per specifiche informazioni di carattere medico o scientifico, potete visitare il sito ufficiale www.metododibella.org


Commenti scritti nel Forum

04/04/2009
Ciao a tutti gli amici del forum. Voglio rispondere al Sig. Stefano che a quanto ho letto è bersagliato e combattuto da tutti: parenti e quel che è peggio dal proprio medico di fiducia. Alla faccia di quest'ultima!
La fiducia.....ma per riporla, bisognerebbe meritarla, non le pare?.
Caro amico, io sono medico e mi chiamo Michele. Le posso garantire che la sua scelta è la migliore che potesse fare per la sua mamma. Il MDB è l'unica vera cura per le malattie neoplastiche  in generale. Infatti è un metodo terapeutico che investe tutta l'economia energetica dell'organismo, fortificando nel contempo il sistemia immunitario, cosa fondamentale. In secondo luogo combatte biologicamente il tumore tramite il processo di apoptosi, il
che significa privare la cellula  neoplastica dei mezzi di accrescimento:sangue. Così le cellule neoplastiche muoiono per disgregazione, cioè l'apoptosi. I sistemi di difesa dell'organismo sono salvi, perchè non interessati dal processo apoptotico, che è rivolto solo alle cellule tumorali. I farmaci fondamentali sono: la somatostatina, 
la soluzione ai retinoidi, la melatonina, gli inibitori di accrescimento, somatostatina, bromocriptina, cabergolina sinergici. Come vede c'è tutto nel metodo
Io ho avuto mia moglie con un cancro alla mammella al primo stadio, ma con il rischio di recidiva per aver scoperto al 93% i recettori per gli estrogeni. Per essere brevi, abbiamo rifiutato il tamoxifene 20mg
die per cinque anni + ciclo di radioterapia in mammella già operata.
A due anni e tre mesi dall'applicazione di MDB impostato dal nostro comune amico il dott. G. i Bella, mia moglie gode buona salute e non ha mai saputo cosa siano i fatidici effetti collaterali di cui parlano i miei colleghi. Dovrebbero solo avere un po' di umiltà....e rimettersi a studiare seriamente, soprattutto il suo medico. Mi dia retta: lo cambi.
Concludo dicendo che il primo dovere di un medico è l'obbligo di informarsi approfonditamente, poi se del caso muovere critiche; diversamente è solo un temerario assoggettato ai poteri forti: vale a  dire un vigliacco. Cordiali saluti a tutti Michele
postato da: Landolfi Michele (Legnano) in data: 2009-04-04 19:09:38.0
Un saluto a tutti,
è la prima volta che scrivo sul questo forum...ma volevo dire anche io la mia.
Mi madre ha da poco iniziato il MDB tra mille problemi e incertezze, personalemte mi sono recato direttamente nello studio del Dott. Giuseppe Di Bella per non incappare in ciarlatani e quindi perdere tempo. Sono riuscito a far capire a mia madre la fondatezza di tale metodo (per fortuna) sottraendola quasi subito alla chemio.
Le difficoltà sono infinite, i parenti stretti non sono per nulla convinti il medico di famiglia mi ha detto cose che io non avrei il coraggio di dire nemmeno al mio più acerrimo nemico! del tipo "se porti tua madre fuori dalla medicina ufficiale la farai certamente morire e sarà solo colpa tua!" insomma certe frasi quanto meno ti tolgono il sonno la notte, soprattutto dette dal medico che ti segue da quando sei nato.
Lo stesso medico si è rifiutato categoricamente di prescrivere qualsiasi delle medicine collegate al metodo perchè a detta sua sono totalmente inutili, anzi nello specifico mi ha ricordato che molte hanno effetti collaterali non indifferenti (si riferiva in particolare agli inibitori della prolattina). Io non ho voluto replicare, primo perchè non non ne sono in grado (essendo arch. sono totalmente ignorante in materia) e secondo perchè capivo che la discussione non avrebbe portato a nulla.
La cosa bella è che appena ha sentito il nome Di Bella si è alterato/spaventato.... e viste le mie insistenze ha chiamato il suo avvocato per sapere se poteva farmi firmare qualche carta che lo sollevasse da responsabilità!!!! BAH!!
Insomma in questo clima ostile io ho comunque deciso di andare avanti fregandomene di tutto, per lasciare tranquilla mia madre faccio io da scudo, mi becco le paternali di dottori e parenti cosi che mia madre possa andare avanti tranquilla senza pensare a queste stupidaggini.
Ecco, volevo solo testimoniare che il MDB è tutto tranne che dimenticato... anzi è vivo e vegeto! e paradossalmente la "LA CHEMIOTERAPIA MEDIATICA" lo sta rafforzando esattamente come la chemio rafforza ogni giorno i tumori di migliaia di persone.

Grazie per l'attenzione e auguri di cuore a tutti.

***********

Stefano, comprendiamo bene la situazione psicologicamente ed emotivamente difficile nella quale si trova, da lei efficacemente rappresentata. Ci siamo espressi tante volte su prese di posizione velenose come quella del vostro medico di famiglia, le cui parole rivolte a lei esimono da qualsiasi commento: per questo preferiamo evitare ulteriori giudizi.
Vista la scelta autonoma e convinta che avete fatto, riteniamo però sia vostro diritto pretendere che sia rispettata, allo stesso modo in cui dovrebbe esserlo un'opzione diversa od opposta. E siamo anche convinti che sia indispensabile sottolineare con decisione e - se necessario - con modi bruschi, questo vostro inalienabile diritto: certe volte è più efficace di qualsiasi discorso pacato afferrare i bastian contrari per il bavero ed alzarli da terra di una ventina di centimetri. Le assicuriamo che funziona. Ci permettiamo anche di suggerirle di reperire per la trascrizione dei farmaci un medico meno prevenuto, visto che ci sembra fatica sprecata invitare l'attuale ad informarsi prima di lanciare anatemi: la presenza di una voce dissonante non potrà infatti non rischiare di incrinare la determinazione di sua madre nel seguire la terapia, con ovvi danni conseguenti.
Troviamo assai acuto il suo commento finale, che condividiamo appieno: è proprio la stratosferica stupidità dei dispregiatori del Mdb e la loro velenosa faziosità ad alimentare i suoi fautori.
Con i più sinceri auguri di poter presto sostenere di fronte a tutti, con positivi e indiscutibili dati di fatto, la vostra scelta, la salutiamo cordialmente ringraziandola del suo utile commento.

STAFF D.B.I.
postato da: Stefano303 (Milano) in data: 2009-04-04 11:35:12.0
Autorizzo a usare il mio indirizzo di posta elettronica.
Cordiali saluti.

Nicoletta M.
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Ricordiamo che Nicoletta ha scritto due giorni fa: "Anche se a malincuore, dopo la scomparsa di mio marito mi sono avanzati alcuni farmaci tra cui la Longastatina Lar 20 di cui non saprei che farne. Mi potreste aiutare eventualemente a rivenderli?".

Gli eventuali interessati possono contattarci a
info@dibellainsieme.org .

STAFF D.B.I.

postato da: nicoletta (novara) in data: 2009-04-03 19:34:57.0
Salve a tutti voi. Girovagando sulla rete ho letto affiancato al vostro nome annoverato tra le terapie " alternative" anticancro anche quello di tre figure che dopo un esame superficiale già risultavano molto poco attendibili...Dott. ****(omissis) e *****(omissis). Mi dispiace che il vostro nome risulti alla stregua di questi, tralaltro cosa ne pensate di tali teorie?? Altro nome all'apparenza più serio mi sembrava quello del dott. ******(omissis), ma anch'esso sembra avere una teoria alquanto semplificatrice del problema....

********

E' uno dei tanti espedienti disonesti e vergognosi adottati da chi mira a squalificare il Metodo Di Bella; oppure di accostamenti effettuati da analfabeti scientifici. Il Prof. Luigi Di Bella così rispondeva a chi, già una decina di anni fa, tentava di includere la sua terapia tra le cosiddette terapie "alternative", aggiungendo che - per assurdo - la sua concezione è più vicina alla chemioterapia che a queste.
Secondo logica e secondo scienza dovrebbe essere la concezione citotossica, che intride la chemioterapia, a figurare fra i trattamenti alternativi, perchè è alternativa alla verità scientifica.
Ma se lo scienziato accettava di parlare di chemioterapia, pur con l'unico scopo di demolirne impietosamente i presupposti, quando si trattava di "cure alternative" (tutte, nessuna esclusa) rifiutava persino di parlarne, giudicandolo di per sè lesivo del decoro di una persona raziocinante e con un minimo di cultura.

Pertanto i nominativi che abbiamo obliterato non meritano neanche la fatica di digitarne vocali e consonanti, e nemmeno un giudizio, anche se (inevitabilmente) negativo.

Cordialmente


 

STAFF D.B.I.

postato da: Fabio (Brescia) in data: 2009-04-03 13:25:23.0
I frequentatori ricorderanno forse il bellissimo libro di Michela Franco Celani, "La stanza dell'orso e dell'ape", che ripercorre il dramma di una bambina colpita da un tumore e della madre, presentato in una nostra discussione di un anno fa ( http://www.dibella.org/discussione.do?idDiscussione=1705).

Rimasti in contatto con l'autrice, abbiamo ricevuto in omaggio il frutto della sua ultima fatica, un romanzo appena pubblicato, "La casa dei giorni dispersi" (cfr. http://www.salani.it/sal-scheda.asp?idlibro=3166&titolo=LA+CASA+DEI+GIORNI
+DISPERSI
), che ci ha fatto dimenticare le tante brutture della letteratura del nostro tempo (da noi in genere apprezzata quanto lo era il film "La Corazzata Potemkin" da Paolo Villaggio....).
Si tratta infatti di un'opera intessuta di genuina poesia, con personaggi tratteggiati con maestria e acuta sensibilità.

E visto che ci siamo inoltrati su argomenti diversi da quelli generalmente trattati sul forum, cogliamo l'occasione per segnalare anche la mostra di un caro amico dello Staff, Walter Boni, acquarellista che espone in una nota galleria di Modena. Visitando il relativo sito, si avrà l'occasione di ammirare tanti pregevoli acquerelli, e riprendersi dagli shock delle consuete esposizioni contemporanee:
http://www.acquerelliwalterboni.it/index.html
postato da: STAFF DI BELLA INSIEME (Modena) in data: 2009-04-02 19:08:32.0
Scusate la domanda banale, ma recentemente ho acquistato un forno a microonde e vorrei sapere se è vero che gli alimenti cucinati in questo forno potrebbero risultare nocivi, addirittura cancerogeni, come appare scritto in diversi siti. Per quel poco di Fisica che ricordo non riesco a vedere alcun nesso tra la cottura a microonde e lo sviluppo di tumori, ma gradirei la Vostra opinione. Grazie.

******
 

La domanda è tutt'altro che banale, ma dobbiamo confessare la nostra inadeguatezza a trattare l'argomento con pretese di scientificità. Le argomentazioni addotte contro questo sistema per cucinare i cibi sembrerebbero pertinenti e puntano il dito sulla creazione di radicali liberi e la distruzione di vitamina C ed acido folico. Qualche ricercatore (Prof. Bernhard Blanc - Losanna) ha parlato di indotta diminuzione del tasso di emoglobina e dei linfociti e di un possibile effetto cancerogeno.
Di primo acchito ci sembra un po' eccessivo, ma visto il contagio di mode alimentari deleterie (dalla prima colazione all'americana ai cibi conservati), preferiamo tenerci il caro, superato, vecchio pentolame tradizionale, che come buona parte delle cose di una volta ha ottime probabilità di rappresentare la scelta migliore.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.

postato da: Giovanni (Carrara) in data: 2009-04-02 19:07:45.0
Quando una persona ci lascia, quando non è più con noi e non possiamo più toccarla, o sentire la sua voce sembra scomparsa per sempre. Ma un affetto sincero non morirà mai. Il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola.
Un caro saluto a Lei Nicoletta e a suo figlio.  
Marisa
postato da: Marisa (provincia di Milano) in data: 2009-04-02 15:23:10.0
Anche se a malincuore, dopo la scomparsa di mio marito mi sono avanzati alcuni farmaci tra cui la Longastatina Lar 20 di cui non saprei che farne. Mi potreste aiutare eventualemente a rivenderli?
Grazie Nicoletta

********


Signora Nicoletta, siamo sin d'ora disponibili a metterla in contatto con i lettori interessati. Se via e.mail ci autorizzerà, sarà nostra premura fornire i suoi recapiti a quanti ci contattassero scrivendo a info@dibellainsieme.org.
Un caro saluto

STAFF D.B.I.

postato da: Nicoletta (Novara) in data: 2009-04-02 11:50:07.0

...tardi...ma se ne accorgono!
Loredana

http://www.fondazionemichelangelo.org/default.asp?id=62


LAVORI NOTTURNI ELEVANO RISCHIO DI CANCRO AL SENO, RISARCIMENTI IN DANIMARCA - Roma, 16 marzo 2009-
Il Governo danese ha deciso sull’opportunità di risarcire le donne ammalatesi di tumore del seno per aver svolto il loro lavoro di notte. Questo, sulla base delle conclusioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), che ha inserito il lavoro notturno fra i fattori di rischio cancro al pari di steroidi, raggi ultravioletti e scarichi dei motori diesel. Sono già state risarcite 40 donne, mentre è stata rifiutata la richiesta di pazienti con altri casi di tumore del seno in famiglia. Secondo gli esperti dello Iarc - il ‘braccio’ dell’Organizzazione mondiale della sanità per la ricerca oncologica - il lavoro notturno aumenta il rischio di sviluppare questo tumore femminile, tanto che alla fine del 2007 è stato inserito nella lista dei ‘possibili’ agenti cencerogeni. “Le alterazioni del ritmo sonno-veglia, causati dai turni senza luce naturale - spiega Vincent Cogliano dello Iarc - possono ridurre la quantità di melatonina prodotta dall’organismo. Questo ormone è in grado di prevenire alcuni eventi ‘chiave’ nella strada che conduce al cancro”, spiega alla Bbc news, precisando che l’agenzia internazionale è giunta a queste conclusioni sulla base di numerosi studi. “Non avevo idea che il mio lavoro avrebbe potuto causarmi un simile danno alla salute”, afferma Ulla Mahnkopf, che si è ammalata di tumore del seno dopo 30 anni trascorsi da assistente di volo per la Sas, la compagnia aerea scandinava. “Ma quando ho smesso di volare - racconta - ho capito che è stato come uscire da un guscio. Ero condannata là dentro dal jet lag, adesso ho completamente un’altra vita”. A promuovere l’iniziativa del Governo danese è Andrew Watterson, specialista di medicina del lavoro alla Stirling University (Gb), che propone: “Il Governo britannico dovrebbe seguire l’esempio danese nell’affrontare la questione, un grosso problema di salute pubblica”. Ma l’Esecutivo ha fatto già sapere che non intraprenderà, al momento, la strada del risarcimento. 

postato da: lodesi (ba) in data: 2009-04-02 11:06:08.0

Abbiamo tradotto per i nostri frequentatori un articolo apparso il 26 marzo scorso su un giornale di sicura ortodossia e di altrettanto certo prestigio: The Economist. Anche in questo caso non ci risulta che alcuno degli zelanti quotidiani o periodici nazionali abbia commissionato ad uno dei propri zelantissimi redattori un articolo sul tema trattato, che richiama il coraggioso libro di Marcia Angell. Anche qui ci troviamo di fronte ad un fatto sconcertante: JAMA, una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo, che fino a qualche tempo fa sembrava seguisse una linea editoriale caratterizzata da una certa autonomia dal potere farmaceutico, è incappata in uno scandalo che non potrà non ledere, forse in modo irreversibile, la sua immagine. L'argomento è sempre lo stesso: la corruzione di ricercatori e di testate scientifiche ad opera delle case farmaceutiche. Ancora si parla di farmaci non oncologici, segno che il "tabù" concernente la terapia dei tumori sembra tuttora intangibile. Non ci resta che sperare in nuove e più coraggiose prese di posizione, limitandoci per il momento a prendere atto che qualcosa sembra si stia muovendo.

Per chi desiderasse accedere al testo originale: http://www.economist.com/science
/displaystory.cfm?story_id=13361480
 


Riviste scientifiche ed etica.

(Da "The Economist"- New York - 26 marzo 2009)

In passato, a volte i ricercatori sono riusciti a pubblicare studi clinici sui benefici di questo o di quest'altro farmaco senza peraltro rivelare i legami che avevano con le case produttrici del farmaco stesso. Una delle voci principali che propugnava l'esigenza di fare chiarezza su questi legami è stata la rivista JAMA (Journal of the American Medical Association).

A Catherine De Angelis, editore di Jama, l'anno scorso è stato assegnato il premio umanitario Catcher in the Rye (*) "in ragione del suo elitario ruolo nel proporre il tema dei conflitti d'interesse nel campo della medicina".

Per questa ragione è una specie di shock vedere che ora la sua rivista è travolta da uno scandalo relativo proprio a questo tema. La vicenda, che riguarda sia la mancata denuncia di interessi finanziari che presunti tentativi di sbarazzarsi dei delatori, ha già coinvolto altre riviste scientifiche nello scandalo. Il 20 marzo su JAMA è apparso un editoriale dove di parla di rivedere i criteri adottati per indagare su simili omissioni, ma questa nuova politica è di per sé stessa oggetto di attacchi.

Il problema è nato quando Jama, lo scorso maggio, ha pubblicato uno studio sulle misure migliori da adottare per prevenire la depressione da trauma. Un team di ricercatori guidati da Robert Robertson dell'Università dello Jowa, mise a confronto  le ipotesi di non ricorrere ad alcuno strumento terapeutico (limitandosi cioè a parlare), la somministrazione di Escitalopram (un noto antidepressivo conosciuto anche come Lexapro) ed un placebo. Il Lexapro è prodotto dalla Forest Laboratories, un'azienda americana sotto inchiesta da parte del dipartimento di Giustizia in quanto avrebbe commercializzato farmaci "per un uso pediatrico non autorizzato e pagato tangenti per indurre i medici a prescriverlo".

Lo studio ha esaltato le virtù del Lexapro, grazie anche alle espressioni usate dal suo autore. Nel "Usa Today", un giornale assai diffuso, il Dr. Robinson ha insistito sul fatto che "ad ogni paziente reduce da un trauma dovrebbe essere somministrato un antidepressivo". Ma lo studio non evidenzia una solida giustificazione di questa affermazione. Al contrario, è emerso che sebbene entrambe le forme di trattamento siano risultate più efficaci di un placebo, non esisteva alcuna differenza statistica tra il ricorso ad una terapia consistente in colloqui e quella fondata sul Lexapro.

Sennonché, come hanno rimarcato Jeffrey Lacasse dell'Università dell'Arizona e Jonathan Leo della Lincoln Memorial University in una lettera pubblicata da Jama lo scorso ottobre, nel suo articolo il dottor Robinson ha omesso di chiarire questo fatto fondamentale. In risposta alla lettera pubblicata da Lacasse e Leo, il Dr. Robinson ed i suoi collaboratori hanno riconosciuto sì che il Lexapro non dava risultati migliori della terapia colloquiale, ma hanno continuato ad insistere sul fatto che la loro omissione non intendeva indurre a scelte sbagliate.

Per peggiorare le cose, essi avevano accettato denaro dalla Forest Laboratories, senza peraltro dichiararlo. Tale circostanza emerse perché, dopo la pubblicazione della risposta di Robinson, il Dr. Leo fece una ricerca su Google, scoprendo che in passato Robinson era stato pagato dalla Forest per tenere conferenze. Leo informò JAMA di questa omessa notizia, ricevendo l'assicurazione che la rivista avrebbe indagato sul fatto rivelato. A questo punto delle cose, passarono cinque mesi di silenzio assoluto - si desume che JAMA non aveva alcuna intenzione di procedere - prima che il Dr. Lacasse pubblicasse le rivelazioni (sue e del Dr. Leo) sul British Medical Journal (BMJ) il 5 marzo. Ciò ha provocato una reazione di fuoco da parte di JAMA. Secondo Leo e Lacasse, la D.ssa De Angelis avrebbe telefonato al Dr. Leo ed al suo capo per esprimere il suo risentimento in termini molto pesanti. Leo e Lacasse sostengono che JAMA ha minacciato per ritorsione di  rifiutare la pubblicazione di loro lavori sulle sue prestigiose pagine, anche se la De Angelis nega l'addebito.

Ora il Dr. Robinson riconosce di avere lavorato, in veste di dipendente pagato della Forset Laboratories, "nel 2004 e forse nel 2005". La mancanza nel rivelare tutto ciò ha tradito la linea tradizionale di JAMA, anche se la rivista insiste sul fatto che questi rapporti (di Robinson) risalivano a cinque anni prima. Il Dr. Robinson si è scusato in una lettera pubblicata su JAMA l'undici marzo, attribuendo la sua omissione, come parecchi altri episodi similari, a "errori di memoria". Lo stesso giorno JAMA ha pubblicato la propria rettifica, confermando la veridicità delle affermazioni del Dr. Leo, come ora ammesso dagli stessi protagonisti del fatto.

Sembra che JAMA avesse deciso, prima ancora che la lettera di Leo e Lacasse apparisse sul BMJ, di pubblicare la propria rettifica l'undici di marzo. Però il nuovo staff editoriale di Jama, nove giorni dopo, annunciò la propria richiesta che i delatori non informassero i mass-media o altre riviste per tutto il periodo - di settimane o mesi - che si riservava per prendere la decisione di indagare o meno. Sia l'editore del BMJ che un ex direttore del New England Journal of Medicine hanno criticato questo atteggiamento dalla mano pesante. Cosa potrebbe giustificare una politica che chiede ai delatori di rimanere in silenzio per compiacere una rivista nell'occhio del ciclone?

L'editoriale di JAMA spiega che la nuova linea editoriale nasce dal desiderio di "garantire un adeguato processo di indagine e, soprattutto, per tutelare l'integrità della scienza ed il buon nome della rivista". I primi due obiettivi sono lodevoli, ma la regola del silenzio sembra finalizzata al terzo obiettivo, quello di tutelare sé stessa. Se Jama non agisce con scrupolo, come dichiara di voler fare il nuovo corso, potrà raggiungere solo i primi due obiettivi.


 

(*) Nostra nota. Titolo originale del celebre romanzo di J. D. Salinger, pubblicato in Italia come "Il giovane Holden". (l'espressione Catcher in the Rye, tratta da una poesia di Robert Burns, è pressoché intraducibile: letteralmente significherebbe "colui che afferra tra la segale").
postato da: STAFF DI BELLA INSIEME (Modena) in data: 2009-04-01 23:16:09.0
Salve, vorrei sapere se a Catania ci sono dei centri o dei medici che trattano il metodo Di Bella. Grazie in anticipo.

*********

Non esistono "centri" (nè a Catania nè altrove), ma può contattare il "Punto di ascolto Mdb - Catania" al cell. 340/402.23.34, che può darle informazioni precise ed affidabili. Ovviamente noi siamo sempre a disposizione presso il nostro indirizzo e.mail info@dibellainsieme.org .


 

STAFF D.B.I.

postato da: davide (catania) in data: 2009-04-01 21:05:15.0
Mi chiamo Elisa e prendo il multivitaminico a scopo preventivo.
Vorrei sapere se può assumerlo, sempre a scopo preventivo, anche mio marito che è diabetico.

Grazie, cordiali saluti
Elisa A.

********

Il ricorso al multivitaminico (o soluzione di retinoidi) non solo è possibile, ma particolarmente consigliato per suo marito.
Questo, sia in quanto il diabete è un fattore predisponente per la comparsa di forme neoplastiche - nei confronti delle quali il multivitaminico esercita una sicura azione preventiva - che per l'azione benefica dei retinoidi su neuropatie ed alterazioni arteriose non di rado ingenerate dal diabete.

Un cordiale saluto


 

STAFF D.B.I. 

postato da: elisa (roma) in data: 2009-04-01 13:48:31.0
Cara Signora Nicoletta,

volevo solo esporle tutte le mie più sincere condoglianze.
So che è molto difficile in questo momento andare avanti. Per quanto sia difficile da credere, tutte le persone che le hanno scritto e non solo, anche se a lei sono sconosciute le sono vicine con il cuore in questo triste momento, me compreso, perchè hanno avuto come lei chi più o chi meno, la sua stessa esperienza.
Lei non sa che cosa grande ha saputo fare per suo marito,anche solo aver fatto la cura MDB per 3 mesi, gli ha dato quella dignità che un uomo non dovrebbe perdere mai in tutta la sua vita, anche di fronte alla morte.
Un  mio lontano zio aveva lo stesso male di suo marito era un uomo robusto e forte, la malattia e ancor più le cure, l'avevano reso lo spettro di sè stesso, le sofferenze da lui patite avevano dato una luce scura nel suo viso.
Se lei con solo il suo coraggio e l'MDB è riuscita a togliere questo travaglio al suo caro, può solo esserne orgogliosa!  
Porti la sua esperienza fuori se lo riterrà opportuno e tante altre persone, ne sono sicuro, le saranno riconoscenti.
Un abbraccio forte:

-Antonio Romagnoli-
postato da: Antonio Romagnoli (genzano) in data: 2009-03-31 21:52:28.0

Cara Nicoletta, anch'io vorrei mandarle un abbraccio di coraggio che le infonda speranza e serenità a Lei e al suo bambino per andare avanti in quella strada che Qualcuno ha disegnato per noi ma che alcune volte è incomprensibilmente dolorosa. Penso ci sia un unica cosa per cui vale la pena di vivere e per cui la nostra vita ha un senso, l'Amore quello con l'A maiuscola e per chi ha il dono della fede la certezza che la nostra vita sia solo un fruscio di fronte alla vita più bella in cui incontreremo tutte le persone a cui vogliamo bene che ci hanno lasciato.
Credo che lei Nicoletta abbia quell'Amore di cui parlo, che le ha dato la forza e la lucidità, pur in un momento di grande dolore, di testimoniare una verità che potrà essere utile a molte persone.
La forza che viene da questa capacità d'amare, sono sicura che l'aiuterà nel proseguire la sua strada insieme al suo bambino nel migliore dei modi.
La maggior parte di noi che scriviamo o leggiamo questo forum, abbiamo vissuto o viviamo direttamente o indirettamente il dolore, la sofferenza e anche la solitudine  che questa malattia porta con sè  e quindi ognuno di noi nelle sue possibilità deve assolutamente cercare di fare qualcosa perchè tutto cambi.
Un saluto affettuoso
Raffaella

postato da: Raffaella (Velletri(Rm)) in data: 2009-03-31 20:20:00.0
Sono stata malata e ho visto finire tante persone che avevano la mia stessa malattia. La cosa che ho sentito dire più spesso dai familiari è che il loro caro era finito tanto tempo prima, perchè da molto non era più lui ma una maschera tragica di quello che era prima. Cara Nicoletta, questo che ti dico non diminuisce di certo il dolore, ma può aiutarti pensare che tuo marito si è spento rimanendo sè stesso.
Ti sono vicina, come tutti gli altri amici.
Sophie
postato da: Sophie R. (prov. Siena) in data: 2009-03-31 19:09:28.0

Nicoletta, un pensiero sentito per te.
Alida

postato da: Alida M. (Roma) in data: 2009-03-31 18:56:37.0
Cara Nicoletta, le parole certamente oggi non possono superare la barriera di dolore che prova lei e suo figlio, per cui mi limito a dedicarvi un pensiero silenzioso e una preghiera per l'anima di chi ci guarda e veglia a cui si è aggiunto il suo amato marito che, se pur non ha avuto il destino che si attendeva in questa vita, avrà certamente ottenuto un grande privilegio nella nuova vita a cui siamo destinati tutti. E, se se la sente, faccia quel che ha in mente, diffonda la cultura del MDB, ora che ne ha compreso il grande valore e importanza.
postato da: Sante (Lugo) in data: 2009-03-31 18:16:07.0

E' con grande commozione che io e il mio bambino di 10 anni abbiamo letto le risposte su questo sito. Grazie delle belle parole, faremo in modo di far conoscere la terapia del Prof. Di Bella sempre a piu' persone.
Nicoletta

postato da: nicoletta (novara) in data: 2009-03-31 17:41:27.0

Il mio abbraccio a Nicoletta,
con la speranza che sappia sempre di aver fatto la cosa giusta, sono stati sbagliati solo i tempi ma non per tua volontà...è doloroso, ma devi continuare per la tua strada anche senza di Lui! Fisicamente non c'è più, ma la sua anima ti accompagna e ti sorregge e ti indica la giusta via.
Ti abbraccio

Loredana

postato da: lodesi (ba) in data: 2009-03-31 17:20:10.0
Apprendo con sincero dolore la scomparsa del marito di Nicoletta, alla quale desidero rammentare, per trarne forza e speranza, le parole di San Paolo nella sua prima lettera agli abitanti di Tessalonica: "Inoltre, fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza circa quelli che dormono nella morte, affinchè non vi rattristiate come fanno anche gli altri che non hanno speranza. Poichè se la nostra fede è che Gesù morì e sorse di nuovo, così anche quelli che si sono addormentati nella morte".
Questa è l'unica speranza che oggi dà un senso alla mia vita.
postato da: natale (catania) in data: 2009-03-31 15:51:22.0
                                         A Nicoletta
49 erano anche gli anni di un mio carissimo amico portato via dallo stesso male in appena 6 mesi e senza il conforto della cura del nostro Professore.
Le auguro con tutto il cuore che il ricordo della persona amata l'accompagni in ogni istante della sua vita nella consapevolezza che nel tempo senza tempo la dividerà nemmeno un batter di ciglia.
Sentite condoglianze.
postato da: Nivel Egidio Ruini (Modena) in data: 2009-03-31 00:04:10.0
Volevo porgere le mie più sentite condoglianze a Nicoletta e ai suoi famigliari e dedicarle questa poesia


Non fermarti davanti alla mia tomba a piangere
non sono lì, non dorme la mia anima
sono il soffio di mille venti
sono la neve che brilla come diamante
sono un raggio di sole che splende in estate
sono la leggera pioggia autunnale.
Non fermarti davanti alla mia tomba a piangere
non sono lì perchè non è morta la mia anima.


Simone

postato da: Simone (Lendinara) in data: 2009-03-30 22:14:14.0

Per quanto non ci si conosca è sempre un dolore leggere casi come quello di Nicoletta. 
Credo non ci sia nulla di più disarmante della sensazione di impotenza di chi si ritrova solo in un attimo, senza  avere avuto nè il tempo di agire, nè quello di reagire o di farsi una minima ragione di quello che stava accadendo.
Sentite condoglianze.
Marco.

postato da: marco l (varese) in data: 2009-03-30 21:24:09.0
Vorrei porgere le mie più sentite condoglianze alla Sig.ra Nicoletta e ai suoi famigliari, certo che non aver sofferto è già tanto, pur nella disgrazia, dal momento che mio padre ha sofferto praticamente subito ed è morto in soli tre mesi. Forse però la cosa triste è che da sei anni ad oggi non c'è nessun passo avanti, per cui sarebbe il caso di fermarci e iniziare a pensare cosa stanno facendo le menti pensanti, perchè da 6 anni e più non è cambiato niente e non cambierà niente, ma la cosa triste che il marito della Sig.ra Nicoletta aveva SOLO 49 anni.

Un saluto tristissimo e pieno di rabbia.
postato da: Mauro B. (Bologna) in data: 2009-03-30 19:34:34.0
Ieri mattina dopo 7 mesi dalla diagnosi di tumore al pancreas e 3 mesi di terapia Di Bella mio marito si e' spento all'eta' di 49 anni. Credo che grazie alla terapia non abbia sofferto come ci avevano prospettato gli oncologi e con loro grande meraviglia non assumeva antidolorifici nè portava il cerotto. Glielo hanno messo il giorno prima di morire quando ha cominciato a soffrire.
Nicoletta


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Nicoletta, le esprimiamo la nostra vicinanza al suo dolore, sicuri che tanti che la leggono si uniranno ai nostri sentimenti di partecipazione.
Lei ci scrive il giorno successivo alla perdita del suo caro, e questo è un ulteriore motivo di commozione.
Un abbraccio da tutti noi


 

per STAFF DI BELLA INSIEME
Adolfo Di Bella
postato da: nicoletta (novara) in data: 2009-03-30 17:01:39.0
Buon giorno a tutti e a lei Adolfo.
Oggi scrivo per avere delle informazioni.
Già da due anni faccio la MDB (felicissima di farla e dei risultati) ma con molti sacrifici economici. Il medico che mi segue mi ha detto che dovrò farla ancora completa per un altro anno.
Purtroppo la mia bambina di tre anni ha dei problemi agli occhi e abbiamo iniziato un tour di visite costose con relativi occhiali costosi. Questo ha minato completamente il fragile equilibrio economico della mia famiglia.
Chiedevo se esistono delle associazioni che possono aiutare le persone che come me ne hanno bisogno.
Grazie per l'ascolto e un saluto a tutti, che "leggo" sempre sul forum!
Un saluto speciale a lei Adolfo.
Silvia

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Cara Silvia,
Provvedo a contattarla via e.mail. Credo che dovrebbero essere presenti le condizioni per un ricorso diretto ad ottenere i farmaci della terapia a carico della Asl di competenza.
Un caro saluto

Adolfo Di Bella
postato da: silvia (cavaso) in data: 2009-03-28 20:12:29.0
Poche parole con una concentrazione pazzesca di concetti medico-scientifici. Anche se non avessi saputo che era un'intervista del Professore non avrei avuto dubbi.
Gli altri?.....Ma non esistono "altri"! Al massimo potrebbero andare a pascolare "li pecuri".
Un saluto allo staff e grazie per la riproposizione dell'articolo. Ne aspettiamo altri, mi raccomando.
postato da: M.A. (Modena) in data: 2009-03-28 13:52:00.0
Ci è capitata sotto gli occhi una breve intervista concessa dal Prof. Luigi Di Bella al Dr. Giovanni De Carlo, Direttore Responsabile  della rivista trimestrale "Incontri", e pubblicata nel numero di luglio-settembre 1999 della stessa. La riproponiamo ai nostri frequentatori in quanto tratta argomenti oggetto di interesse e di frequenti domande.

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- Professore, qual è il modo migliore per favorire il processo digestivo?

- Se si mangia masticando bene, sminuzzando il cibo, senza bere, mescolandolo soltanto con la saliva, una grande quantità di malattie dell'apparato digerente si elimina. Bere significa soltanto diluire i succhi gastrici, allontanare e complicare le possibilità di digestione; non masticare con cura vuol dire non ridurre il cibo in particelle, con le complicazioni che ne conseguono.


- Si può bere durante i pasti?


- Non lo consiglio. I cibi ingeriti si stratificano all'interno dello stomaco il quale, a contatto con essi, secerne pepsina e li digerisce. Se si beve, la secrezione dei succhi gastrici viene diluita e questo provoca il peggioramento del processo digestivo. Si può bere un po' prima dei pasti senza influire sulla digestione stessa.


- E' possibile migliorare la funzionalità dell'intestino?


- Entro certi limiti, ma è necessario favorire al massimo sia il movimento che la secrezione dei succhi intestinali.


- Con l'alimentazione è possibile prevenire i tumori?


- Si tratta di una domanda alla quale non si può ancora rispondere con sicurezza. E' dimostrato che attraverso un'adeguata nutrizione - se si assumono per esempio cibi a base di fibre vegetali contenenti i cosiddetti fitoestrogeni, sostanze che si trovano, appunto, nei vegetali (fito) e che hanno attività apparentemente estrogenica ma non cancerogena - è possibile sviluppare un'efficace azione di prevenzione, ma entro limiti non ancora del tutto noti. Più in generale, si può dire che la prevenzione comincia con una attenta anamnesi familiare (e personale) per verificare se in passato ci sono stati casi di tumore. Essa, accoppiata a un'adeguata alimentazione, consente di formulare la profilassi più adatta. Non dimentichiamo che i tumori hanno diverse cause, non ultime, la caratteristica dell'ambiente di lavoro (quante vittime ha fatto l'amianto!) o un fatto traumatico.


- Anche di tipo psicologico?


- Teoricamente sì. Un dolore prolungato, un dramma, un dispiacere, possono provocare alterazioni importanti nella secrezione dei succhi gastrici e con queste l'insorgenza di un'affezione tumorale. Lo stomaco è l'organo maggiormente esposto, ma ci sono anche fegato e pancreas. Se, come detto, questi fenomeni durano nel tempo, possono sconfinare nel tumore.


- E' vero che i raggi solari sono dannosi?


- Dipende dalla qualità, dall'intensità e dalla durata dell'esposizione. All'alba e al tramonto lo strato di atmosfera attraversato dai raggi solari ne attenua la potenziale dannosità. Il movimento, con l'attivazione del circolo, diminuisce i danni che si avrebbero se si rimanesse immobili in identiche condizioni ambientali. Hanno inoltre importanza l'altitudine, l'ora di esposizione, il grado di umidità e le caratteristiche anatomo-fisiologiche della pelle.


- Professore, per concludere, un suggerimento semplice per mantenersi in forma.


- Rimanere fedeli alla natura il più possibile, mangiare di tutto un po' e un po' di tutto, come si suol dire, senza mai esagerare. Le diete alla moda, per lo più dimagranti, non hanno senso: servono soltanto a rovinare la salute.

postato da: STAFF DI BELLA INSIEME (Modena) in data: 2009-03-28 11:19:00.0
Per inviare una donazione alla fondazione Di Bella non occorre anche l'indirizzo??


 

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Crediamo sia sufficiente il C. Fiscale. Comunque la sede legale è Novellara (Re).
Cordialmente


 

STAFF D.B.I.
postato da: LUIGI (Sant'Antimo) in data: 2009-03-26 17:10:54.0

Oscar guarito Sperimentato con successo un mix di vitamina e monossido di azoto

Il cane e il farmaco che batte il tumore

Dopo l'esito positivo su altri animali i ricercatori dell'Ohio lo proveranno sull'uomo.


NOTIZIE CORRELATE

Come funziona

Oscar è ormai una celebrità. La sua storia comincia quando si ammala di tumore, un adenocarcinoma dell'intestino molto maligno: non si muove più e può sperare di sopravvivere solo tre mesi. La chemioterapia e la radioterapia non servono a niente, così sperimentano su di lui un farmaco, nuovissimo, che fa il miracolo: il cancro scompare e lui torna a camminare.

Oscar è un paziente speciale: è un cagnolino, un Bichon frisè, di quelli che hanno il pelo bianco e un po' riccioluto e ha dieci anni. La sua fortuna (e dei suoi padroni) è stata quella di incontrare un gruppo di oncologi della Cleveland Clinic, in Ohio, che da un bel po' di anni stavano studiando un farmaco che funzionasse come un cavallo di Troia: capace cioè di penetrare, inosservato, nelle cellule tumorali e di liberare, una volta dentro, l'arma capace di distruggerle.



Un «Bichon frisè», come quello curato con il nuovo farmaco

MILANO -


IL FARMACO - Il farmaco è la nitrosilcobalamina, un mix di vitamina B12 e di monossido di azoto (NO): la B12 entra nelle cellule attraverso recettori presenti in gran numero sulla superficie (perché questa vitamina è indispensabile alla proliferazione cellulare) e libera NO che è tossico. Così Oscar-il miracolato ha conquistato la platea al congresso annuale dei chimici americani a Salt Lake City, dove è stato presentato il caso, e la sua fotografia sta facendo il giro del mondo. Dopo di lui sono stati curati, con la nitrosilcobalamina, altri due cani, con buoni risultati e senza effetti tossici: Buddy, un golden retriver di sei anni, con un tumore della spina dorsale e Haley, uno schnauzer gigante di 13 anni, con un tumore della tiroide: la risonanza magnetica e gli ultrasuoni hanno dimostrato una riduzione della massa per entrambi. Quando la lista comprenderà dieci «casi clinici » in tutto, i ricercatori chiederanno all'Fda, l'ente americano per i farmaci, l'autorizzazione per la sperimentazione sull'uomo.


Cani e uomini sono molto simili da un punto di vista genetico e l'idea che ha avuto Joseph Bauer, coordinatore della ricerca, è intelligente: offrire subito un'opportunità di cura agli animali ammalati di cancro (Negli Usa sono 6 milioni) e ricavarne informazioni per salvare, in prospettiva, anche i pazienti.

Del resto uomini e cani si ammalano allo stesso modo anche perché, genetica a parte, sono esposti agli stessi rischi ambientali.


TUMORI NEI CANI - E come sta avvenendo per noi umani, anche nella popolazione a quattro zampe i tumori sono in aumento «Sono in crescita - spiega Laura Volontè, specialista all'Ospedale Veterinario Città di Pavia - anche perché aumenta l'età media degli animali, perché c'è più prevenzione e una maggiore disponibilità a curare. Anche i proprietari sono più attenti alla salute degli animali». I tumori più frequenti sono quelli della pelle, della mammella nelle femmine e dei testicoli nei maschi, ma ci sono neoplasie che si manifestano più frequentemente in certe razze. «Il Golden retriever per esempio - continua Volontè - si ammala di emangiosarcoma, un tumore della milza. Ecco perché nelle razze a rischio sarebbe bene, attorno agli otto anni, fare un'ecografia dell'addome». Anche per i cani si sta cominciando a parlare di prevenzione e di diagnosi precoce, oltre che di nuove chemioterapie.



Adriana Bazzi Nobile.


..della serie, anche gli oncologi piangono...che tristezza adesso pure gli amati cani come prossime cavie, non bastavamo noi e i topolini...chissà quale sarà il prossimo animale a sperimentare una cosa che funzioni...


Un saluto.

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Si tratta dello stesso articolo richiamato dal link indicato da Pasquale.
Ci sembra veramente paradossale pensare di affrontare i tumori con l'unica vitamina che può incentivare la crescita e con la solita sostanza tossica. Sarebbe un po' come curare le ustioni con l'acqua bollente.
A parte un'affermazione della quale è bene prendere nota "...adenocarcinoma dell'intestino.....la chemioterapia e la radioterapia non servono a niente...." (almeno un'affermazione esatta), l'unica novità è che l'establishment è ridotto a pungolare i mass media per dare notizia sul fatto epocale....che tre cani presentano una "...riduzione di massa..." dopo questo fantasmagorico trattamento! Siamo...anzi, sono messi davvero male.
Ci sia concessa una piccola osservazione "un'anticchietta" indignata: sul lavoro pubblicato su NEL ed oggetto della nostra discussione del 30/12/2008,
(http://www.dibella.org/discussione.
do?idDiscussione=7998
)
silenzio assoluto, anche se si tratta di un carcinoma mammario multifocale (umano...) guarito unicamente con il MDB, mentre con tre "riduzioni di massa" di poveri amici a quattro zampe si gonfiano le gote di giornalisti per intonare la fanfara!!!

La morale: se volete evitare di essere smentiti dai fatti, non dite mai che è impossibile scendere più in basso di così. Ormai bisogna rassegnarsi non solo all'impossibile, ma anche al...più impossibile.
Saluti

STAFF D.B.I.

postato da: Mauro B. (Bologna) in data: 2009-03-26 13:09:52.0



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