente, tra l'espressione recettoriale del GH e i processi di induzione e progressione tumorale. Infatti la  concentrazioni di GHR e di GHRHR e' nettamente superiore nei tessuti tumorali del seno rispetto alla loro espressione recettoriale  fisiologica e peritumorale, a ulteriore conferma  del potente ruolo mitogeno del GH con un indice proliferativo dose-dipendente.

Attualmente è in fase di studio la meccanica temporale di tale processo etiopatogenetico: tra i più verosimili, sono stati suggeriti probabili meccanismi di segnalazione autocrina e/o paracrina, sulla base della rilevazione della produzione locale del GH e del IGFI sui tessuti di Carcinoma mammario, peritumoale e fibroblati. [Siriwardana G et. Al, 2006; Moody TW et al]. Ne consegue che la proliferazione cellulare è strettamente dipendente dall'asse Prolattina - GH-, e da molecole mitogene GH- dipendenti, da esso positivamente regolate, come l'Epidermal Growth Factor (EGF), il Fibroblast Growth Factor (FGF), l'Hepatocyte Growth Facor (HGF), L'Insulin Growth Factor  (IGF1-2), il Nerve Growth Factor (NGF), il Platelet Derived Growth Factor (PDGF), il Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF), il Trasforming Growth Factor (TGF), oltre che da fattori di crescita prodotti dall'apparato gastrointestinale, come il Peptide Vasoattivo Intestinale (VIP), la Colecistochinina (CCK). Sia la proliferazione cellulare fisiologica che neoplastica, avvengono per mezzo di queste stesse molecole, che la cellula neoplastica utilizza in misura moltiplicata  rispetto a quella sana. Da ciò si deduce come l'asse PRL-GH-IGF1 abbia una determinate influenza sullo sviluppo biologico neoplastico. Appare pertanto evidente come l'utilizzo di antagonisti biologici del GH, come Somatostatina e analoghi, non riducano solo l'espressione e la trascrizione di fattori di crescita altamente mitogeni, come IGF1-2, EGF, FGF, VEGF, PDGF, ma estendono la loro regolazione negativa alle vie di segnalazione dei rispettivi bersagli recettoriali, con conseguenti riflessi antiproliferativi e antiangiogenici. Tale concezione sta lentamente emergendo attraverso le sempre più frequenti ricerche di base, sebbene ancora siano scarsi i modelli in vivo.


Le neoplasie mammarie rispondono mitogenicamente al IGF mediante la via di segnalazione innescata dal suo recettore IGFR. L'effetto soppressivo della SST e analoghi, sui livelli sierici di IGF1, è sia diretto, attraverso l'inibizione del gene di IGF, che indiretto, mediante la soppressione del GH e pertanto della sua induzione epatica di IGF1. [Watt HL et al]

Fino al momento in cui le cellule che costituiscono il primo aggregato tumorale di pochi millimetri non riescono a crearsi un proprio sistema di vasi sanguigni (Angiogenesi neoplastica), esse crescono con estrema lentezza e sono destinate a non superare le dimensioni di qualche millimetro, rimanendo allo stadio di "cancro in situ". L'espansione tumorale avviene solo quando il tumore realizza l'angiogenesi, riesce cioè a costruirsi una rete di vasi sanguigni per assicurarsi l'apporto di sostanze nutritive e l'eliminazione di scorie metaboliche. La letteratura ha documentato che tutti i passaggi dell'angiogenesi e le molecole che ad essa sinergicamente concorrono, (sia promotori dell'angiogenesi che fattori di crescita angiogenici) sono negativamente regolati dalla somatostatina e dai suoi analoghi e, anche se in misura minore, da tutti gli altri componenti del MDB. Se l'espansione neoplastica ha nell'angiogenesi un passaggio obbligato, e se l'angiogenesi è totalmente inibita dalla somatostatina, è ulteriormente chiarita e documentata la sua indicazione in tutti i tumori, in presenza o meno, di SSTR.
 

I Fenomeni di angiogenesi e neoangiogenesi, condizioni necessarie della progressione neoplastica, così come la cascata dei monociti, il rilascio paracrino di interleukina 8 e il contributo dei fattori di crescita (il cui sinergismo è essenziale per l'angiogenesi stessa), come il VEGF, TGF, IGF1, FGF, HGF, PDGF, costituiscono gli specifici bersagli molecolari negativamente regolati da Somatostatina e analoghi. L'inibizione dell'angiogenesi indotta dalla SST è sinergicamente potenziata da MLT, Retinoidi, vitamina D3, Vitamina E, Vitamina C, inibitori prolattinici e da componenti della matrice extracellulare. Anche le situazioni locali di ipossia/anossia e acidosi favoriscono l'angiogenesi, e in buona parte sono corrette dal miglioramento degli scambi emotissutali indotto dai componenti  differenzianti del MDB.

Contemporaneamente, gli stessi effetti citostatico, antiproliferativo, antimetastatico della Somatostatina vengono sinergicamente incrementati dagli altri componenti del MDB.

Un ulteriore contributo viene fornito dalla somministrazione giornaliera di basse dosi [50-100 mg/die per os] di Ciclofosfamide (Endoxan). Questa posologia, oltre che ridurre drasticamente i noti effetti antiblastici/mielosoppressori, induce un marcato viraggio dei suoi meccanismi d'azione: innesco della cascata apoptotica mitocondrio dipendente, azione antiangiogenetica mediante l'abbattimento del VEGF.


Ampiamente documentata è anche l'attività inibitoria della SST su un altro potente fattore di crescita mitogeno, EGF, attraverso molteplici meccanismi:


  • 1. Blocco del signaling dose-dipendente (Inibizione della fosforilazione tirosinica) del EGFR;
  • 2. Riduzione dell'espressione di EGFR e del suo ligando (EGF) nelle cellule tumorali;
  • 3. Abbattimento della concentrazione plasmatica di EGF.


La suddetta interferenza viene ulteriormente potenziata dalla concomitante somministrazione di MLT e Vitamina D3, la cui attività modulatoria nei confronti del fattore di crescita epidermico è ben nota. È stato osservato come i tumori al seno esprimano le sottoclassi recettoriali SSTR1, SSTR2, SSTR3, meno frequentemente SSTR5 [1,52]. Sebbene almeno nel 50% dei casi siano scintigraficamente riscontrabili, ulteriori indagini immunoistochimiche hanno rilevato la presenza di STTR anche in soggetti con esito scintigrafico negativo [Körner M et al.; Mezi S]. Pertanto la presenza di STTR e di recettori neuroendocrini in una rilevante percentuale di questi carcinomi, costituisce un'ulteriore indicazione razionale all'impiego della SST, peraltro già ampiamente giustificata dalla già citata regolazione negativa sul GH, dei GF GH-correlati, e dell'angiogenesi.
 

E' oramai assodato come gli ormoni sessuali giochino un ruolo chiave nella eziologia e progressione del tumore al seno, così come su svariate neoplasie ormono-dipendenti, quali il tumore prostatatico ed ovarico. Il principale meccanismo alla base di queste neoplasie è il risultato della prolungata stimolazione e sollecitazione ormonale, con gravi ripercussioni a lungo termine  sulla crescita normale e funzione del tessuto bersaglio. Numerose evidenze sperimentali hanno dimostrato come sia il contributo degli ormoni sessuali, che gli GF da essi regolati, esercitino una profonda modulazione genica. La principale conseguenza di questa interferenza ormonale è rappresentata da una proliferazione cellulare incontrollata. L'impiego di basse dosi degli inibitori delle aromatasi di seconda generazione (Anastrozolo), già impiegata nella prassi clinica, combinati con MLT e SST; regola negativamente i processi di proliferazione ormono-dipendenti delle neoplasie Mammarie. Numerosi investigazioni precliniche e sull'uomo hanno evidenziato i meccanismi d'azione della MLT. Essendo la molecola associata al  Signaling Pathways dello sviluppo sia fisiologico epiteliale che neoplastico, tale indolo possiede sia la proprietà neutralizzare selettivamente i segnali proliferativi degli estrogeni che di modularne negativamente la loro biosintesi locale. L'impiego della MLT si estende su tutti istotipi di carcinoma mammario, data l'elevata distribuzione di membrana delle sottoclassi recettoriali MT1-MT2. Numerosi studi epidemiologici hanno altresì dimostrato che tra le molteplici cause predisponenti al carcinoma mammario vi è lo stravolgimento dei livelli fisiologici circadiani. I meccanismi molecolari dell'indolo sono molteplici e riassumibili nei seguenti punti: abbattimento dell'espressione genica dei recettori per gli estrogeni; nonché del signaling indotto dagli stessi, interferenza sul metabolismo degli estrogeni, modulazione epigenetica, blocco dei processi di motilità cellulare, invasione e metastasi attraverso il blocco dell'espressione delle Metalloproteinasi

Nel dettaglio:

  • (a)La sottoregolazione dell'asse riproduttivo ipotalamico-ipofisario, con conseguente riduzione dei livelli circolanti di estrogeni gonadici, rappresenta uno dei principali meccanismi neuroendocrini diretto della MLT;
  • (b)La MLT è un modulatore selettivo del recettore per gli estrogeni può: agisce direttamente sulle cellule tumorali mammarie interferendo con l'attivazione recettoriale (ESR). Infine la Melatonina regola l' attività delle aromatasi, agendo da vero e proprio modulatore selettivo enzimatico, con azione sinergica con gli inibitori della aromatasi di seconda generazione e retinoidi.

La letteratura ha pertanto confermato i meccanismi d'azione antineoplastici differenzianti e antiproliferativi, antiangiogenetici e antimetastatici di tutti i componenti del MDB, sia in vitro che in vivo.

Nel presente studio retrospettivo viene confermata la risposta obiettiva di neoplasie mammarie al trattamento concomitante delle suddette molecole biologiche.

Dato altrettanto degno di nota, la risposta obiettiva ottenuta in 15 casi senza fare riferimento ai consueti trattamenti poli-chemio-radio-terapici e/oi chirurgici; considerando che sia i fenomeni di recidiva che di metastasi post-operatorie attualmente sono la causa principale della mortalità correlata al cancro al seno, mentre l'impiego di dosi massicce di agenti antiblastici e di terapia radiante oltre che incrementare le mutazioni costituscono un terreno fertile per l'attivazione di fattori promuoventi la crescita e progressione dei tumori ormono-dipendenti.


L'impiego combinato delle molecole  MDB ha favorito una sopravvivenza al primo anno di follow up totale, aumentando significativamente, la mediana di sopravvivenza per le pazienti in stadio avanzato di malattia. Dei 5 casi sotto osservazione, attualmente si presenta una OS di oltre mesi, con una TPS di 13 mesi.

Il risultato obiettivo, in assenza di tossicità, mediante la riduzione progressiva, fino alla scomparsa, delle lesioni neoplastiche iniziali, nonché delle adenopatie ascellari, delle lesioni cerebrali, insieme al blocco di ogni disseminazione metastatica, evidenzia inequivocabilmente l'efficacia di questa terapia ed è conforme ai positivi risultati preliminari già pubblicati sull'uso del MDB nei nelle patologie linfoproliferative e sui carcinomi polmonari in stadio avanzato e cervico facciali.
 

Il MDB, senza necessità di ricovero ospedaliero e/o di strutture di Day Hospital, in assenza di tossicità e senza ridurre minimamente l'attività lavorativa, ha evitato il trauma chirurgico, e i rilevanti effetti collaterali dei consueti protocolli chemioterapici e di terapia radiante.

Ne consegue pertanto come l'applicazione precoce e come terapia di prima linea del MDB, in un organismo non debilitato dagli effetti tossici, mutageni e immunodepressivi della chemio-radioterapia, abbia grandemente facilitato il risultati di risposta obiettiva, sopravvivenza e qualità di vita.
 

CONCLUSIONI


Il razionale teorico dell'impiego di molecole biologiche sulle neoplasie mammarie, supportato dai risultati clinici sopra riportati; comprova la logicità  ed efficacia della concezione multiterapica del MDB, terapia biologica dei tumori: l'interazione sinergica dei suoi componenti asseconda ed esalta le reazioni vitali e l'omeostasi antitumorale per metterle in condizione di contrapporsi all'anarchia dei processi neoplastici del microambiente tumorale.

Sinteticamente, la terapia biologica si propone di contrastare la progressione del fenotipo neoplastico attraverso:


  • a) L'inibizione della proliferazione neoplastica mediante i processi cellulari di apoptosi/necrosi e privazione dei ormoni e fattori di crescita cellulari;
  • b) Il contrasto della spiccata tendenza mutagena mediante l'attivazione diretta dei sistemi di riparazione del DNA, ed attraverso la riprogrammazione cellulare epigenetica.
  • c) Il blocco dell progressione neoplastica, mediante l'abbattimento della formazione dei binari ematici (Neoangiogenesi-Linfoangiogenesi) e dei fenomeni di motilità cellulare (migrazione), essenziali per la disseminazione neoplastica a lungo raggio;
  • d) La difesa dall'aggressione neoplastica attraverso il potenziamento delle difese naturali (immunità innata ed acquisita);

Il tumore infatti è da considerarsi come una  deviazione afinalistica dell'omeostasi cellulare, per cui occorre riportare le reazioni biochimiche deviate verso la norma attraverso il potenziamento e la modulazione di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita.

Il documentato sinergismo antiangiogenico di ogni componente del MDB, unitamente a quello antiproliferativo di somatostatina e inibitori prolattinici ed estrogenici e quello differenziante immunomodulante, trofico e omeostatico degli altri componenti del MDB, hanno conseguito questo risultato evitando da una parte la grave tossicità e danni a volte permanenti delle consuete terapie mediche del cancro, dall' altra incrementando notevolmente il PS e la qualità e durata della vita.


In conclusione, gli autori ritengono utile e doveroso segnalare tale indagine osservazionale per invitare la comunità scientifica ad un maggiore interesse. Riteniamo infatti che i pochi studi clinici effettuati sull' impiego multiterapico sinergico di queste molecole biologiche andrebbero approfonditi ed estesi alle varie patologie neoplastiche esaurientemente documentati e diffusi.

Futuri studi clinici randomizzati e a doppio cieco del suddetto trattamento sono ben auspicabili.

postato da: STAFF D.B.I. (Modena) in data: 2014-01-28 11:48:16.0

Mi riferisco al commento del 23/1 u.s., che approvo in toto, e alle due splendide e sconcertanti discussioni sulla sperimentazione del 1998. Vi ringrazio anche della mail con la quale mi avete chiarito alcuni punti di diritto, quanto mai importanti. Mi complimento anche per questo.
La materia è molto complessa in quanto coinvolge elementi obiettivi di diritto con altri di ordine scientifico (o presentati come tali). Noi che agiamo professionalmente in questo campo sappiamo bene che la certezza del diritto o per meglio dire la certezza di una corretta applicazione del diritto è oggi tutt'altro che scontata. Certi assunti che in casi diversi hanno sostenuto provvedimenti anche definitivi lasciano perplessi sulle possibilità di ottenere giustizia. Nondimeno ritengo che un tentativo sia attuabile.

Sappiatemi comunque a disposizione.

Saluti cordiali

*****


I complimenti sono da rivolgere a due giuriste, che fra l'altro hanno provveduto a reperire documenti importanti: cosa che sarebbe stato dovere dei legali a suo tempo incaricati fare (velo pietoso sull'argomento). Grazie a queste due amiche ed al loro paziente e sapiente lavoro, ulteriormente impreziosito dall'essere stato svolto in silenzio ed umiltà, il quadro giuridico è apparso assai più chiaro, consentendo di identificare un percorso praticabile.


Ed a proposito di velo pietoso, sfuggì a suo tempo a chi avrebbe dovuto cogliere subito l'enormità della cosa, il più importante fattore di invalidazione dell'intera sperimentazione, rilevato casualmente da chi le scrive e illustrato nella seguente discussione (http://www.dibellainsieme.org
/discussione.do?idDiscussione=33768
), precisamente nel paragrafo "Il mistero dei protocolli firmati non-si-sa-dove/non-si-sa-quando".


Quanto ai rapporti Istisan, questi non erano stati nemmeno sfiorati dai giureconsulti....che allora ci assistevano. Si deve all'autore del monumentale libro "Un po' di verità sulla Terapia Di Bella" (Vincenzo Brancatisano, 1999) l'esame scrupoloso e intelligente dei citati rapporti, frugati riga per riga, e la scoperta - insieme a tante altre magagne, rilevate anche da altri - delle sorprendenti sopravvivenze. Per cui i rapporti Istisan dicembre 1998 e quello del follow-up del giugno 1999 - setacciati fino allo spasimo già quindici anni fa - costituiscono un fattore di contestazione scientifica, ma anche giuridica. Nelle discussioni citate mi sono quindi richiamato alla lettura paziente dei testi originali, ed alle percentuali statistiche che se ne ricavano (merito esclusivo dell'autore prima citato), che ho provveduto anche a tradurre in elaborazioni grafiche, che conto presto di poter aggiungere come immagini nelle due discussioni e che ho già fornito a chi me ne abbia fatto richiesta.


Meditare sul fatto che non é stata trascurata una sola cautela utile a scongiurare l'emergere dell'efficacia del Mdb, e parallelamente sia stata adottata ogni misura per falsificare l'esito della prova, non può che far giungere ad ovvie conclusioni su quale conto possa farsi per una verifica seria ed onesta.

Rimane quanto giustamente da lei osservato. In un paese nel quale è tutto un do ut des nel senso peggiore dell'espressione, nel quale si "fa la cresta" su tutto, tutto è oggetto di contrattazione illecita e nessun ambiente appare moralmente integro, è difficile credere si possano far valere le proprie ragioni. Nondimeno, tenuto conto che il fatalismo e lo "scontatismo" (entro certi limiti....) non pagano e che fare un tentativo non ha effetti collaterali negativi, si potrà studiare la cosa.


Grazie per la disponibilità e vicinanza ed un caro saluto


 

ADB

postato da: M.J. (RC) in data: 2014-01-28 09:00:48.0
Gentile staff, tempo fa purtroppo ad uno dei miei familiari è stato diagnosticato il morbo di Crohn. Ho saputo che il prof. Luigi Di Bella con una particolare formulazione era riuscito a trattare questa malattia. Vorrei sapere se con tale trattamento si può riuscire davvero a tenerla sotto controllo e se ci sono dei medici in Italia (se possibile nelle mie vicinanze) in grado di applicare con correttezza il suo metodo.

In tal caso potreste inviarmi per favore i loro recapiti via email ?

Se questo non è possibile e se ne siete a conoscenza , potreste indicarci a grandi linee le sostanze usate nel suo piano terapeutico?  (in ogni caso sarebbe cosa gradita).
 
Grazie

*****


Le informazioni fornitele sono giuste: il morbo di Crohn può essere controllato e risolto con un trattamento che recepisce diversi componenti Mdb e che viene tutt'oggi adottato.

Le inviamo mail con le indicazioni di un medico in regione.

Cordiali saluti

STAFF D.B.I.

postato da: Giovanni (Castelvetrano) in data: 2014-01-27 23:35:05.0
Buonasera,
Vorrei solo aggiornarvi sullo stato di salute dello zio..(glioma al cervello). La cura continua ad essere ben tollerata, il medico prescrittore lo ha visitato dopo un mese di cura e lo ha trovato più reattivo e presente a se stesso, e io concordo con la sua valutazione. A fine febbraio faremo la prima tac di controllo e sicuramente vi aggiorneremo.

Vorrei ringraziarvi tutti perché da ogni vostro scritto, suggerimento e consiglio traggo linfa vitale (poi il dottor Adolfo quando scrive é uno spasso.. con la favola rivisitata del lupo e dell'agnello mi ha fatto ridere, piangere e mi ha dato tanta forza) per fare i conti tutti i giorni con persone che trattano me e lo zio come due fuori di testa, che stanno aspettando questa tac dei tre mesi come un varco sotto il quale in particolare a me (che ho proposto la terapia allo zio e l' ho convinto e quindi sono una manipolatrice) tireranno tante pietre se non dovesse andare bene la cura.

Quello che io e lo zio sappiamo é che continueremo la cura fino alla guarigione o fino alla morte, perché non stiamo provando per vedere se funziona, noi sappiamo che questa è l'unica cura possibile. L'unica cura che vogliamo fare. Però è desolante vedere come le evidenze vengano negate, e le libertà dell'uomo violate. Ma d'altronde se già due figli non rispettano la volontà di un padre, la libertà di questo padre di scegliere per se stesso una cura..Mah! Scusate lo sfogo..p.s. Ho inviato lettera al mattino di protesta come da voi indicato con la newsletter.

*****

Signora Nicoletta,
Un ringraziamento sentito per la sua lettera, dalla quale emanano umanità e carattere.

Si può comprendere lo scetticismo di alcuni per il Mdb, dato che da quindici anni viene intonata una cantilena interminabile da guitti di ogni genere. Più difficile comprendere chi continua a rimanere scettico di fronte a miglioramenti e remissioni di parenti e amici. L'ignoranza e la superficialità hanno sempre afflitto il mondo, ma in quello attuale dominano incontrastate.

Io la penso come lei: in qualsiasi caso il Mdb rimane l'unica possibile via da percorrere, indipendentemente dal fatto che possa o non possa, nel caso singolo, salvare la vita. Un'esperienza come testimone di un'intera esistenza mi autorizza a pronunciarmi in un modo così netto.

Un caro saluto

Adolfo Di Bella 

postato da: Nicoletta (Torino) in data: 2014-01-27 17:26:57.0
Perfettamente d'accordo con il vostro comunicato. Che cuociano nel loro brodo...., non vedo l'ora che qualcuno inizi a leccarsi le ferite dopo aver per tanto tempo immerso le luride mani nella marmellata. 
postato da: Ale (foligno) in data: 2014-01-27 12:07:36.0
COMUNICATO

Desideriamo informare che attendibili informazioni assunte non sembrano giustificare il timore per eventuali provvedimenti negativi, almeno a breve termine, sul Mdb.


Precisiamo con l'occasione che riteniamo INOPPORTUNO richiedere incontri con esponenti ministeriali o commissioni sanitarie. Il momento attuale, caratterizzato da forti tensioni per vicende estranee al Mdb, nonché da aleatorietà politica, é palesemente il meno adatto per qualsiasi tipo di iniziativa.

Ad evitare equivoci e per chiarezza ulteriore, non possiamo che confermare la nostra condivisa  indisponibilità a qualsiasi ipotesi di una nuova sperimentazione, per ragioni evidenti e più volte esaurientemente DOCUMENTATE.



Giuseppe e Adolfo Di Bella

postato da: Giuseppe e Adolfo Di Bella (MO) in data: 2014-01-27 09:52:45.0
Riferendomi al mio ultimo post, quando affermavo che quella delle cure convenzionali sono "l'unica via proposta e proponibile" non volevo certo alludere ad una mia tale convinzione ma a quella dei Più, di coloro cioè che si accingono a giudici e consiglieri, pur non conoscendone un ben che meno di niente nè del male nè delle cure stesse, e che, qualora io, misera profana, azzardassi, come ho fatto di recente, e continuerò a fare finchè ne avrò la forza, a nominare e consigliare il MDB sarei additata e derisa e, come mi sta accadendo attualmente, allontanata anche dai miei cari.
llora sapete che cosa vi dico, che mi tengano lontana, si dice che possiamo scegliere le amicizie e che dobbiamo tenerci i parenti che abbiamo, ho deciso che mi sceglierò anche quelli.

Rimane comunque il fatto che troppo poco si parla del MDB, forse perchè sono in una piccola città, ma credo che dipenda di più dal fatto della paura di affrontare discorsi che troppo si discostano da quelli della massa, troppo condizionata da giudizi venuti dall'alto, troppo ignorante per poter affrontare certi discorsi e incapace di erudirsi in settori troppo distanti e sconosciuti come può essere la medicina.

E' così semplice aprire un libro e leggere, imparare a conoscere argomenti che ci toccano così da vicino e profondamente, che ci arricchiscono, ci aiutano a vivere meglio e a fare scelte che altrimenti non avremmo mai potuto fare. Scusatemi per avervi fatto perdere del tempo prezioso.

Cordialmente saluto

 
*****

Il tempo lei ce lo ha fatto guadagnare, e non perdere. Le sue riflessioni sono le nostre, e abbiamo fatto la precedente precisazione solo a beneficio di lettori frettolosi o recenti.

Certo è molto dolorosa la sua situazione, ed ammirevole la sua fermezza di carattere. In molti casi oggi non si pensa, ma si ripete. E questo in ogni campo. Ma rinunciare a ragionare e delegare le proprie opioni al "già pensato" significa dare ad altri la chiave per essere rinchiusi in cella.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.

postato da: Ale (Foligno) in data: 2014-01-27 08:57:08.0
Ho appena letto il commento postato da Ale sul dramma che sta vivendo questa giovane donna e sul senso di angoscia di chi si è reso conto che i trattamenti antitumorali convenzionali - triste a dirsi - hanno ben poco, o per meglio dire, nulla da offrire per combattere in maniera sistematica il cancro. L'avidità di chi ama soprattutto il denaro purtroppo ha portato a questo, mentre sarebbe stato meglio interessarsi sinceramente del prossimo .

Mi sono soffermato anche sul vostro commento , dove si legge .......  una formulazione Mdb "semplificata" (e quindi accessibile a tutti od a quasi tutti) in molti casi è sufficiente ......

Mi chiedevo quindi:  semplificata in che senso ?

Un cordiale saluto

*****

L'espressione (è sicuramente impropria, ma non ne troviamo altre) si riferisce ad una formulazione che ricomprenda la sola somatostatina serale (intervallata o meno con octreotide normale) anziché alla formula somatostatina + Lar, notoriamente molto più costosa.

Ovviamente deve essere il medico prescrittore a decidere in merito. Spesso si creano equivoci nel paziente, che decide di rinunciare al Mdb, mentre potrebbe raggiungere la salvezza con una diversa e più sostenibile formulazione.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.
postato da: Alberto (Roma) in data: 2014-01-27 01:59:25.0
Buonasera e soprattutto grazie....
ho la possibilità di ricevere del Synacthen 1mg/1ml a lento rilascio. In genere, per mia moglie, utilizzo Synacten oppure tetracosactide galenica  da 0.25 mg che inserisco nella temporizzata assieme alla SOmatostatina per l'infusione notturna.
Delle fiale da 1 mg posso utilizzarne una parte e poi conservare il resto per un uso frazionato in piu giorni (secondo prescrizione la facciamo una volta ogni tre dì)?

*****


Se può disporre della confezione da 1 mg., conviene inocularla intramuscolo e ripeterla dopo alcuni giorni/una settimana. Per determinare il periodo preciso di intervallo conviene comunque consultare il medico prescrittore
.

Un caro saluto

STAFF D.B.I. 
postato da: Giancarlo (Gorizia) in data: 2014-01-26 19:02:56.0
Un grande senso d'angoscia e d'impotenza è ciò che mi pervade da stamani, sono sicura che non mi lascerà troppo facilmente. Questa mattina, in un momento di apparente serenità tra amici, un'improvviso e inaspettato scroscio di lacrime e singhiozzi da parte di una giovane ragazza ha attirato l'attenzione di tutti. La ragazza in questione, 18 anni appena compiuti, dovrà di nuovo sottoporsi ad un ciclo di chemio, è convinta che questa volta non riuscirà a sopportarla. Potrei essere sua madre, ho angoscia non solo per la sua malattia, ma anche per le cure che le somministrano.

Lo so che quelle sono le uniche e sole cure che le sono state proposte, è proprio questo che mi fa star male, ma che cosa posso fare io? Ed ecco il mio senso di profonda angoscia e impotenza di fronte al male e soprattutto a quel tipo di cure che, mio malgrado, rimane l'unica cura proposta e proponibile, specie in questo momento di grande difficoltà economica in cui versa la stragrande maggioranza della gente. 

 
*****

Situazioni analoghe le abbiamo vissute in tanti.  Sono momenti difficili, perchè "chi sa", sa anche che le vie comunemente proposte conducono alla sofferenza, alla progressiva dissoluzione fisica, alla morte. Si rimane quindi penosamente oscillanti tra l'esigenza morale di informare e consigliare ed il timore che questo afflato di umanità sia equivocato e ritenuto invasivo ed inopportuno.

C'é forse una via di mezzo, cioé fare presente, con estrema pacatezza e ritraendosi alla prima reazione risentita, che esiste un'altra via. Di più non é possibile fare. Non poche persone si sono sentite allontanare per il solo accenno fatto al Mdb.

Non ci sentiamo però di condividere che la chemio rappresenti "l'unica via proposta e proponibile" in caso di difficoltà economica. Anzitutto perchè la vita vale più di ogni altra cosa; in secondo luogo perchè una formulazione Mdb "semplificata" (e quindi accessibile a tutti od a quasi tutti) in molti casi è sufficiente a salvare la vita.

Un cordiale saluto

STAFF D.B.I.

postato da: ale (Foligno) in data: 2014-01-26 18:27:27.0
Il dr. Adolfo non mi  lanci fulmini e saette ma desideravo fare ancora qualche domanda. Prometto che poi non ne faccio più.
Mi sembra di capire che le speranze sono riposte fuori dall'Italia. Lei come si definirebbe: ottimista, moderatamente ottimista...come?

Grazie ancora
 
*****

Caro amico, non presumo di essere esente da difetti - in primis una pazienza a volte troppo corta -  ma la paranoia di credermi Giove tonante è ancora di là da venire.


Molti suggerimenti ed osservazioni ci hanno aiutati, e non poco. Non è retorica dire che ci sentiamo un'unica grande famiglia, e non una diarchia. Suggerimenti ed osservazioni, dunque, sono sempre graditi quando vengano fatti pacatamente, nonché nella forma e via giuste. In tal caso, se hanno fondamento ringraziamo e cerchiamo di provvedere; se non ne hanno, spieghiamo il nostro punto di vista e ringraziamo egualmente.


Quello che disturba (e magari fa scappare qualche parola di troppo) è invece la supponenza, il voler prendere per gli orecchi e trascinare dietro la lavagna, lo sciorinare inglesismi terminologici senza alcuna considerazione delle tante variabili e dei tanti fattori contro i quali ci siamo spiaccicati spesso la faccia.
 
Quando, nel 1995, saltò la campana di vetro sotto la quale si era cercato di tenere, con ogni mezzo, nostro padre e la sua opera, molti pazienti si organizzarono, anche in associazioni, e vennero a conferire per stabilire come procedere (non mancarono, naturalmente, avventurieri di ogni genere che cercarono notorietà e tornaconti economici). A sentire i panorami che disegnavano, la via era difficile, ma non più che tanto. Chi parlava dell'onorevole che conosceva, chi di contatti con il ministero, chi ravvisava quale unico problema la mancata conoscenza dell'esistenza della terapia.


Molti si sentirono gelare di fronte agli scuotimenti di capo di nostro padre; alcuni provarono quasi irritazione, imputando a pessimismo caratteriale l'amaro sorriso con il quale accoglieva le loro dissertazioni. Apprezzava la buona volontà, ma compativa l'ingenuità, l'incompetenza, l'incapacità di comprendere il mondo contemporaneo e centrare il vero nodo della questione. Il primo ad avere preso cantonate - seppure in tempi più remoti - era stato il sottoscritto, che aveva peccato, come altri stavano facendo in quel periodo, di grossolano ottimismo.


Non per particolari doti profetiche, ma solo ed unicamente per avere avuto il privilegio della nascita e, quindi, quello della frequentazione con un uomo simile, mutò la mia immatura visione del mondo di alcuni anni prima.


Qual'era e qual'è la realtà? Il miglior modo di capirsi è quello di leggere la favola del lupo e dell'agnello di Fedro, che provo a tradurre:


"Un lupo ed un agnello, spinti dalla sete, erano andati allo stesso ruscello. Il lupo era a monte, mentre l'agnello beveva più lontano, a valle. Spinto dalla fame, il lupo cercò pretesti.

Allora disse: «perché rendi l'acqua torbida bevendo?».

L'agnello rispose tremante:

«come posso fare quello di cui ti lamenti, lupo? L'acqua scorre da te a me! ».

E quello, respinto dalla forza dell'evidenza:

«ma tu sei mesi fa mi hai insultato».

Rispose l'agnello:

«Ma io sei mesi fa non ero ancora nato».

«Allora» disse «fu certamente tuo padre a insultarmi».

E quindi lo azzannò dandogli ingiusta morte. Questa favola è dedicata a tutti coloro che opprimono i giusti con falsi pretesti".


Se sostituiamo alle argomentazioni del lupo quelle che riguardano la vicenda Mdb, saltano fuori, incredibilmente calzanti: l'assenza di prove scientifiche, la sperimentazione, le riviste non peer review e con modesto impact factor, la faccenda degli studi retrospettivi e non prospettici, i casi aneddotici, le guarigioni spontanee, l'endoxan e tutto il campionario delle scemenze e delle infamie che ben conosciamo.


Il discorso del Prof. Luigi Di Bella era molto semplice e incontrovertibile: esiste una letteratura sterminata sui componenti? Sì! Diagnosi certa e documentata? Sì. Prova della terapia adottata? Sì! Risultati documentati? Sì! E allora piantiamola di perdere tempo e di continuare ad ammazzare i malati. Punto.


Centinaia di casi sono stati segnalati, fin dai primi anni settanta, alle istituzioni sanitarie del nostro paese, che li hanno controllati e riscontrati. Di questo esistono le prove.


Tutto chiuso allora, tutto inutile, tutto scontato? No, non è così. Perché il sacrificio costituito dalle violenze, e non solo morali, subìte, le ingiurie, le umiliazioni, le derisioni non é stato inutile. La terapia, come tutte le grandi verità, o si soffocava in fasce, o prima o poi avrebbe prevalso. Ed è quello che sta succedendo. Nemmeno una sperimentazione farlocca c'è riuscita, nemmeno la piaggeria del mondo dell'informazione. Ed il mondo scientifico sta cambiando. Questo non toglie che vi sia ancora scetticismo, oltre che corruzione e gendarmeria internazionale. Quest'area di scetticismo - se vogliamo di prevenzione - occorre e si può medicare, sfruttando la nuova brezza che si sta levando nel mondo medico-scientifico estero. Qui puntano tutti gli sforzi, chinandoci il più possibile anche alle ingarbugliate e formalistiche "regole" dettate.


E allora, chiedendo scusa a Fedro, troviamo un diverso finale alla favola riportata:


"...ma quando il lupo spiccò un salto per azzannare e divorare l'agnello, l'agnello si trasformò in un robusto ariete e lo incornò, facendolo rotolare lungo le rocce che sovrastavano il ruscello. E vissero tutti felici e contenti tranne il lupo, che perse i denti nella caduta, e che soggiornò a lungo in un reparto di ortopedia nutrendosi di semolino".


Ha visto a cosa si riducono i "fulmini e le saette"?


Un caro saluto


 

ADB
postato da: F.A. (TV) in data: 2014-01-25 00:36:32.0
Desideravo tornare in argomento con il commento del dr. Adolfo, che condivido in pieno, e anzi lo ringrazio.

Si è parlato anche di paesi dove lasciano fare terapie alternative (ad esempio quelle con la vit. c) e dove sarebbe possibile fare una sperimentazione, ma anche......(omissis). Avrete preso sicuramente in considerazione questa via: è valida? Pare però che costerebbe molto.

Grazie per la risposta.

*****

Il mio omissis non è una censura, ma solo - mi si perdonerà questa debolezza umana - noia: una noia mortale, una stanchezza da cammello disidratato...per le elucubrazioni di chi parla senza sapere, parla senza riflettere, infarcendo il nulla con terminologie magniloquenti.

Stia tranquillo che non dormiamo in piedi come i cavalli, nè ci giriamo le dita intonando la nenia "poareto mi-poareto mi" piagnucolando contro l'ingiustizia del mondo.

Circa poi la "reticenza"... (??), ricordo a chi è di crapetta duretta la metafora dei ladri e dei sistemi di allarme fatta nel commento da lei richiamato: dobbiamo essere così stolidi da indicare lo scambio per dirottare il nostro treno sul binario morto? Oh insomma!

I "geni" che escogitano vie non considerate da noi inerti, da noi cervici anguste, da noi somari cocciuti, sono davvero geni....?

Caro amico, perdonerà lo sfogo, che ovviamente non riguarda lei, ma a volte anche Giobbe ha i piedi che gli prudono.

Un caro saluto, nella speranza di averle strappato un sorriso

ADB

postato da: F.A. (TV) in data: 2014-01-24 18:30:42.0
A proposito di "Pionieri si nasce" (vedi ns commento del 21/1 scorso, h. 11.18), ecco un'altra scoperta della ricerca nazionale, consorziata ad un centro di ricerca statunitense:

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0036411

Si tratta degli effetti antitumorali della somministrazione di Octreotide nei tumori ipofisari.

Gli esiti: riduzione della massa tumorale del 37,4% nel 53% dei pazienti trattati con octreotide normale, del 50,6% nel 66% dei pazienti trattati con Octreotide Lar.

Questo differenziale desta in verità qualche perplessità, dato che l'octreotide Lar è...octreotide, seppure a lento rilascio, e non ci sembra di avere letto informazioni dettagliate su posologie, orario e durata dell'infusione dell'octreotide non Lar.

Forse non è del tutto estranea a questo gap di efficacia la partecipazione allo studio della Novartis, produttore della Lar (Direzione Medica Novartis di Origgio), dati i salati prezzi delle formulazioni Lar e la loro non riproducibilità in forma galenica.

Dimenticavamo: tra lo staff che ha portato avanti questa ricerca figura la "Unita' di Oncologia, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri".
Una resipiscenza del Patron del Mario Negri, notoriamente da sempre fiero oppositore del Mdb? Non crediamo. Nonostante lo stesso pionieristico centro abbia pubblicato studi ....anche sull'efficacia antineoplastica dei retinoidi.

L'aura di prudenza si evince dal fatto che, seguendo il testo del lavoro, sembrerebbe che questo indubbiamente interessante risultato sia stato rilevato, quasi per caso, nel corso di accertamenti sull'attitudine antiacromegalica dell'octreotide (nota peraltro già da una trentina d'anni, al pari di quella della somatostatina). E già, meglio circostanziare, per non provocare equivoci. I pazienti presentavano un elevato Gh, e quindi....erano acromegalici!

Questi distinguo sono sicuramente finalizzati anche ad evitare apparentamenti con Chi, fino ad una quindicina di anni or sono, si abbandonava a  "insalate di parole".

E, a proposito di insalate, sappiamo tutti che esse possono ricomprendere diverse varietà di verdure: tra le quali i cetrioli e le rape...
postato da: STAFF D.B.I. (Modena) in data: 2014-01-24 10:40:17.0

Spettabile staff,
avrei una domanda da fare che può essere d'interesse anche per altri lettori. Mia mamma è in cura con MDB per un carcinoma alla testa del pancreas in fase iniziale. Usiamo l'octreotide acetato, che prendiamo, nelle farmacie (il galenico) e lo somministriamo con siringa temporizzata. Mi è capitato però di vedere che c'è anche l'octreotide e siccome non sono un chimico presumo che ci siano delle differenze. In particolar modo ho letto sugli eccipienti di una famosa specialità farmaceutica che contiene anche il "mannitolo". Chiedo allo Staff se le molecole suddette sono identiche o presentano delle differenze e se ci sono delle marche farmaceutiche che è meglio non acquistare, Vi ringrazio per la risposta, cordiali saluti.
 

*****

La sua domanda è interessante ed è segno di grande attenzione alla precisa composizione dei farmaci, spesso trascurata con superficialità anche da non pochi medici.

Le specialità di somatostatina ed octreotide consigliate dai medici accreditati Mdb sono valide ed efficaci, allo stesso modo delle formulazioni galeniche (ovviamente rimane escluso l'octreotide Lar, impossibile da riprodurre da parte di qualsiasi farmacista galenico).

Il mannitolo è, come noto, spesso impiegato - oltre che come farmaco autonomo (elitario il suo ruolo prezioso negli edemi cerebrali) - anche come eccipiente in diversi tipi di farmaci e potrebbe concorrere ad una "stabilizzazione" del principio attivo.

Esso è presente nelle specialità farmaceutiche di octreotide, ma non in quelle di somatostatina oggi a disposizione dei pazienti. La somatostatina Ferring prodotta in Germania fino a qualche anno fa, per esempio, lo conteneva, mentre non figura nell'attuale Hikma. E' da precisare comunque che la presenza della sostanza non può ritenersi determinante per l'efficacia dei princìpi attivi, molto più impressionata dalla qualità della sostanza-base e da corrette procedure di lavorazione.

Ci sembra di ricordare che il "padre della somatostatina" (sotto il profilo dell'impiego oncologico è stato, con buona pace di tutti, il Prof. Luigi Di Bella), avesse espresso predilezione per questo eccipiente anche per la somatostatina. Non essendo però sicuri del nostro ricordo nè sembrandoci che le attribuisse un ruolo particolarmente importante, consideri quanto detto una semplice curiosità.

Cordiali saluti

STAFF D.B.I. 

postato da: Gaetano La Legname (Milano) in data: 2014-01-23 19:31:03.0

Ho ricevuto una lunga mail con preghiera di pubblicarla sul Forum. La lunghezza era dovuta solo ad un "copia-incolla" di interventi succedutisi su FB Mdb, che non ritengo né appropriato né opportuno riportare, come non ho mancato di fare presente al mittente.


"Tocco un tema difficile che però è molto sentito da tutti i malati in cura col Mdb e provoca discussioni anche animate perché ci sono pareri diversi. Insomma, siamo un po' confusi. Ecco perché vorrei chiedere al dr. Adolfo se può chiarirci le idee su alcuni punti. Riporto la serie di commenti apparsi su Fb..... (omissis)....


A nome di tutti la ringrazio in anticipo per una risposta".



- Scambiarsi pareri, discutere di soluzioni e progetti ecc. è utile, a condizione che lo si faccia con un po' di buon senso. Lei parlerebbe dell'impianto d'allarme, delle telecamere di sorveglianza, del tipo di serrature, grate, cancelli e passetti di casa sua davanti a ladri d'appartamento col piede di porco in mano?

- Prima di formulare critiche o proposte sarebbe augurabile, con molta umiltà e senso di responsabilità, chiedersi se si ha la competenza, la conoscenza, l'esperienza, la capacità necessaria.

 -Gli ammalati ed i loro familiari meritano rispetto da parte di tutti, compresi altri pazienti o parenti di pazienti. Quest'ultimi farebbero bene anche a ricordarsi dei doveri di rispetto e gratitudine (vocabolo che sembra estinto al pari dei dinosauri) per chi ha salvato o sta salvando, o sta cercando di salvare loro la vita e affronta quotidianamente sacrifici di ogni genere per questo ideale umanitario.

- Nessuno ha il monopolio della saggezza e della lucidità. Si è sempre attenti ad ogni proposta, purché informata e non campata in aria, ma non si ha né il tempo né la pazienza di sentir dissertare su voli pindarici incompatibili con la realtà.


Con riferimento alle argomentazioni che mi ha riportato, occorre considerare che:


1)La questione del Mdb è di immensa portata e presenta infinite sfaccettature. La sua affermazione coinvolgerebbe interi assetti medico-burocratici che dominano la sanità da tempi immemorabili. Senza tener conto di questo ci si inoltra fatalmente in un vicolo cieco.


2)Esistono formidabili interessi economico-finanziari che interessano il mondo intero e che non sono confinati al nostro paese. Fortunatamente sta prendendo sempre più piede un movimento di opposizione e protesta facente capo a nominativi di assoluta autorevolezza. Questo rappresenta l'unico punto fermo sul quale fare leva, come dirò tra breve.


3) Far sentire la propria voce può essere sicuramente utile. Ma pensare di ottenere il rispetto dei propri diritti solo con la protesta è pura illusione. La protesta, a meno che non sia oceanica, ha il peso che i mass media le vogliono attribuire. Inutile - credo - continuare il discorso.


4)La via giudiziaria si può tentare, a condizione che - ovviamente - si siano studiate a fondo ed in ogni risvolto le questioni di diritto. Ma è imprescindibile anche uno studio minuzioso, paziente e completo dell'aspetto scientifico, che può essere compiuto solo chi ne ha la competenza. Senza di questo è inutile anche cominciare. Certamente non sono incoraggianti i precedenti e le ultime tendenze, anche negli elevati gradi giurisprudenziali. Questo deve far considerare con realismo le assai incerte chance di successo.


5)In ogni caso è fuori discussione che un'azione legale possa avere per oggetto la richiesta di una nuova sperimentazione. Solo una conoscenza mediocre dei prodromi e degli eventi della sperimentazione del '98 ed una irrealistica visione degli attuali ed invariati ambienti che ne sarebbero coinvolti può portare ad un'idea così fuori dal mondo ed autolesionistica. Sono infatti ipotizzabili solo due risposte: a)rifiuto secco b)accettazione di una verifica sulla falsariga di quella del '98.
La prima risposta sarebbe la più probabile; la seconda porterebbe a conseguenze disastrose per i pazienti. Avendo un minimo di elementare senso logico, è facile concludere che solo avendo l'assoluta e granitica certezza di confermare l'esito del '98 i responsabili (che sono gli stessi di prima od a questi legati a doppio filo) accetterebbero. Cosa si crede, che gli stessi che predeterminarono la ‘prova' di sedici anni fa siano disposti ad essere smentiti e additati al ludibrio del mondo? Di conseguenza, se per pura ipotesi scolastica una simile richiesta venisse accettata, i propositori trascinerebbero dissennatamente nell'abisso i pazienti in Mdb. E se per ipotesi ancor più scolastica (e fantasiosa) ci fosse un minimo di attendibilità, saremmo di fronte alla tela di Penelope: occorrerebbero anni ed anni. Per non concludere nulla. I pazienti continuerebbero a pagarsi la cura fino all'ultimo centesimo ed i "soliti noti" a scaldare le loro poltrone, mentre ogni diversa ed utile iniziativa rimarrebbe autoritariamente congelata. Complimenti!


E passiamo dai fumetti.....alla concretezza. L'ammalato ondeggia sotto il peso economico della cura, le incertezze, l'angoscia, la preoccupazione per il futuro. L'esasperazione che ne deriva fatalmente lo porta lontano dall'unica galleria in fondo alla quale si intravede la luce. E' umanamente comprensibile che cerchi il modo di far cessare subito questo clima di prepotenza e ingiustizia e che poco interessino le pubblicazioni fatte e da farsi, le citazioni nella letteratura internazionale, il ridestato interesse: e lo vediamo dall'insufficiente risposta agli appelli di inviare documentazione. Le pubblicazioni, tanto per esser chiari, non servono a "farsi belli e trarne lustro", ma costituiscono la più potente ipoteca positiva sul futuro degli ammalati.

Ma occorre un poco di materia grigia sotto la teca cranica per capirlo. Di altre vie percorribili non ve ne sono. Non perché sia questa una nostra (e sottolineo nostra) arrogante convinzione, ma perché essa è condivisa da tutte le persone ragionevoli, data la plateale evidenza delle cose, a meno che non si intenda cavalcare il ronzino di don Chisciotte e caricare i mulini a vento.


Il riconoscimento della terapia e la conseguente cessazione delle difficoltà di curare ed essere curati, alla luce dell'attuale clima possono provenire esclusivamente dall'estero. Per il discorso fatto in premessa è opportuno fermarsi qui e non entrare in dettagli.

Questo non vieta che si possano intraprendere iniziative parziali per un parziale sollievo dall'onere economico della terapia.

Quanto alle pubblicazioni, parlare di studio prospettico o di studio retrospettivo quale modalità condizionante la validità scientifica della verifica di efficacia significa avere le idee poco chiare. Anche qui sarebbe augurabile parlare sapendo bene ciò che si dice. Siamo sempre alla favola del lupo e dell'agnello, dei comitati etici, dell'impact factor e via dicendo.....

Iniziative per rendere totalmente "ripetibile", sia sotto il profilo prescrittivo che farmacologico, il Mdb, e rispondere alla domanda di "chi porterà avanti il Mdb" un domani, sono in corso. Circa maggiori dettagli in merito, rimando alla faccenda dei sistemi di allarme della premessa.
 
La prima "perfezionabilità" del Mdb consiste nel poterlo attuare compiutamente: disponibilità e collaborazione medica, cessazione di ostacoli legati ai costi, maggiore percentuale di pazienti in stadiazione non avanzata, possibilità di praticare modalità di somministrazione già note e studiate, disponibilità di sostanze oggi di difficile reperibilità.


Dubito che quanto detto convinca chi non ha la necessaria umiltà e coscienza dei propri limiti, ma sono fiducioso che la grande maggioranza di chi ci segue possa trarne il chiarimento auspicabile.


Un cordiale saluto a tutti


 

Adolfo Di Bella

postato da: Adolfo Di Bella (Modena) in data: 2014-01-23 17:25:10.0

Buonasera, vorrei far intrapendere la terapia Di Bella a mia madre malata di SLA. Ho letto che anche se non porta alla guarigione di questa terribile malattia, può comunque rallentarla e migliorare i sintomi.
Potreste indicarmi i riferimenti di medici a cui rivolgermi nella zona di Roma per poter iniziare la terapia?

grazie mille
 

*****

La SLA, a differenza della sclerosi multipla, può far sperare solo in un prolungamento dell'esistenza e della vita attiva. E' da precisare, comunque, che non si tratta del Mdb oncologico, ma di una specifica e diversa formulazione, ispirata ad una concezione prettamente fisiologica, a suo tempo studiata ed applicata dal Prof. Luigi Di Bella.

Provvederemo quanto prima, via mail, a darle informazioni più dettagliate.

Un cordiale saluto

STAFF D.B.I.

postato da: Fabio (Guidonia (RM)) in data: 2014-01-22 17:50:37.0
Buongiorno, inizierò a giorni il MDB per linfoma linfocitico in recidiva e vi sarei molto grata se poteste mettermi in contatto con la sig.ra Antonella di Vinci per completare la pratica di rimborso farmaci (che va avviata prima di ogni acquisto), cosa per la quale mi sarebbe indispensabile entrare in contatto con il primario oncologo dell'istituto di Firenze.
Grazie infinite e buon lavoro,
Francesca

*****

Se la signora Antonella ci legge, le saremo grati qualora ci contattasse a info@dibellainsieme.org 
postato da: Francesca (Siena) in data: 2014-01-21 19:35:17.0
Salve , per svariate ragioni legate anche ai dolori causati dalla neoplasia  NON POSSIAMO  spostarci e dalle nostre parti purtroppo non c'è un medico che applica il MDB .

Per favore affinchè si possa intervenire prima che sia troppo tardi , potreste fornirci il recapito telefono + email     di alcuni medici prescrittori competenti disposti ad operare a distanza, nella speranza di concordare con uno di loro sia per il piano terapeutico che per le prescrizioni.

Un caro saluto


 

*****


Le abbiamo appena indirizzato una mail con l'indirizzo di un medico prescrittore in regione. Non è possibile, a distanza e senza adeguata documentazione, approntare una prescrizione. Occorre quindi che un congiunto del paziente si rechi dal medico con l'indispensabile set di materiale diagnostico.

Cordialmente

STAFF D.B.I.

postato da: Giovanni (Castelvetrano) in data: 2014-01-21 12:56:42.0
Ho letto su FB Mdb una lettera molto forte e bella che l'avv. Ottaviano ha spedito alla giornalista che ha scritto l'articolo sul mattino da voi riportato.

Mi farebbe piacere che la pubblicaste in modo da farla conoscere a tutti i frequentatori del di bella insieme.

Grazie

LETTERA ALLA DOTTORESSA MARIA PIRRO de IL MATTINO DI NAPOLI:


Gentilissima dottoressa, vorrà perdonarmi se oso controdedurre a quanto da Lei affermato nell'articolo pubblicato sull'edizione odierna de Il Mattino. Quando ci siamo sentiti, sabato e domenica, una parte di me ha avuto l'impressione che essere ascoltato con molta attenzione e compenetrazione. L'altra, per la verità, ha intuito di avere a che fare con una giornalista APPARENTEMENTE "d'assalto"...

Devo ammettere di essere rimasto deluso, contrariato, offeso, fuorviato, basito di fronte all'articolo che ho avuto il "piacere" - se così posso dire - di leggere solo on line (cartaceo esaurito). Conosciamo benissimo entrambi la funzione sociale dell'informazione. Conosciamo entrambi la terzietà che DEVE contraddistinguere il professionista dell'informazione... che, come affermava telefonicamente stamattina, "deve rispondere solo ai lettori"...


Quel che Lei ha però dimostrato di non conoscere affatto, almeno secondo le mie più personali impressioni, è la doverosità di quel TATTO con cui proprio gli operatori del Suo settore dovrebbero approcciare certe situazioni.

Mi sento di contestare come assolutamente infondato innanzitutto il titolo, equivoco e non veritiero: lo Stato non eroga nè ha mai erogato la terapia con costi a carico del SSN, salvo che in sporadici casi.

E' di palmare evidenza che, dopo un primo periodo di erogazione della terapia con costi a carico delle ASL (fine anni '90), si siano succeduti negli anni così tanti e tali provvedimenti sfavorevoli ai ricorrenti da rendere difficilissimo, allo stato attuale, riuscire a dimostrare l'efficacia della terapia e, quindi, il diritto all'erogazione del presidio terapeutico.


Non sobilliamo, dunque, il popolo influenzabile dei lettori a considerare "sprecati" i soldi pubblici impiegati per curare, con la multiterapia Di Bella, i pazienti che sono riusciti nell'intento, oltre che di guarire, di ottenere l'erogazione della terapia con costi a carico SSN.


Non facciamo ironia su ...."questioni di pelle".

Non dimentichiamoci la solidarietà in nome dell'imparzialità!

Ha idea di cosa possa significare per una persona sentirsi dire "Lei ha un tumore diffuso, metastatizzato; forse possiamo provare a somministrare questo o quel protocollo chemioterapico.... La prognosi è di 3, 6, 12 mesi..."?

Riesce a percepire che il cancro fa paura comunque?

Intuisce lo sconforto dell'ammalato, la paura, la solitudine, il dolore fisico, morale, il senso di vuoto, la mancanza di prospettive, la fine imminente che ciascuno prospetta a sè stesso inconsciamente?

Immagina vagamente, almeno per sentito dire, le sofferenze che procurano le chemioterapie sugli ammalati?

Riuscirebbe a condividere questi sentimenti di sofferenza, paura e dubbio con qualcuno di questi nostri fratelli???

Dato il tono sarcastico, fatto di ironia spicciola, ritengo il Suo operato non conforme a criteri di deontologica terza oggettività.


Da professionista del settore, cara Maria, avrebbe dovuto chiedersi: "ma...... perchè così tanta gente sceglie il metodo Di Bella nonostante sia stato classificato come ufficialmente inefficace???. Perchè così tanta gente si affida ad un metodo inutile e, per giunta, costosissimo, scegliendo di vivere, ripudiata l'ufficialità, senza ospedali, senza medici, senza il conforto di nessuno???"


Forse è la paura del dolore..., o forse è la paura delle sofferenze nascoste tra gli aghi delle chemioterapie...!

No, dottoressa, no! Il motivo per cui tanti ammalati si affidano al dottore dell'unica speranza, e non l'ultima (mi consenta, Maria), è che tutti costoro hanno capito cosa significa rispettare la fisiologia dell'organismo umano.

Avrebbe dovuto informarsi di più, capire che cosa sono il GH e la somatostatina; avrebbe dovuto fare una passeggiata virtuale su medline o su pubmed.gov, cercando "somatostatin in cancer", "melatonin in cancer", "octreotide in cancer", "retinoids in cancer"...

Avrebbe dovuto leggere e comprendere che la medicina ufficiale riconosce uti singuli la valenza antitumorale di ciascun citato presidio, con centinaia di migliaia di pubblicazioni...

Avrebbe dovuto informarsi sui reali effetti terapeutici della chemioterapia...Ed avrebbe dovuto chiedersi: questi casi incurabili per la medicina ufficiale..... perchè sono vivi e stanno benone???

Avrebbe dovuto chiedersi: se i presidi terapeutici Di Bella sono singolarmente universalmente riconosciuti come antitumorali, perchè somministrati insieme ufficialmente non funzionano???

Si è chiesta, inoltre, perchè la sperimentazione sia miseramente fallita?

E' a conoscenza del fatto che nella procedura tecnico-amministrativa volta alla verifica del MDB mancava un gruppo di controllo?

Sa quali sono stati i criteri di verifica dell'efficacia della terapia? Conosce i criteri di arruolamento degli ammalati all'epoca della sperimentazione??? Ha mai letto i verbali dei NAS che registravano gravi sofisticazioni dei singoli presidi terapeutici somministrati durante la sperimentazione???


E si è chiesta, prima di titolare e scrivere, cosa prova un ammalato che col MDB guarisce quando sente un giudice italiano sentenziare CHE NON HA DIRITTO AD ESSERE ASSISTITO????

Forse si sente abbandonato nella malattia.

Forse è costretto ad interrompere la terapia che lo stava salvando....

Forse è costretto a non iniziarla....Si è chiesta perchè tale vuoto di tutela??? Io credo che sia ancora in tempo...ad evitare che tanti ammalati in cura continuino a sentirsi offesi e delusi da queste Sue parole....

In tempo.......per correggere il tiro e denunciare la verità, la necessità di una nuova sperimentazione... per il rispetto della dignità dell'ammalato, del diritto ad essere assistito e curato.

Liberamente!

Avv. Gianluca Ottaviano


 
*****

E' una lettera molto bella e, come giustamente lei dice, molto forte, che solo chi è passato per le traversie, le ansie, le angosce della malattia di una persona cara può scrivere.

Oggi, in qualsiasi campo, pochi approfondiscono e riflettono prima di formarsi un'opinione ed  esprimerla. Ma nel campo del giornalismo questo dovrebbe essere corredo immancabile della professionalità e dell'etica professionale.

Cordiali saluti

ADB 

postato da: Benny (Milano) in data: 2014-01-21 12:23:30.0
PIONIERI SI NASCE......

La notizia è freschissima, a differenza della scoperta, che quanto a freschezza richiama il corpo di un mammuth ritrovato intatto, dopo millenni, tra i ghiacci della Siberia.

La "novità" è sembrata tanto clamorosa a qualche balda ed iper-informata agenzia di stampa, da essere lanciata nonostante che il convegno scientifico nel corso del quale è stata annunciata si concluda oggi, 21 gennaio 2014.

Non vi teniamo più sulle spine. Uno studio pubblicato dalla "Harvard School of Public Health" di Boston, e presentato alla "AACR-Prostate Cancer Foundation Conference on Advances in Prostate Cancer Research" (18-21 gennaio 2014), avrebbe appurato che la Melatonina riduce del 75% il rischio di insorgenza del carcinoma della prostata.

(
http://www.lastampa.it/2014/01/21/
scienza/benessere/salute/la-melatonina-pu-ridurre-il-rischio-di-cancro-alla-prostata-JzxUMiUGS8Gx0EZRHaY1jN/pagina.html
).

Per adattare il lessico ad una scoperta così sconvolgente ed alla profondità delle argomentazioni usate, potremmo esclamare: "e chi lo avresse mai diciuto"?
 
Leggendo l'articolo, denti, capsule e ponti dentari cadono fragorosamente a terra, in compagnia di altri non meno utili pendentifs. La melatonina è innanzitutto proclamata con gagliarda sicumera "un ormone", mentre era stato dimostrato dal Prof. Luigi Di Bella alla fine degli anni sessanta e confermato da diversi ricercatori vent'anni dopo, che la sostanza è prodotta in quasi tutti i distretti dell'organismo.

La seconda chicca è che il suo ruolo fondamentale è di sovrintendere al "controllo e regolazione dei ritmi circadiani, o dell'orologio biologico interno all'organismo".

Poi, lasciando stare i Rolex e quasi en passant, si aggiunge che "... si ritiene abbia un ruolo nella regolazione di una serie di altri ormoni che influenzano alcuni tumori, tra cui quelli del seno e della prostata".

Ma signori, qui occorre rievocare le figure di Pasteur e Koch (perlomeno)! Una scoperta da premio Nobel.

Voi direte: naturalmente i baldi ricercatori di Boston ed i baldissimi giornalisti autori del lancio di agenzia avranno citato l'opera del Prof. Luigi Di Bella ed il lavoro su carcinomi prostatici guariti con Mdb pubblicato appena due mesi fa (The Di Bella Method (DBM) in the treatment of prostate cancer: a preliminary retrospective study of 16 patients and a review of the literature. Neuro Endocrinol Lett. 2013 Nov 31;34(6)): o no? Insomma, suggerirebbe la logica, si strombazza di prevenzione e non si strastrombazza di guarigione?

Eppure, mutatis mutandis, forse perchè le....mutandis che i soggetti richiamati hanno in capo impediscono loro di leggere, non si fa menzione nè di chi impiegava la Melatonina quarant'anni fa per curare il cancro - compreso quello della prostata - ed aveva spiegato i suoi meccanismi d'azione nell'attività antineoplastica, nè il lavoro relativo ai pazienti guariti.

In compenso, leggendo l'articolo del quotidiano linkato, figura una minuscola cornice con la didascalia "Ti consigliamo". Se ci cliccate sopra si aprono altri pionieristici scenari:

- Sempre ad opera della "Harvard School of Public Health", uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista JAMA annuncia che "La vitamina D può rallentare la progressione della sclerosi multipla"
(
http://www.lastampa.it/2014/01/21/
scienza/benessere/medicina-naturale/la-vitamina-d-pu-rallentare-la-progressione-della-sclerosi-multipla-9nYJqFpM7jJlpJ4lDY900M/pagina.html?exp=1
) !!!.

- Bè, direte, qui citeranno il Prof. Di Bella, no? E invece no.... Tiremm innanz, perchè non è finita.

Ricercatori della Oregon Health and Sciences University hanno pubblicato uno studio sul "Journal of Parkinson's Disease", dal quale risulterebbe che "la vitamina D può ritardare o prevenire la demenza nei pazienti con Parkinson".
Anche qui, religioso silenzio.

Bene cari lettori. Adesso avete una immagine fedele e incontrovertibile di cosa si debba ritenere oggi "ricerca scientifica", delle buone ragioni per darle il vostro sostegno, e del grado di affidabilità, scrupolo, etica professionale di certo giornalismo. 

Ah, dimenticavamo. E come la mettiamo con certi guru dell'oncologia, delle istituzioni sanitarie e della medicina che di recente, unendo capre e cavoli, hanno - sputacchiando disprezzo dall'angolo della bocca - sentenziato che il Mdb è privo di conferme scientifiche?
postato da: STAFF D.B.I. (Modena) in data: 2014-01-21 11:18:41.0
E' comparso il seguente articolo-intervista sul Mattino di Napoli:

http://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/
cura_di_bella_paga_lo_stato/
notizie/462354.shtml


Difficile pensare ad una resipiscenza dei mezzi d'informazione e di certa medicina. Ma, al momento, accontentiamoci....
postato da: STAFF D.B.I. (Modena) in data: 2014-01-20 17:14:33.0

...e anche il maestro Abbado è morto di lunga malattia!!

*****


Negli ambienti musicali si sapeva da parecchio tempo che Claudio Abbado aveva un linfoma n.H.

Commovente e penoso un concerto diretto qualche anno fa - se non ricordo male si trattava del Requiem di G. Verdi - con un Abbado dimagrito, emaciato, quasi calvo, che nello sguardo esprimeva chiaramente tutta la sua struggente partecipazione alla musica.
 
Pur non essendo tra i miei direttori preferiti, si trattava indiscutibilmente di un formidabile concertatore e di un artista di grande autorevolezza.
Mi dispiace per l'involontaria, grave offesa che gli è stata arrecata al termine della sua vita con la nomina a senatore, e per l'ormai nauseante, vile, ed omissiva ipocrisia che ha accompagnato la notizia della scomparsa.

Sarebbe augurabile che i responsabili di questo massacro senza fine, invece di ascoltare magari le conturbanti ed imposte ciarlatanerie della musica "d'avanguardia" e l'assimilabile fossa biologica sonora di quella "d'intrattenimento", provassero ad ascoltare (e meditare) la vera musica: e in particolare, visto che abbiamo citato il Requiem di Verdi, il suo apocalittico "Dies irae".

Adolfo Di Bella

postato da: Alida M. (Roma) in data: 2014-01-20 14:16:09.0
Buongiorno, per ridurre il dolore causato dalle metastasi ossee, abbiamo usato vari tipi di antinfiammatori, ma da soli non sono sufficienti a contenerlo, così siamo passati agli oppiacei. Sorge comunque un problema.

Sappiamo che gli oppiacei aumentano sia la secrezione del GH che della prolattina. Pensate che questo possa interferire con l'effetto della somatostatina?

Mi chiedo insomma, quale dei due tende a prevalere o se comunque il risultato finale risulterà compromesso per via degli analgesici, ma il dolore va tenuto sotto controllo, perchè difficile da sopportare.

Voi cosa ne pensate? Quasi dimenticavo: l'insonnia può influire negativamente sull'effetto della somatostatina ?

Grazie
 

Un cordiale saluto

*****

Gli oppiacei, a meno che la soglia del dolore non superi  limiti estremi, dovrebbero essere evitati il più possibile. A volte può essere una scelta ragionata di analgesici e l'accostamento di opportune misure coadiuvanti a scongiurarne il ricorso.

Oltre a pregiudizi non sottovalutabili sotto più aspetti funzionali, gli oppiacei incidono sul livello di increzione del GH, ma soprattutto entrano in competizione con i recettori della somatostatina.

L'insonnia non ci risulta possa incidere negativamente sull'azione della somatostatina. Se portasse il paziente ad interrompere la permanenza al buio, la cosa potrebbe invece riguardare la melatonina (compromissione della piena azione di quella ingerita od inibizione dell'increzione fisiologica della sostanza).

Cordiali saluti

STAFF D.B.I.

postato da: Lorenzo (Milano) in data: 2014-01-20 07:54:07.0
Buongiorno,  avrei piacere di sapere in che modo il Prof. Di Bella curava la psoriasi.  Grazie,  Vera Pangon.


 

*****


Come avveniva per il tumore ("io curo una persona che ha un tumore, non un tumore soltanto"), il Prof. Luigi Di Bella, pur attenendosi a princìpi fissi fondamentali, adattava sempre la prescrizione a diversi parametri clinici individuali.

Precisato questo, i cardini del trattamento della psoriasi consistono in Retinoidi, Melatonina coniugata, Calcio, vit. B12, vit. C ed Ambramicina. Naturalmente posologie ed eventuali integrazioni debbono essere ulteriormente precisate.

Cordiali saluti

STAFF D.B.I.

postato da: vera Pangon (cordenons) in data: 2014-01-16 14:41:23.0

Buongiorno, volevo un' informazione...mia nipote non riesce a deglutire e assumere i retinoidi, sono molto vischiosi...Vorrei sapere se si possono diluire in qualche modo...per lei non è facile nemmeno assumerli con l'ostia inumidita ....Grazie

*****


Può accompagnare il cucchiaio di retinoidi con un sorso d'acqua o di succo di frutta diluito con acqua (purchè non a base di limone, cedro o arancia aspra).

Saluti

STAFF D.B.I.

postato da: Gabriela (Concordia Sagittaria) in data: 2014-01-16 12:53:55.0



30 commenti postati | Inserisci commento nel Piccolo Forum