per specifiche informazioni di carattere medico o scientifico, potete visitare il sito ufficiale www.metododibella.org


Commenti scritti nel Forum

Cari amici del forum,vi giro l'ennesima turlupinatura ed una ripugnante mercificazione della mercificazione dei tumori dall'osannato Corriere della Sera Salute, il quale riporta senza la più ben che minima vergogna tale spazzatura. Io non ho più parole per descrivere il senso di nausea che mi assale, spero ne abbiate voi.
                                ENNESIMA TURLUPINATURA

Sconfitta la «triplice resistenza»
dei tumori al seno

Una nuova categoria di farmaci chiamati Parp-inibitori efficace nelle forme più aggressive

Sono la bestia nera degli oncologi, ma stanno per essere domati: parliamo dei tumori al seno «triplo-negativi», così chiamati perché non hanno i tre classici bersagli che possono essere colpiti dai farmaci. E cioè: i recettori per gli ormoni estrogeni e progestinici e il recettore Her 2 (quello contro cui sono diretti i nuovi farmaci intelligenti). Questa loro triplice resistenza li rende particolarmente difficili da controllare e l’unica soluzione di terapia sono i classici chemioterapici. Almeno finora. Ma una nuova categoria di composti, diversa da tutte le altre, e presentata con una serie di studi a Orlando in occasione del meeting annuale degli oncologi americani (Asco), sembra davvero promettente: si chiamanoParp-inibitori (la sigla Parp indica un enzima che ripara i danni del Dna).

Dal nostro inviato
ORLANDO –
 
L’EREDITARIETÀ - «Questi tumori – spiega Luca Gianni dell’Istituto Tumori di Milano – crescono rapidamente, sono aggressivi e non danno grandi speranze di sopravvivenza. Non sono frequentissimi, ma rappresentano pur sempre un quindici per cento di tutti i tumori alla mammella».
I tumori triplo-negativi comprendono anche una quota di forme familiari, quelle che si ereditano e che sono legate alla mutazione dei geni Brca1 e 2 (geni che interferiscono con la capacità di riparazione del Dna delle cellule tumorali). «Se le cellule del tumore - spiega Gianni – acquisiscono la capacità di “autoripararsi” diventano anche resistenti ai chemioterapici: questi ultimi, infatti, funzionano proprio perché danneggiano il Dna della cellula e ne provocano la morte». Una volta individuato l’enzima-chiave di questi processi riparativi, appunto il Parp, i ricercatori hanno potuto costruire farmaci diretti contro il nuovo bersaglio: i Parp-inibitori, capaci di bloccare l’enzima e, quindi, la crescita del tumore.
 
RISULTATI - «I Parp inibitori – continua Gianni – funzionano se associati ai vecchi chemioterapici, come il cisplatino o la ciclofosfamide:
bloccando i meccanismi di riparazione del Dna, danno il via libera all’azione tossica di questi ultimi». All’Asco sono stati presentati i risultati di due studi con questi nuovi farmaci (ce ne sono cinque o sei in sperimentazione) in diverse combinazioni. Il primo condotto dal Bayor-Charles A. Sammons Cancer Center di Dallas, il secondo dal Kings College di Londra. Entrambi hanno dimostrato una maggiore sopravvivenza nelle donne trattate con il farmaco rispetto a quelle in chemioterapia soltanto (sopravvivenza che gli oncologi hanno definito «rilevante da un punto di vista clinico»: in qualche caso ha superato i sei mesi) e una riduzione delle dimensioni del tumore.

CANCRO ALL’OVAIO - «I risultati – ha commentato Andrew Tutt del Kings College – sono incoraggianti, ma andranno verificati con altri studi su un numero più grande di pazienti». Un altro piccolissimo studio ha dimostrato che uno di questi farmaci, sempre appartenenti alla categoria dei Parp-inibitori, funziona anche in certe forme di cancro all’ovaio dove è presente un’alterazione dei geni Brca.

Adriana Bazzi
abazzi@corriere.it


03 giugno 2009

                                     
MERCIFICAZIONE  DELLA  MERCIFICAZIONE

Arrossamenti della pelle, viso decolorito e unghie fragili

I nuovi cosmetici per nascondere
i danni delle cure
 
Una linea dedicata alle persone trattate con la chemioterapia
DAL NOSTRO INVIATO
ORLANDO — Sta nascendo una nuova cosmetica apposta per loro, per le donne che seguono una chemioterapia anti-tumore. I farmaci funzionano, soprattutto i più nuovi, ma a volte rischiano di compromettere estetica e femminilità: spesso si rivelano tossici per la pelle, provocano arrossamenti, pustole, prurito, bruciori, soprattutto al viso, che si aggiungono a un altro effetto collaterale delle terapie che è, dal punto di vista estetico, il più pesante per la donna: la perdita di capelli. Le statistiche dicono che almeno otto pazienti su dieci (uomini compresi) soffrono di disturbi alla pelle da chemio e allora si comincia a parlare di prevenzione, con l'aiuto della medicina cosmetica. «Antibiotici, cortisonici, ma anche emollienti e prodotti solari studiati apposta. Così — ha spiegato Edith Mitchell della Thomas Jefferson University di Philadelphia presentando la sua ricerca all'Asco, il meeting annuale degli oncologi americani a Orlando — siamo riusciti a dimezzare gli arrossamenti cutanei, anche gravi, provocati da un farmaco usato contro il tumore al colon, il panitumumab».
Intanto negli Stati Uniti sono nate aziende specializzate in prodotti «dedicati» a persone trattate con la chemio e studiati da équipe di oncologi, dermatologi e pazienti: balsami per gli eritemi che compaiono sui palmi delle mani e per la fragilità delle unghie, fondo-tinta per ovviare alla decolorazione della pelle e soprattutto filtri solari.

QUALITÀ DELLA VITA - L'attenzione all'aspetto fisico è una novità, ma quanto più aumenta la sopravvivenza dei pazienti, tanto più ci si deve preoccupare di tutto quello che riguarda la qualità della loro vita, compresa la salute «estetica». Da qualche tempo è nato negli Stati Uniti e si sta diffondendo in altri Paesi, Italia compresa, il progetto Look good... feel better («Migliora l'aspetto e ti sentirai meglio»). «È indispensabile sensibilizzare i pazienti a segnalare gli effetti collaterali delle terapie, soprattutto di quelle più nuove e ottimizzarne il controllo, anche quando riguardano l'estetica — commenta Giorgio Scagliotti, pneumo-oncologo all'Università di Torino e direttore del Dipartimento di Oncologia polmonare all'Ospedale di Orbassano —. Il nostro ospedale è diventato centro di riferimento regionale per un programma che prevede corsi settimanali di make up durante i quali le estetiste insegnano alle donne a prendersi cura della propria pelle, a scegliere il trucco più adatto a valorizzare il proprio aspetto e a nascondere i danni da terapia». Il progetto è appena partito ed è, almeno per il momento, rivolto a piccoli gruppi di persone. Ancora tutto da risolvere, invece, il problema della perdita di capelli, nonostante alcuni farmaci abbiano ridotto questo effetto collaterale e qualcuno tenti di usare soluzioni alternative, come il «casco raffreddante» che, almeno secondo una comunicazione presentata all'Asco, sembra avere effetti positivi. arazzi@corriere.it

Adriana Bazzi
03 giugno 2009


La fine della fine di certa immondizia umana semplicemente non esiste.

*********

Crediamo anche noi che nonostante la concorrenza nutrita ed ormai storica di turlupinature e sciocchezze scientifiche, questa volta si sia passato il limite.
Di gemme ce ne sono parecchie. L'affermazione che i chemioterapici danneggino i DNA è assolutamente dimostrata. Peccato che il danno non sia differenziato, nel senso che si dirige verso qualsiasi tipo di cellula, sana o cancerosa.
Ciò che amareggia è che si cerchi di aggirare la sempre più diffusa consapevolezza della nocività ed inefficacia della chemioterapia dicendo che se prima non funzionava....adesso si è posto rimedio alla cosa; senza tralasciare il fatto che si apre un nuovo mercato - con la prospettiva di ulteriori floridi utili - vendendo ai servizi sanitari di vari paesi non solo i chemioterapici, ma anche nuovi farmaci diretti (negli spot pubblicitari di accompagnamento) a rimuovere gli ostacoli della loro inefficacia. Un "colpo di genio" commerciale che nelle intenzioni dovrebbe salvare capre e cavoli.

Esilarante poi la seconda gaffe: quella di ricomprendere tra i "vecchi chemioterapici" (a parte la ciclofosfamide che esiste da una quarantina d'anni) il cisplatino. Lo sappiamo benissimo che si tratta di un chemioterapico datato, come sappiamo che è uno dei più micidiali: ma non si spiega come mai parecchi reparti oncologici del paese propongano terapie sperimentali (con tutti i ritorni connessi) basate sul cisplatino.

Il resto ci sembra veramente incommentabile. Non si mostra il minimo rispetto per i pazienti oncologici e le loro famiglie. Il cinismo raggiunge livelli impensabili quando si parla di  balsami per le unghie, per gli eritemi, di fondo-tinta per ovviare agli atroci effetti della chemio. E lo spot pubblicitario c'è alla lettera: "migliora l'aspetto e ti sentirai meglio"!
Tutto un business complementare si muove e nuovi parassiti si assiepano intorno ai martiri dell'ignoranza, della stupidità, della disonestà.
Non sfiora nemmeno lontanamente un cenno di resipiscenza, non si pensa nemmeno per un istante a cambiare strada e smetterla di martirizzare i malati. L'unica "novità" è l'imitare l'operato degli addetti delle agenzie funebri, che quantomeno cercano di cancellare dal viso delle salme i segni delle morti per trauma o per malattia. Ci si è spinti addirittura al macabro. 

Consentiteci di derogare una volta tanto alla misura lessicale alla quale solitamente ci conformiamo, per dire che le Walkirie della morte hanno raggiunto il Walhalla dello Schifo.


 

STAFF D.B.I.
postato da: Nivel Egidio Ruini (Modena) in data: 2009-06-03 18:00:39.0
Desideriamo segnalare ai nostri frequentatori che non ne avessero già preso visione, due filmati relativi a interviste al Dr. Giuseppe Di Bella.
Le interviste sono state curate da Filippo Malagola, e trasmesse tramite la rete TeleRomagna.
La prima tratta alcuni argomenti, concentrandosi particolarmente sulla sperimentazione del 1998 ed i motivi obiettivi di invalidazione.
La seconda tocca il tema della prevenzione, delle cause dell'insorgenza tumorale, della conferma scientifica di tutto il lavoro del Prof. Luigi Di Bella.
Per un accesso immediato ai filmati:

1° filmato:

http://www.metododibella.org/it/mdb/dettaglioRassegnaStampa.do?task=dettaglioRassegnaStampa&id=62160&idAreaStampa=11759&pre1=VIDEO%20e%20FILMATI

2° filmato:

http://www.metododibella.org/it/mdb
/dettaglioRassegnaStampa.do?task=dettaglioRassegnaStampa&id=
62169&idAreaStampa=11759&pre1=VIDEO%20e%20FILMATI
postato da: STAFF DI BELLA INSIEME (Modena) in data: 2009-06-02 17:02:53.0
Un saluto a tutti. Non è passata sera che non abbia guardato il forum. Volevo dire anzitutto che per quanto mi riguarda va tutto bene e sto benissimo. Poi volevo dire a chi ha iniziato la cura di farla con fiducia e tranquillità. Io non ho avuto problemi nemmeno all'inizio e mi sono sentita tanto più in forze che anche se i primi giorni mi sentivo al mattino come se avessi fatto una grossa cena non me ne accorgevo neanche. Avevo un linfoma n.h. e anche brutto a quanto dicevano ma ormai ho gli esami di una bambina. La mia fortuna è stata che ho rifiutato di fare qualsiasi cura e ho iniziato subito con il Mdb. Credo che chi ha fatto altre cure prima deva avere più pazienza, ma che presto tutto si metterà a posto. Non fatevi abbattere dai problemi ma tenete duro e vedrete!
Un saluto a tutti e un grazie per avermi indicato la strada per ritrovare la tranquillità e la vita.
postato da: Sara d.A. (PN) in data: 2009-06-01 21:38:00.0
Buongiorno, ho trovato su internet un articolo su una nuova cura del mesotelioma pleurico, vorrei cortesemente una vostra opinione:

http://www.sienafree.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2469:nuova-cura-per-mesotelioma-pleurico-a-siena-il-primo-trattamento-al-mondo&catid=142:siena&Itemid=198

Cordiali saluti
Guido

**********

Si tratta anzitutto di uno studio in corso, che non può certo classificarsi quale nuova cura. In secondo luogo costituisce, a nostro parere, il solito, esasperantemente monotono e miope percorso, visto che pretende di affrontare un cancro con un'unica sostanza o classe di sostanze. Qui siamo di fronte al solito anticorpo monoclonale, epigono di una collana di fallimenti e tonfi clamorosi e sistematici. Ma si continua imperterriti.
Gli accenni del "razionale" scientifico sotteso da questo studio fanno poi cadere le braccia: "....togliere il freno al sistema immunitario.....potenziare la risposta immunitaria al tumore......": non ci sembra linguaggio scientifico questo, ma autopromozionale. Naturalmente la stampa, sempre così....prudente quando si parla di guarigioni documentate con una terapia come il Mdb (sorretta da sessant'anni di ricerca rigorosa e decine di migliaia di pubblicazioni relative alle sue componenti) è prona e pronta di fronte a dichiarazioni provenienti da certi ambienti.

Il freno bisognerebbe metterlo, non toglierlo, e non al sistema immunitario, ma a chi continua a spargere illusioni.
E' notizia di qualche giorno fa una singolare scommessa, consistente in una somma cospicua di denaro, vinta da un paziente inglese, che con un mesotelioma si è permesso (finora) di raggiungere i due anni di sopravvivenza: la controparte della scommessa sono gli oncologi britannici, i quali hanno affermato che non si conoscono sopravvivenze così lunghe in questo tipo di tumore.

Evitiamo altre considerazioni, per non ripeterci in quanto da anni andiamo scrivendo.


Cordialmente

STAFF D.B.I.

postato da: Guido (Genova) in data: 2009-06-01 18:23:09.0
Gentile sig.ra Betta, mi fa molto piacere che stia bene, per me è un incoraggiamento. Mio babbo sta facendo il MDB da circa 1 mese per un linfoma N.H. al quarto stadio e abbiamo scelto il MDB come prima terapia  rifiutando la chemio. E' un uomo di 74 anni ancora in forza che fino ad ora non ha mai avuto nessuna malattia. Abbiamo scelto la qualità della vita. Continua a fare la vita di prima, lavoretti di falegnameria, cura il vigneto e l'uliveto che abbiamo, alleva conigli.....Non avrei potuto sopportare di vederlo devastato da una terapia tossica, senza capelli, incapace di fare i suoi lavori o di andare  nel suo vigneto. La scelta non è stata facile, ce ne hanno dette anche a noi di tutti i colori, anche offese, ma eravamo e siamo determinati e convinti della scelta fatta. In ospedale ci hanno detto che siccome mio padre ha rifiutato la chemio....significa che vuole morire ....non vuole essere salvato....
Avere scelto il Mdb come prima terapia ci dà un pò più di speranza che la malattia possa regredire o quantomeno si blocchi, permettendo a mio babbo ancora qualche anno di vita dignitosa.
Secondo il dott. Adolfo ci sono già dei piccoli 'segni' di regressione della malattia, ma non vogliamo ancora cantar vittoria nè crearci illusioni, ma questi piccoli segni sono evidenti anche a me che non sono medico.
Cara Betta stiamo facendo la stessa strada...allora forza..andiamo avanti con coraggio e fiducia.
Un abbraccio.
Un saluto allo staff.
                               Angela
postato da: Angela (Pietrasanta) in data: 2009-06-01 12:19:44.0
Cara sigra Betta, complimenti per la giustissima scelta (MDB).
Io sono un medico e pure mia moglie con un Karcinoma al seno dx scelse in tutta libertà di curarsi con l' MDB rifiutando completamente consigli oncologici tradizionali: radioterapia e tamoxifene per cinque anni. Le posso garantire che si è trovata benissimo e senza dover patire nessun effetto avverso.  Un abbraccio e cordialità Michele.
postato da: Landolfi Michele (legnano) in data: 2009-05-31 18:50:04.0
Buon giorno. Sto facendo la cura Di Bella ormai da otto mesi per un ca. del retto (sviluppatosi da un precedente del colon). Mi sono affidata al Dr. ****** (omissis) su Vs indicazione e i galenici li prendo a Bologna.
I risultati. Non prendo più antidolorifici (erano pesanti e non bastavano mai prima di cominciare la cura D.B.) da dopo un mese che avevo cominciato. Niente perdite di sangue, la stanchezza è andata via e posso dire incrociando le dita che sto bene.
Il Dr. ****** (omissis) anche se i marcatori sono scesi tutti e gli esami del sangue sono buoni dice che andiamo bene ma che è troppo presto per dire di più. Tra poco devo andare a fare la tac e speriamo bene.
Io sinceramente non ho mai avuto problemi. L'unica volta è stato il giorno dopo che sono passata alle tre fiale di somatostatina, ma è bastato aumentare a 12 h e tutto si è sistemato. Non voglio pensare a prima e a quello che ho passato. Non si può esprimere. Mi sentivo come se entrassi e uscissi dalla mia testa e l'avevo data per persa, completamente. Ho sempre sopportato il dolore ma quando arriva quel dolore si è presi dal panico e anche la voce muore in gola. Non è solo la paura, questo è il meno. E' il ribrezzo per quello che si ha addosso. Una cosa che non riesco a spiegare.
Credo che noi malati ci dobbiamo ricordare bene come stavamo e se qualcuno ha avuto la fortuna di non stare male prima deve pensare che senza la cura giusta è solo questione di tempo.

La verità è che ci si abitua a stare male ma anche a stare bene e ci si dimentica. Ho fatto poca chemio perchè poi mi sono rifiutata, ma quando stavo da cane una volta l'infermiera mi ha quasi ripresa dicendo che non ero l'unica e che se tutti facevano come me c'era da uscire matti. Sono stata meglio il giorno in cui ero arrivata lì e poi mi sono come svegliata e mi sono detta che nessuno poteva comandarmi cosa fare. Me ne sono andata mentre me ne dicevano di tutte, e anche che non potevo!!! Io ho detto alla dottoressa che mi guardava come se fossi una delinquente e a momenti ringhiava che se lo facesse lei il resto dei flaconi.

Scusate se sono stata disordinata ma a ricordarmi certe cose mi si volta ancora lo stomaco. Adesso nessuno mi dice quello che devo fare e dipende da me se mi curo come si deve. Non mi permetto di giudicare nessuno, ma se la gente che era con me si fosse sentita come si sente qualcuno con la cura D.B. avrebbe baciato per terra.

Ciao a tutti e grazie per quello che avete fatto per me e fate per tutti.
postato da: Betta (Busto A.) in data: 2009-05-31 15:21:00.0

SALVE A TUTTI,
E' LA PRIMA VOLTA CHE SCRIVO SUL FORUM, MA HO SEMPRE SEGUITO LO STAFF DI BELLA FIN DAL 1997 E HO ANCHE AVUTO CONTATTI VIA E- MAIL CON ADOLFO PER CONSIGLI E SUGGERIMENTI, SEMPRE MOLTO ILLUMINANTI, SU VARI PROBLEMI.
PER FORTUNA NON PER CASI DI TUMORE.
VORREI RIPORTARE QUESTA NOTIZIA LETTA SUL SITO DI TGCOM.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli
/articolo451165.shtml

QUESTI  C.....I DI SCIENZIATI SONO ARRIVATI ORA A QUELLO CUI IL PROFEESORE ERA ARRIVATO 30 ANNI FA.
CHISSA' SE LO HA LETTO ANCHE QUEL C......E DI MENTANA.
MA FORSE NON HA NEANCHE LA LUCIDITA' PER CAPIRE.
UN SALUTO A TUTTO LO STAFF E UN ABBRACCIO A TUTTI I MALATI IN CURA.

*****************

Anzitutto benvenuto Fabrizio! 
Val la pena riportare in chiaro il testo al quale rimanda il link:

"
La vitamina D riduce i tumori
Gb, contro neoplasie a seno e intestino


La vitamina D prodotta naturalmente dal corpo umano dall'esposizione al sole o da alimenti come uova, latticini e olio di fegato di merluzzo, è una potentissima arma contro il tumore: in particolare riduce di un quarto l'incidenza di neoplasie al seno e di un terzo i tumori all'intestino. E' l'esito di una ricerca, pubblicata sull'Annals of Epidemiology, dell'università della California che raccomanda un uso di 2mila unità di vitamina D al giorno".



Un po' di amarezza, un po' di indignazione, un po' di soddisfazione. Il Prof. Luigi Di Bella, qualche settimana prima di chiudere gli occhi su questo mondo, disse: "Prenderanno da quello che ho fatto io una cosa di qua, un'altra di là, le cambieranno magari nome, diranno che non c'entra niente con la mia cura. Ma saranno costretti a farlo. E' solo questione di tempo. Prima o poi dovranno sbattere il muso sulla faccia del sottoscritto".

La vitamina D - per essere precisi la D3 - è stata usata dal Prof. Di Bella in campo ematologico e poi oncologico sin dalla seconda metà degli anni sessanta. Il suo impiego è stato descritto in lavori ed in comunicazioni fatte in congressi mondiali, ancora disponibili nell'archivio dei congressi stessi, oltre che in migliaia di prescrizioni, anch'esse disponibili.

Concludiamo con un'altra citazione che dovrebbe far meditare:

"
Uno dei tormenti degli uomini d'ingegno è che, quando una verità è stata detta, prevedono che finirà col prevalere, e intanto debbono assistere alla lunga e noiosa guerra che le si fa".
A. Manzoni



STAFF D.B.I.

postato da: FABRIZIO (POGGIBONSI) in data: 2009-05-31 09:30:15.0

Buongiorno, io e mio padre stiamo penando e non poco per riuscire ad ottenere la Longostatina dal SSN.
Non avendo risorse economiche illimitate, nel caso in cui non dovessimo riuscire ad ottenere la Longostatina da parte del SSN, e' meglio rinunciare alla somministrazione giornaliera della somatostatina o eliminare l'iniezione di Longostatina LAR 20MG ogni 25 giorni ?
Con la sola somatostatina si avrebbero comunque dei benefici o rinunciando alla Longostatina ( o viceversa ) si invalida una buona parte del MDB?
Vi ringrazio in anticipo per l'assistenza.

*********

La somatostatina giornaliera è il pilastro fondamentale ed irrinunciabile della terapia. La "Lar" è un complemento, che si indica perchè in alcuni casi potrebbe ulteriormente potenziarne l'effetto. Ed il medico ha il dovere di prescrivere ogni rimedio utile, anche se questo non dovesse portare che benefici marginali. La contattiamo comunque via mail.
Cordialmente

STAFF D.B.I.

postato da: Maria (Milano) in data: 2009-05-29 15:29:39.0
Un saluto a tutti!
Leggo ultimamente che molti che hanno iniziato il Mdb accusano problemi come la nausea. Mio padre è in cura da due anni e tutto va ottimamente e il male sta regredendo sempre di più e devo dire che anche lui nel primo mese che iniziammo la cura ebbe nausea e sensazione di vomito, ma poi il nostro medico di famiglia ci fece prendere delle pillole o compresse, ora non ho presente, che si chiamano Lisozima, e con queste non ha più avuto problemi perchè come disse il medico queste pillole creano un barriera alle pareti dello stomaco e alla fine papà si è trovato bene con questo prodotto.
Comunque prima di provare il Lisozima naturalmente dovete parlare prima con il vostro medico di famiglia.
Non vi scoraggiate e andate avanti, mio padre sta una favola e due anni fa ce lo riportammo dall'ospedale che non si reggeva quasi in piedi e oggi invece fa una vita normale e scoppia di salute nonostante ci avessero detto che a breve gli avremmo dovuto somministrare la morfina per non farlo soffrire a causa del male. Poi vi voglio raccontare un episodio.
Una volta un mio zio andò da una dottoressa oncologa che secondo lui era il meglio del meglio del meglio, la quale appena vide l'ultima tac che papà aveva fatto domandò allo zio "Ma da quanto tempo è deceduta questa persona?". Lo zio rispose che non era ancora deceduta, e lei disse "Ma gli state dando la morfina per non farlo soffrire?". No,rispose lo zio e lei ancora "Vi dò un suggerimento, non lo fate uscire di casa e non gli fate portare la macchina altrimenti se muore all'improvviso può provocare anche un incidente perchè ormai il fatto è imminente".
Come gia vi ho detto, da quel giorno sono passati due anni e grazie alla cura del professor Luigi Di Bella tutto va sempre meglio.
Spero che anche voi pian piano possiate ritrovare la serenità e la tranquillità che questo male toglie e state certi che questa intrapresa è la strada giusta.
Un abbraccio a tutti voi e un saluto ad Adolfo che in questi due anni è stato unico in tutto ciò che ha fatto per noi, ce ne fossero sulla faccia della terra altre persone come Adolfo e Giuseppe, il mondo girerebbe diversamente.
Un abbraccio!
*********

Anzitutto una piccola precisazione, Amedeo: le compresse alle quali ti riferisci erano probabilmente Zofran, assai utile per attenuare od eliminare il senso di nausea. Il Lisozima ha altre indicazioni d'impiego.

Ma, con riferimento a quanto scrivi, mi sembra, in tutta obiettività, che vi sia una eccessiva enfasi sui sintomi sgraditi di inizio terapia. Vale quindi la pena tornare in argomento.

- Anzitutto questi fenomeni sono nella netta maggioranza dei casi limitati in entità e durata.
- Molti pazienti, esasperati da quanto hanno dovuto patire per precedenti cicli di chemioterapia (che provocano ben altri sintomi collaterali), vivono in continuo ed esasperato allarme ogni fastidio, e tendono ad attribuire alla terapia ogni e qualsivoglia sintomo sgradito. A parte quanti soffrono di concomitanti problemi di salute personali.
- Come noto, sono pochi coloro che approdano al MDB senza precedenti esperienze terapeutiche. Queste lasciano sistematicamente una sgradita eredità di disturbi funzionali consistenti.
- La sintomatologia sgradita si può sempre eliminare o riportare entro margini modesti o modestissimi con la gradualizzazione dei dosaggi ed una "calibratura", fatta di modalità di assunzione adattate all'individuo, oltre che ricorrendo a specifici prodotti contro la nausea.
- Una parte di questi (modesti) problemi dipende da insufficienti indicazioni avute dai medici meno scrupolosi o - peggio - da galenici forniti da farmacisti preparatori improvvisati.

A parte quanto sopra, il tutto si riduce a periodi brevi o brevissimi di disagio, di entità sempre limitata.
C'è anche da osservare come, vuoi per la "stanchezza" più che comprensibile originata da precedenti e lunghi malesseri, vuoi per l'indole di ognuno, si tenda  ad attribuire ogni cosa, anche minimale o immaginata - alla terapia. Che, è bene ripetere fino alla....nausea, è una terapia biologica priva di tossicità.

Chi ricorre al MDB lo fa perchè è in pericolo di vita. Crediamo che, paradossalmente, questa considerazione a volte sfugga e non faccia cogliere l'opportunità che si è avuta. Il medico Mdb, se esperto e competente, elimina in pochi giorni o un paio di settimane gli inconvenienti che possono presentarsi; e, nei limiti di affidabile ma generico consiglio, lo Staff può dare qualche suggerimento, come fa rispondendo sempre e giornalmente ad una quantità di mail assai ingente ed in continua crescita.

Ma sinceramente non riteniamo nè giusto, nè equilibrato, nè utile al paziente, la cui serenità intendiamo tutelare con intransigente intransigenza, che eventuali e marginali problematiche di questo tipo occupino le pagine del forum, se non episodicamente e per i rari casi eclatanti.
Infine, nell'ambito di eventuali comunicazioni personali tra pazienti, non appare opportuno e soprattutto di giovamento personale e collettivo un esasperato confronto tra l'andamento dell'uno e quello dell'altro, il risultato in un determinato tempo di un caso e quello di un altro, la prescrizione seguìta dal sig. Rossi e quella della Sig.ra Bianchi, eccetera. Questo tipo di insicurezza - comprensibile finchè si vuole - porta qualche volta ad un beneficio grazie alle rassicurazioni date da persone più equilibrate e lucide a quelle più confuse ed incerte, ma rischia di generalizzare e contagiare un'ansietà, insita nella gravità del male, che non giova al buon esito della cura.
Da qui nascono certe peregrinazioni tra un medico ed un altro, il deteriore "fai da te" che porta ad un pericoloso ed empirico togliere ed aggiungere, aumentare o diminuire farmaci e loro dosaggi: come fa la maggioranza dei cittadini che ben raramente seguono le indicazioni del medico di famiglia. Forse, in questo caso, c'è una maggior percentuale di benefici che di inconvenienti, ma sicuramente non quando c'è in ballo un tumore.
Non si contano quanti vanno da un validissimo medico Mdb, poi scrivono a noi (che non possiamo certo sostituirci a chi sa molto di più), poi ad altri medici, e poi ancora a siti amici (come il Clamo): non si sa per quale scopo e, soprattutto, sistematicamente ricavandone confusione e maggiore incertezza. Non ci sembra nemmeno che questo modo di fare, che pure ci sforziamo di comprendere, sia corretto nei confronti del medico Mdb, specie se autorevole e competente.

Le conclusioni empiriche e spesso cervellotiche "questo mi fa bene, questo mi fa male" possono costare care.
La scelta del Mdb deve essere fatta in modo consapevole e convinto. Noi siamo qua per evitare che i malati cadano nelle grinfie di lestofanti e mistificatori, che abbondano sia tra medici che tra farmacisti: ma siamo qua anche per favorire il reciproco incoraggiamento (che non significa reciproca illusione) e scongiurare che i più fragili emotivamente e caratterialmente facciano involontariamente del danno agli altri ed altri ancora ne facciano le spese.

In conclusione, ogni patologia ha le sue peculiarità, il suo stadio, la sua evoluzione, ed ogni malato è un universo fisiologico a sè stante. Di qui l'improprietà di confronti e reciproci suggerimenti, specie quando non si ha la preparazione per valutare e cogliere utili spunti.
L'ideatore del Metodo, a parte la testa che il Padreterno gli aveva dato, ha studiato, penato, lavorato per una vita intera per mettere a disposizione quanto serve per contrastare e, ove possibile, stroncare un tumore.
Il paziente deve fare la sua parte, che non è facile, ma che costituisce l'indispensabile compendio perchè la terapia gli salvi la vita.

Un caro saluto

Adolfo Di Bella 
postato da: Amedeo (Napoli) in data: 2009-05-29 06:33:40.0
Questi dottori del niente, che si scandalizzano a sentir solo parlare del metodo Di Bella, salvo poi mostrare la loro totale ignoranza al riguardo o mancanza di rispetto per l'intelligenza altrui, quando gli chiedi un parere serio sul metodo. Tanto per dirne una: quando a mio fratello è stato riscontrato il suo male, preoccupati per le conseguenze delle chemioterapie che avrebbe dovuto affrontare, visti i tristi precedenti in famiglia, ho detto al suo oncologo, di un noto ospedale di Napoli, che volevamo seguire un'altra strada stavolta, allora gli faccio: "lei cosa pensa del MDB"...la risposta è stata: "ma lasci stare, non serve a nulla ...quelli non sono altro che ANTINFIAMMATORI".
Bene, delle due una, o lui mi ha preso per stupido, liquidandomi con questa frase in totale malafede, oppure è in buona fede ma di una ignoranza e superficialità colossali. Anche uno "stupido" come me  che abbia la curiosita e la voglia  di informarsi un po' riesce a capire che c'è una grande differenza tra degli antiinfiammatori e una cura complessa e articolata e sinergica come lo è il metodo Di Bella. Povera gente che passa per le mani di queste persone. Il saggio Salomone  diceva : "accorto è chi ha visto la calamità e corre ai ripari".
Un saluto a tutto lo Staff.
postato da: luigi (Sant'Antimo) in data: 2009-05-29 00:17:24.0
Buonasera, è la prima volta che scrivo sul forum; sono sempre stato in contatto con il Dr. Adolfo che ringrazio pubblicamente per esserci sempre  e per l'immenso supporto che dà ad ognuno di noi.
Mia moglie è affetta da Linfoma NH IV° stadio, e da poco più di un mese ha iniziato il MDB; come prima scelta terapeutica, scartando a priori quelle che sono le opzioni proposte dalla medicina ufficiale che tutti ben conosciamo. Anche lei, come il papà di Gianni, sta accusando degli effetti collaterali, tra cui marcata secchezza e screpolatura alla bocca, labbra, naso e occhi, peristalsi intestinale notevolmente rallentata, e coliche biliari.
Anche a noi hanno dovuto ridurre le posologie di taluni farmaci (Parlodel e Somatostatina) e siamo dovuti tornare indietro con la cura, con la speranza di riportarci a pieno dosaggio in futuro.
Cerchiamo di farci coraggio, ben consapevoli che non è una passeggiata, del resto si tratta di combattere un cancro e  i risultati positivi ottenuti con il MDB ci fan ben sperare e ci danno la forza per andare avanti, nonostante gli effetti collaterali. 
Inoltre da quanto ho letto, una volta che il male è regredito, la cura di mantenimento è più leggera.
Sarebbe interessante leggere le testimonianze di chi ha superato già questi problemi fornendoci dei suggerimenti pratici al riguardo.
Grazie.
Un cordiale saluto a tutti.  

Maurizio
postato da: Maurizio (Bari) in data: 2009-05-28 20:37:49.0
Buongiorno,
oggi ci siamo recati da un lontano parente oncologo per cercare di avere un piano terapeutico al fine di ottenere la Longostatina dal SSN.
Pur non avendo in alcun modo nominato il MDB, il dottore deve aver intuito qualche cosa e rivolgendosi a noi con sguardo di sufficienza, ci ha detto, peraltro in maniera gentile, che stiamo soltanto buttando via i nostri soldi in quanto non serve assolutamente a niente, e che nessun oncologo puo' essere compiacente verso tale metodologia prescrivendo la Longostatina.
Io credo che se avessimo detto che ci eravamo rivolti a Vanna Marchi per la cura del tumore forse ci avrebbero dato più credito..
Io sono una persona di intelligenza media ( credo e spero), laureata, ma nel mio lavoro, che peraltro è totalmente differente dal campo medico, non riesco ad avere le certezze che questi signori riescono ad avere nel giudicare la bontà o meno di una cura, io ho ancora la fortuna di pormi dei dubbi ogni tanto..
Io sono ignorante in campo medico per cui ovviamente non posso sapere a priori se funziona, se sì in che percentuale, o se non funziona per niente.
Nel mio piccolo però sono andata a vedere in internet tutti i componenti principali del MDB e la medicina "ufficiale" li riconosce, chi più chi meno, tutti antitumorali. Come mai il mix di questi farmaci, nei giusti dosaggi, non dovrebbe avere una funzione positiva nella cura del tumore ??
Non oso sperare in una guarigione, sarebbe chiedere troppo, ma anche se le condizioni di salute di mio padre rimanessero così' come sono per un po' di anni sarei oltremodo felice. So già che ovviamente per gli oncologi sarebbe la solita cosa inspiegabile e non la cura MDB...
Forza e coraggio a tutti
 
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Sagge e vere considerazioni le sue, cara Maria. Quanto all'essere medici (fatte le debite distinzioni), oggi a chi la scambiasse per medico, lei avrebbe diritto di replicare risentita: "Medico a chi? Ma come si permette? Lo dica a sua nonna!".

Battute a parte, l'ignoranza più profonda è sempre inconsapevole e congiunta alla presunzione. In campo medico, poi, l'ignoranza da difetto rischia di mutarsi in crimine.
Solo un analfabeta può dire, specie oggi, che somatostatina od octreotide non servono a nulla, a prescindere dal fatto che si tratta di solo di due dei numerosi principi attivi recepiti nella prassi Mdb (concetto troppo arduo per tanti sanitari). E' stata dimostrata, e da qualche decennio, la presenza di recettori della somatostatina praticamente in tutte le forme tumorali, indipendentemente dal fatto che il meccanismo recettoriale non è il solo che consente l'utilizzo della sostanza.
Ci sembra essere tornati ai primi anni settanta, quando un diffuso testo universitario di fisiologia, il Ganong, definiva la Melatonina come "curiosità fisiologica". Oggi, nonostante parecchie migliaia di lavori pubblicati sulle riviste scientifiche più prestigiose del mondo, c'è ancora il solito imbecille che definisce la sostanza un "alimento" o "l'orologio biologico dell'organismo", privo di valenze antineoplastiche: un po' come se definissimo lo Shuttle un grosso aquilone che serve solo a far divertire i bambini.

Non vogliamo apparire noiosi e ripetitivi dilungandoci ancora sull'argomento, ma siamo convinti che molti medici abbiano chiuso definitivamente i libri con il conseguimento della laurea, considerando gli studi accademici - conclusi magari con uno striminzito "66" - come un periodo noioso ed inutile, per fortuna ormai lontano. Gli aggiornamenti? A parte il termine improprio, questi sono ormai ridotti a quello che riferisce l'ultimo promotore farmaceutico di passaggio, che con parlantina da automa programmato in fabbrica dispensa slogan commerciali, non verità scientifiche.
Per il resto, la "summa" della sapienza clinica si riduce al "si fa così", Bibbia e Corano di tanti camici bianchi.
Peccato che del medico, all'interno di quei candidi abbigliamenti, non sia rimasto più nulla.

Un caro saluto


 

STAFF D.B.I.

postato da: Maria (Milano) in data: 2009-05-28 15:35:34.0
Salve a tutti gli amici del forum e dello staff
sono quasi due settimane che mia moglie ha iniziato la terapia e stiamo cercando di applicare tutti i consigli per ricevere il massimo beneficio, anche se non è molto facile.
Lei continua ad avere sempre molta nausea ed è sempre molto stanca....voglio ricordare che è reduce da un'intervento per l'asportazione di una metastasi di 5x3,5 cerebellare di febbraio 09'.
Tre giorni fa ha dovuto fare come consigliato dal Dr. Di Bella una dose di eprex 5000 e ferrograd per alzare un pò i valori ematici.
Anzi dopo la somministrazione di ciò sembra che le cose vadano peggio...le gira la testa e ha spesso mal di testa (la notte conseguente all'iniezione di eprex voleva andare al pronto soccorso per il forte dolore alla testa).
Vorrei sapere se ciò è normale o ci vuole tempo per vedere qualche segnale positivo....saluti a tutti
Gianni

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Anche se comprendiamo la sua apprensione, la invitiamo a tener conto che sono appena due settimane che ha avuto inizio la terapia.
Per giunta un intervento al cervello di fresca data non è certo un evento di poco conto, come non lo sono - purtroppo - terapie precedenti che non sono riuscite a scongiurare, oltre all'evento metastatico, squilibri ematici che non è nè semplice nè rapido eliminare.
Questo per dire che occorre tempo - a volte molto tempo - per porre rimedio, come prima cosa, ai danni delle terapie correnti; quindi per puntare ad una inversione di tendenza nel processo neoplastico, spesso avvantaggiato, anzichè depresso, dalla pertinace ottusità medica delle "linee guida".

Come non ci stancheremo mai di fare presente, il Mdb, terapia biologica per eccellenza, ha tempi medi/medio-lunghi, in quanto punta ad eliminare la causa anzichè l'apparenza del fenomeno tumorale. Non possiamo naturalmente entrare nel merito di specifiche sintomatologie, che richiederebbero profonda competenza e la conoscenza dettagliata del quadro clinico. Il consiglio più sincero e - riteniamo - saggio, è di seguire fedelmente le indicazioni ricevute, basate su farmaci privi di risvolti negativi e sapientemente calibrati; col tempo ansie e timori si dissolveranno.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.

postato da: gianni (milano) in data: 2009-05-28 11:22:39.0
Salve a tutti,
è la prima volta che mi avvicino a questo forum. Sono ormai nove mesi che insieme al mio papà sto combattendo questa dura battaglia contro il cancro. Per l'esattezza papà ha un carcinoma squamoso al polmone sinistro allo stadio IIIb.
Oggi è un mese che papà ha cominciato la cura dibella.
E per questo ho bisogno di alcuni chiarimenti su alcuni effetti che si sono presentati in momenti successivi all'inizio della cura. Papà che è da sempre un buongustaio ha perso l'appetito; mangia con grande sacrificio e non più con il gusto di una volta. Fino ad alcuni giorni fa spesso dava di stomaco a distanza di ore dalla cena o dal pranzo che aveva consumato.
Con la dottoressa che lo segue abbiamo provato a togliere il complesso multivitaminco...ma il disagio è continuato...allora abbiamo tolto la somatostatina e in corrispondenza ha smesso di dare di stomaco anche se l'appettito non è aumentato di molto (soprattutto la voglia ed il desiderio dei cibo). Da poco sono riuscita ad ottenere il piano terapeurico per la longastatina lar e da alcuni giorni stiamo facendo delle punturine sotto cute da 0,1 per poi passare alla lar ogni 10 giorni a partire da sabato.
A questo cambiamento abbiamo al momento sospeso anche l'assunzione di bromocriptina e di dostinex perchè aveva ed ha molta secchezza alla bocca. Ma a distanza di alcuni giorni dalla sospensione ill problema permane. Cosa può essere?
Il mio dubbio è: non usando la somatostatina ma solo la longastatina e avendo ridotto i farmaci della cura potremo avere lo stesso effetti positivi...al momento papà non nota miglioramenti, il suo umore è pessimo e la sua tosse continua a dare fastidio e continua a fare sangue dalla bocca.
Non so cosa mi aspetto da questo forum...ma vorrei tanto avere un conforto ed un confronto su quanto con grande sacrificio stiamo facendo e se i primi risultati si dovrebbe già vedere.
Un piccolo appunto...papà ha dovuto subire in tutto questo l'amputazione della parte inferiore della gamba sx per un arteriopatia ostruttiva apparentemente non presa in tempo...e nei mesi di gennaio-febbraio ha fatto 4 sedute di gencitabina che non hanno avuto alcun effetto...anzi il quadro radiologico è peggiorato.
Spero di potermi avvalere del vostro supporto e della vostra professionalità per affrontare al meglio questa battaglia.
Grazie e buona serata

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In un tumore polmonare al III stadio sospendere retinoidi, somatostatina, bromocriptina e cabergolina è inconcepibile ed irresponsabile. Preferiamo non commentare. Lei non sta praticando la cura Di Bella, e con tutta probabilità non l'ha mai veramente praticata.
Ci contatti al nostro indirizzo
info@dibellainsieme.org. La cosa più urgente è rivolgersi ad un medico che pratichi davvero il Mdb.


 

STAFF D.B.I.

postato da: MoPiMa (Roma) in data: 2009-05-27 22:14:11.0
Salve a tutti,
innanzi tutto ringrazio per la solidarietà e il sostegno, devo dire che adesso al 4 giorno sono sto già più tranquillo e sono diventato più "pratico", diciamo così.
Volevo chiedere una cosa al gentilissimo staff; come già detto nel messaggio precedente mia mamma in questi giorni ha la febbre dovuta, secondo il medico di famiglia, ad infiammazione alla bocca (palato) o ai bronchi (mamma soffre da anni di bronchite cronica), solo che in questi giorni sto notando una stranezza sulla manifestazione della febbre, tipo in alcune ore della giornata ha la febbre a 38,5 poi dopo qualche ora gli scende a 35 per poi risalire tipo a 37,6 quello che volevo chiedere è se questi sbalzi repentini possono essere dovuti ai primi effetti del MDB e se posso stare tranquillo, grazie.
Mauro


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Non siamo in grado di interpretare il fenomeno descritto, ma solo di rassicurarla sul fatto che il Mdb non è parte in causa, ed anzi può influire solo positivamente.
La vit. C e la vit. A (contenuta quest'ultima nella soluzione di retinoidi) sono validi coadiuvanti per ogni affezione di origine virale o batterica. Basti pensare che la vitamina A - quando ancora ai futuri medici era consentito studiare con serietà - era definita "vitamina antinfettiva" sui testi di chimica biologica.

Ci lascia invece piuttosto perplessi la duplice ipotesi diagnostica del medico di famiglia: "infiammazione alla bocca o ai bronchi". C'è un poco di differenza.... Crediamo che il medico possa e debba approfondire l'indagine, possibilmente con un poco di professionalità.

Un caro saluto

STAFF D.B.I.
postato da: Mauro (Viticuso) in data: 2009-05-27 20:55:38.0
Salve a tutti,  vorrei dire due parole sulla risposta che mi ha scritto lo staff e i vari commenti del forum. Riguardo al MDB c'è molta ignoranza, sia da parte della gente  comune, sia da parte dei medici o di chi opera nel settore sanitario. Forse l'ignoranza è 'voluta', nel senso che non si vuole conoscere o approfondire conoscenze, ma se questa è scusabile per la gente che non ha a che fare con la sanità, lo è di meno da parte dei medici che almeno dovrebbero essere informati su quello che sono tutte le terapie che servono per curare una persona, quindi anche quella biologica per i tumori. Da noi si dice che certa gente fa 'come le pecore'...cioè dove va una va tutto il gregge e se c'è qualcuna che si distanzia da esso arriva il cane che la rimanda insieme alle altre....Se poi ci sono grossi interessi economici sul percorso del gregge è ancora peggio, allora si crea la paura nella gente e in modo particolare nelle persone più vulnerabili cioè i malati. Tutti fanno la chemio....se non fai la chemio morirai.....la chemio ti salva la vita.......e altre balle....che dette da 'autorevoli' medici e professoroni ' hanno un grande effetto su persone o familiari spaventati da una grave malattia.
Un medico mi ha detto che con la chemio si guarisce dai tumori perchè è una cura scientifica mentre la cura Di Bella no, non è scienza quella......ma un miscuglio di farmaci e basta. Non gli ho dato dell'ignorante forse perchè sono una persona che ha rispetto degli altri e ho rispettato la sua ignoranza.
Aveva ragione il prof. Luigi quando diceva che...un malato di tumore avrà pure il diritto di ammalarsi come tutti i comuni mortali....ma sembra che quando uno fa il MDB tutti gli acciacchi che uno aveva anche prima, ora sono dovuti alla cura......(Non ho digerito le lasagne?...colpa della cura....ho il raffreddore...sì è la cura).
Un'altra cosa curiosa è che la gente si meraviglia che il MDB non faccia star male e non devasti come la chemio....Mio babbo in cura da 20 giorni sta bene e ha un bell'aspetto ma diverse persone hanno commentato che siccome non sta male la cura che fa non funzionerà.....ma uno deve per forza star male per guarire?
Vorrei dire a Mauro che ha iniziato da pochi giorni il MDB alla mamma, di stare tranquillo...anche io i primi giorni ero agitata e la prima notte che ho fatto a mio babbo la somatostatina non ho dormito per paura che qualcosa non andasse. Vedrai caro Mauro che pian piano curare la mamma diventerà sempre più semplice. Auguroni e facci sapere come va.
Scusate per lo sfogo.
Un caloroso saluto a tutti e al gentile staff.

Angela
postato da: Angela (Pietrasanta) in data: 2009-05-27 13:32:21.0

Voglio esprimere la mia solidarietà a Mauro e a quanti da poco cominciano, come mio fratello, la terapia Di Bella. Anche a noi tremano le mani a fare da "infermiere" preghiamo sempre di fare le cose nel modo corretto, confido  che con il tempo e l'aiuto in rete di coloro che sono piu esperti la  cosa diventi più semplice. Volevo approfittarne per fare qualche domanda : dato che mio fratello per alimentarsi deve ricorrere a delle flebo di lipidi (intralipid), la cui somministrazione dura molte ore, data la concentrazione di medicinali che deve assumere, e per non sovrapporli tutti, può prendere i componenti del MDB, previsti a stomaco pieno, durante la somministrazione della/delle flebo nutrizionali descritte sopra? Grazie e un caro saluto a tutti.

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La risposta è senz'altro affermativa. 
Non si può non rimanere rattristati per le difficoltà e le ansietà nelle quali il paziente Mdb ed i suoi familiari sono obbligati ad agire a causa della terra bruciata fatta intorno a loro dagli ambienti medici; ed ammirati al tempo stesso per l'amore e l'altruismo che emergono da tante vicende.

L'auspicio è che tanti patemi e tanti sacrifici non solo vengano premiati da un esito felice, ma che cessi quanto prima questa nuova barbarie che oggi ha infettato il mondo intero.
Un caro saluto

STAFF D.B.I. 

postato da: luigi (Sant'Antimo) in data: 2009-05-27 00:14:38.0
Non ho parole per esprimere il mio disgusto per quanto ordinato da quel giudice americano. Posso solo sperare che almeno sia in buona fede, anche lui ingannato dalla potenza dei media, asservita ai noti interessi economici di chi fa spendere 300.000 Euro e più per assicurare un 2% di sopravvivenza dopo 5 anni!
postato da: Giovanni (Carrara) in data: 2009-05-26 19:23:00.0
26/05/2009
Ho visionato le trasmissioni del dott. Giuseppe videoguidate a S. Marino. Semplicemente chiaro ed eloquente come
sempre. Spero che serva da chiarimento per i tanti pazienti sempre indecisi e disorientati! Sono da capire, perchè i noti nemici di MDB sono tantissimi e sembrano non mollare di una virgola.
A proposito di tumore, ero ad un corso di aggiornamento, chimiamolo così, capirete a breve.
Si citano i concetti basilari si prevenzione, stili di vita e comportamenti da tenere ecc....Poi si passa ad un caso di una donna 42 enne, malcapitata putroppo, in cura presso di loro per un carcinoma al retto anno 2006.
Stadiazioni clinica era un T2 con secondarismi se ricordo bene. Si perchè il tutto è stato liquidato abbastanza di fretta - era tarda mattinata. Primo, intervento e cicli di chemioterapia ripetuti - apparentemente guarita/costo 30.000 euro - Recidiva dopo 8 mesi,
terapia molto più aggressiva di diversi protocolli di polichemioterapici, radioterapia, farmaci biologici non ben precisati...Pensate di vantavano, affermando che la paziente è ancora in vita, malgrado gli indicibili effetti avversi  al costo di 300.000 euro. Questo per loro è stato decretato un successo. Non ho più parole. Fossi stato il paziente in causa avrei preferito essere passato a miglior vita, naturalmente in mancanza o di non conoscenza dell'MDB.
Questo cari amici, non per essere catastrofista, ma per esortare qualche indeciso ad avere più coraggio per una giusta scelta: MDB senza ripensamenti.
Un caro saluto a tutto lo staff ed amici 
Michele e Leonide
postato da: Landolfi Michele (Legnano) in data: 2009-05-26 12:00:28.0
Usa, bimbo anti chemio torna a casa. In fuga con la madre per cure diverse

Fine dell'incubo per il padre di Daniel Hauser, il ragazzino americano di 13 anni malato di cancro costretto da un giudice del Minnesota a sottoporsi a un trattamento di chemioterapia contro la sua volontà, e sparito improvvisamente insieme con la madre la scorsa settimana. I due sono infatti tornati in Minnesota, dopo essersi probabilmente recati, stando a quanto riportano le autorità, in Messico e in California, per cercare cure alternative.

L'allarme sulla scomparsa del ragazzo è scattato lo scorso 19 maggio, quando Daniel e la madre non si sono presentati all'udienza fissata dal tribunale. A presentarsi è stato solo il padre che ha spiegato di non aver visto più né sua moglie né suo figlio dalla giornata di lunedì scorso. Immediata la reazione del giudice del Minnesota, che ha spiccato un mandato di arresto contro Daniel e sua madre.


..chissà se passa in secondo piano pure questa....

Distinti saluti.



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Forse qualcuno dovrebbe avvertire il giudice che con il suo provvedimento ha assicurato al bambino ben il 2% di possibilità di arrivare a cinque anni di sopravvivenza.
Che non ci si parli di crisi economica mondiale: questa è cosa da ridere. La vera crisi è la crisi morale del nostro tempo. Quando si cerca in ogni modo di imporre rimedi palesemente e documentatamente fallimentari solo perchè fonti di fiumi di utili, questo autorizza a considerare la nostra epoca il più tetro abisso di barbarie ed inciviltà della storia umana. Purtroppo con il concorso e la complicità di reggicoda, lacchè, tuttofare e portaborse di ogni risma.

Cosa si dirà di questo ragazzino quando (ci auguriamo di essere cattivi profeti) morirà dopo lunga malattia? Il giudice avrà qualche tormento di coscienza? Ed il legislatore?

Ma perchè attraversare l'oceano per incontrare queste aberrazioni? Non sono stati pochi i genitori minacciati di sospensione della patria potestà, o di questa privati da provvedimenti giudiziali. Il nostro civilissimo paese, ha assistito senza batter ciglio allo strazio di padri e madri che hanno dovuto sopportare lo scempio che si faceva delle loro creature: per un DUE per cento di probabilità in più di...raggiungere i famosi cinque anni di sopravvivenza (lasciamo andare se a costo di un 10% di mortalità indotta dalla chemio nei primi 14 mesi di cura...).

Speriamo tanto che ci leggano i genitori di una bambina, oggi giovane raggaza piena di vita. Saremmo loro tanto grati se, anche sinteticamente ed in forma anonima, commentassero la breve storia che ci accingiamo a raccontare (già peraltro accennata in passato).

1997. Una bambina si ammala di una grave forma di tumore (osteosarcoma). I genitori scelgono il Mdb. Ma non fanno in tempo a portarla dal Prof. Luigi Di Bella: i sanitari (...ma possiamo continuare a chiamarli così???....) avvisano il Tribunale dei minori, e scatta il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio). Chemio a lavare. Il tumore prospera, e la bambina è ridotta in fin di vita. Finalmente i laureati in medicina che l'hanno ridotta ad un tremante mucchietto di ossa sono costretti a scrivere che non c'è più nulla da fare.
Corsa a Modena. Poi si continua il Mdb seguìti da un valido medico che pratica la terapia. La bambina rifiorisce. Un radiologo dell'Ist. Rizzoli di Bologna, incaricato degli esami di rito, scrive sul referto che non esistono più tracce del male e che questo è palesemente il frutto del MDB. Ma la bambina ha un cuore che è stato disastrato dai cicli fatti. L'unica è un trapianto. Dopo qualche mese di attesa, questo viene effettuato. I cardiochirurghi esprimono la loro meraviglia per l'assenza virtuale di segni di rigetto e raccomandano di continuare la terapia anche durante il ricovero. L'incubo è finito ed una vita è stata recuperata.
A dodici anni di distanza è ben comprensibile che la ragazza voglia lasciare dietro di sè questa vicenda dolorosa e terribile, rifiuti la sola idea di finire nuovamente sui giornali e di affrontare nuove cattiverie e discriminazioni.

Sorge spontaneo il desiderio di incontrare il magistrato che ha autorizzato il TSO ed i sanitari che avevano così mirabilmente curato questa creatura: non certo per congratularsi per il pregresso comportamento. Ma per dire loro che, nonostante i loro sforzi di segno contrario, un "simpatico vecchietto" - per attenerci all'espressione di un tizio che un nostro frequentatore ha apostrofato come st...(omissis) - le ha salvato la vita.

Un caro saluto
 

STAFF D.B.I.

postato da: Mauro B. (Bologna) in data: 2009-05-26 11:41:48.0
Ad integrazione del messaggio di Ermanno volevo aggiungere che le stesse cose mentana (il minuscolo è d'obbligo) le aveva già dette anche su Rai3 nella trasmissione dello zerbino fazio rimarcando ancora di più il suo errore perchè "potrebbe aver portato tanta gente a credere a quel simpatico vecchietto con chissà quali sciagurate conseguenze".
Ma si può essere più viscido e, lasciatemelo dire, st...o (omissis)...??? Cosa non fa certa gente per qualche denaro....

Gianluca

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Quanto ci è costato questo  Omissis caro Gianluca........!!!

STAFF D.B.I.
postato da: Gianluca (Cilavegna) in data: 2009-05-26 09:46:44.0
Un saluto a tutto lo Staff ed al forum,
ieri abbiamo iniziato l'MDB a mia madre, la prima sensazione provata è stata quella di una forte emozione e di un po' di paura nel dover fare "gli infermieri", pratica a noi finora del tutto sconosciuta, ma grazie alla grandissima disponibilità e all'aiuto di persone conosciute in rete il tutto è stato più semplice.
Per il momento, causa anche l'emozione, non ho molto da scrivere ma spero nei prossimi giorni di poter condividere con tutti voi buone notizie sullo stato di salute di mia madre.
Volevo solo chiedere una cosa; siccome mia madre al momento ha un'infiammazione in bocca che le dà febbre notturna e sta facendo una iniezione di antibiotico a sera se questa cosa può influire negativamente sull'inizio del MDB, grazie.

Mauro
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Mauro, si sforzi di procedere con serenità e calma. Migliaia di pazienti si sono curati o si curano, pur non avendo mai dovuto avere dimestichezza con le semplici prassi richieste dalla terapia.
Ci sono gli amici del forum e, a livello di informazioni generiche e chiarimento dei dubbi più macroscopici, c'è lo Staff a sua disposizione.

Circa il fatto specifico che cita, a meno che non si tratti di una conseguenza (tipica) di precedenti cicli fatti, il consiglio principe è ovviamente di chiedere lumi al medico Mdb che segue la mamma. Gli antibiotici in dosaggi sostenuti e prolungati sono sconsigliati nella pratica Mdb; ma occorre dire con altrettanta chiarezza che occorre elasticità d'agire e scegliere sempre il male minore, se non fosse possibile procedere diversamente.
Un cordiale saluto


 

STAFF D.B.I. 

postato da: Mauro (Viticuso) in data: 2009-05-25 15:53:43.0
Salve a tutti, avrei un quesito da porre che mi è venuto in mente proprio in questi giorni e mi preoccupa un po'. Vedo spesso scritto nel forum che è sempre meglio non dire che si sta facendo il MDB, per evitare inutili commenti o altro. Ma se capita che un paziente in cura ha bisogno di andare al pronto soccorso per un malessere, un effetto collaterale della cura, un incidente, un qualsiasi disturbo grave indipendente dalla cura che sta seguendo.....come si deve comportare?  Credo che si debba avvisare i medici che si stanno prendendo dei farmaci e anche il motivo per cui si prendono, in conclusione è meglio non dire che si fa il MDB e inventare una balla?
Stamani mio babbo che è in cura MDB ha avuto un malore..forse per il caldo..che si è risolto subito, ma se avessi dovuto chiamare il 118 loro mi avrebbero chiesto subito che farmaci sta assumendo.. ecc.  ecc...
Magari qualcuno ha già affrontato questo problema e vuole dirmi la sua esperienza e un parere in merito. Voi dello staff cosa ne pensate, come è meglio agire in questo caso?
Vi ringrazio per le vostre risposte.
Un cordiale saluto allo Staff e a tutti quelli del forum.

Angela

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E' bene ricordare che il Mdb è una terapia biologica, virtualmente priva di tossicità e di possibili effetti negativi su qualsivoglia funzionalità fisiologica (epatica, renale, digestiva, cardiorespiratoria). Si potrebbe anzi parlare di effetti collaterali....positivi, quali ad esempio l'azione protettrice sul miocardio della vitamina E che compone (99,7%) la soluzione di retinoidi, l'azione antiaggregante della melatonina, quella di protezione dei tessuti epiteliali del gruppo A, e , in generale, del potenziamento delle difese dell'organismo e di quelle immunitarie in particolare.
Sono ben noti e oggetto di ripetute chiarificazioni i possibili e transitori inconvenienti circoscritti alla fase di avvìo della terapia (nausea, vomito, diarrea), ai quali è possibile sovvenire facilmente specie con una ragionata gradualizzazione dei dosaggi.

La questione è dunque quella soltanto di malesseri o disturbi avulsi completamente dai farmaci assunti. Malesseri e disturbi che possono riguardare qualsasi essere umano. A parte possibili retaggi dell'eredità negativa di tossici trattamenti pregressi, il paziente neoplastico può lamentare raffreddori ed influenze (seppure più rari, grazie ai retinoidi ed alla vitamina C che assume), sbalzi di pressione, eventi infettivi di varia natura, eccetera. Più di una volta il Prof. Luigi Di Bella osservò con amara ironia: "il malato di tumore avrà bene il diritto di ammalarsi come tutti i comuni mortali! E invece no: se ha qualcosa è per forza colpa della terapia".

Se si può capire la fragilità emotiva e la comprensibile labilità psicologica del malato neoplastico, occorre anche osservare che la scarsa professionalità e/o reperibilità del medico di base ha portato all'abitudine poco razionale di correre al pronto soccorso ai primi segni di malessere. Qualora comunque questo ricorso fosse giustificato, il medico del pronto soccorso - non di rado capace e rapido nella diagnosi e nella decisione terapeutica - può più facilmente essere disorientato anzichè guidato dalla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un paziente Mdb. Forse che gli sono stati insegnati la composizione ed il meccanismo d'azione dei retinoidi? O è stato informato minutamente sulle caratteristiche della somatostatina? Ne conosce i dosaggi giusti? E' al corrente della vasta letteratura scientifica sulla melatonina?

Non crediamo. Come l'acqua sceglie il percorso più breve per fluire, così il medico tende ad attribuire malori ed inconvenienti ai farmaci, indipendentemente dal fatto che non ne sappia nulla.

Il consiglio di mantenere il riserbo sulla via scelta non è dettato perciò da uno spirito carbonaro, e men che meno dal timore che si evidenzino inesistenti azioni negative, ma unicamente dalla volontà di proteggere il paziente dall'interessata invasività, dall'arroganza e dalla prepotenza di certi ambienti.

Avvicinandosi la stagione calda, il nostro suggerimento è di chiedere alla prima occasione al proprio medico prescrittore Mdb quali misure precauzionali prendere. Questi potrà consigliare magari di approvvigionarsi di Cliochinolo, di Lisozima, di fermenti lattici, preavvertendo il paziente della possibilità di fatti infettivi intestinali; o di possibili abbassamenti pressori, suggerendo (il nostro è un mero e generico esempio) qualche goccia di Effortil, o di Synacthen instillato nelle narici, o di Polase, a seconda dei casi.

Se ci fosse rispetto per la verità e l'alta dignità del proprio ruolo, rispetto per l'autonomia decisionale del paziente, per la persona del malato e la sua famiglia, per l'operato di altri colleghi, legittimamente autorizzati all'esercizio della professione, questo clima da "catacombe" e da persecuzione non avrebbe ragion d'essere. Ma la situazione è questa, anche se confidiamo ed auspichiamo che presto possa cambiare.

Un cordiale saluto


 

STAFF D.B.I.

postato da: Angela (Pietrasanta) in data: 2009-05-25 13:28:56.0
Enrico Mentana perde il mestiere e perde la calma . Per sbarcare il lunario scrive un libercolo e per far vedere che è ancora vivo, dal banco dei disokkupati, fa impropriamente il nome di Luigi Di Bella su "Il Tempo".
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/05/23/1027751-parla_mentana_confalonieri_ferita_rimarginata.shtml
Saluti
Ermanno

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Non è certo l'unico caso di persone che intendono ostentare la propria integrazione nel "sistema". Se per giunta lo si fa nel modo più inelegante e sbracato, forse si fa comprendere a tutti il motivo della propria disoccupazione.....
Che atteggiamento diverso quello manifestato undici anni fa in una deferentissima ed aulica...lettera indirizzata al Prof. Di Bella, che conserviamo con cura tra tanti documenti.
Poco era mancato, alcuni giorni prima, che il giornalista ed un altro pingue e notissimo "signore" si inginocchiassero davanti al cancelletto di via Marianini supplicando di essere ricevuti.

Signori si nasce. E non solo signori.....


 

per STAFF D.B.I.
Adolfo Di Bella
postato da: Ermanno Conte (Avezzano (AQ)) in data: 2009-05-25 11:35:43.0

Buongiorno, questa mattina ho controllato la siringa temporizzata e purtroppo per la prima volta durante la notte si è sfilato il tubetto dalla parte della siringa.
Adesso mia mamma ha molta nausea e vomito, credo che la ragione sia che e' entrata aria sottocute, ma coincide anche con l'aumento dell'endoxan da 1/2 pastiglia ad una intera per cui potrebbe anche questa essere una causa.
Vi ringrazio se mi potete dare spiegazioni

Grazie
Guido

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Ci sembra improbabile che il problema verificatosi possa avere indotto nausea e vomito. Anche l'aumento dell'Endoxan, se può essere avvertito, difficilmente dà luogo a fatti così eclatanti. Se prescritto dal medico può essere utile lo Zofran, nei dosaggi da lui consigliati.

Cordiali saluti

STAFF D.B.I.

postato da: Guido (Genova) in data: 2009-05-23 09:06:28.0
Gentilissimo staff, mi sa che alcuni lettori del Corriere, a fronte di statistiche fresche fresche, mettono in difficoltà il nostro illustrissimo dottore chemioterapico che messo alle strette risponde come un politico, cioè svicola risposte per non essere messo in buca.

http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/22-05-2009/l_utilita_della_chemio-1260947.html

Distinti saluti!!!!
postato da: Mauro B. (Bologna) in data: 2009-05-23 06:34:54.0
Buongiorno a tutti, ci ho pensato un pò prima di scrivere stamani, forse per paura o per 'scaramanzia'....ma poi ho deciso di farlo anche per condividere con tutti voi quello che ci sta accadendo. Mio padre, 74 anni, linfoma n.h. diffuso al quarto stadio, ha anche un linfoma di diametro 10 cm  circa sotto un'ascella che almeno fino a 15 giorni fa era di un brutto colore violaceo, rosso, congestionato. Ieri lo abbiamo controllato perchè diceva che gli dava 'fastidio' e sia io che mia madre siamo rimaste sorprese nel vedere che il linfoma era cambiato di colore.....il violaceo non c'è più.....è rimasto un pò rosso in un punto, ma si è schiarito! Mio padre dice che prima era più allungato e edesso si è un pò ritirato. Sono 17 giorni che fa la cura Di Bella. Non voglio dire che sta guarendo, non voglio illudermi, non sono un medico, ma credo che questo fatto significhi che qualcosa di positivo sta accadendo nel suo organismo.....
Credetemi...non so se posso permettermi di essere contenta...aspetto ancora fiduciosa che passino i giorni e arrivi il momento di fare le analisi del sangue e la PET.
Vi ringrazio se vorrete darmi un parere...una risposta o anche una 'frenata' al mio ottimismo....
Grazie.
Un grande abbraccio a tutti e allo staff.

Angela
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Cara Angela,
Quanto riferisce autorizza a vedervi il primo segno di una regressione. Ci uniamo al suo atteggiamento scaramantico, ben sapendo come solo un congruo periodo di tempo possa dare segni chiari ed univoci: ma è già  un "più", da non enfatizzare, ma nemmeno sottovalutare.
Il linfoma n.H. risponde spesso in misura sorprendente e l'esperienza finora accumulata consente di dire che il margine di incertezza di gran lunga più incisivo è costituito da eventuali terapie precedenti.
Non ci aspetteremmo invece nette riduzioni di massa se non fra qualche tempo: non dobbiamo infatti dimenticare che il Mdb - essendo la terapia biologica dei tumori per eccellenza - non "uccide" le cellule neoplastiche avvelenandole, ma ne rende la vita impossibile, convogliandole verso l'apoptosi. Questo comporta tempi non fulminei, almeno nella maggioranza dei casi.

La sua espressione "...se vorrete darmi un parere...una risposta o anche una 'frenata' al mio ottimismo..." non può non toccare profondamente, rivelando quanta intima sofferenza agiti gli stretti congiunti di un paziente. No, non c'è nulla da frenare, a nostro parere, stia tranqulla. Le siamo vicini nell'attesa di sicuri e più eloquenti segni positivi.

Un caro saluto


 

STAFF D.B.I.

postato da: Angela (Pietrasanta) in data: 2009-05-22 09:17:21.0
Buona notte a tutti  allo staff e al Dott. Adolfo, sempre in riferimento alla Somatostatina nella risposta data ad Angela,volevo sapere se bisogna conservare in frigo anche quella ancora confezionata o solo quella preparata in anticipo nella siringa. Grazie un cordiale saluto.

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Se la singola siringa preparata deve essere conservata tassativamente in frigo, la somatostatina confezionata non deve mai superare la temperatura di 25°. Di conseguenza, nella stagione calda il frigorifero si rende indispensabile.

Cordiali saluti


 

STAFF D.B.I.

postato da: luigi (sant'antimo) in data: 2009-05-21 23:23:33.0

Garattini: «Servono regole e trasparenza. E più sostegno alla ricerca indipendente»

Tumori: conflitti di interesse

per uno studio scientifico su tre

Lo rileva uno studio americano. V......i: «Le imprese sono necessarie, ma etica e libertà vanno difese»

In un terzo delle sperimentazioni in oncologia viene dichiarato qualche tipo di conflitto di interesse, soprattutto un coinvolgimento delle aziende farmaceutiche. E' il calcolo compiuto da una ricerca dell'università del Michigan, apparsa sul numero di giugno della rivista Cancer.


(Ap)

MILANO -


LO STUDIO - Su 1.534 pubblicazioni scientifiche esaminate (tutte tratte da otto fra le maggiori riviste del settore), il 17 per cento dichiara un finanziamento da parte dell'industria e il 12 per cento la presenza di almeno un autore con qualche incarico presso imprese farmaceutiche. E con quale effetto? In generale, hanno concluso gli autori, gli studi che dichiarano conflitti di interesse hanno la tendenza a ottenere risultati più positivi rispetto alla media.


RICERCA ALLO SPECCHIO - «E' da tempo che scienza indaga su se stessa e le conclusioni del gruppo di lavoro americano non sono una novità», sottolinea Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano: «Altri studi hanno evidenziato che le ricerche con un conflitto di interesse presentano dati più favorevoli». Così, fra gli altri, un'indagine apparsa su Cancer nel 2007 sugli studi per il cancro al seno che ha registrato un 84 per cento di esiti positivi per le sperimentazioni che avevano un coinvolgimento delle case farmaceutiche contro il 54 per cento di quelle che non l'avevano. E non solo in oncologia: un confronto di 124 metanalisi su farmaci contro l'ipertensione, apparso sul British Medical Journal nel 2008, ha evidenziato che anche se i risultati effettivamente positivi riguardavano poco più della metà degli studi, oltre il 90 per cento degli articoli riportava conclusioni comunque positive.


IL BICCHIERE MEZZO PIENO - «Non c'è bisogno di grandi imbrogli - spiega Garattini - bastano piccole distorsioni, dire che un farmaco è molto meglio di un altro, anche se la differenza è lieve, oppure dire che un certo prodotto consente un notevole aumento della durata di vita, quando poi si va a vedere e magari si parla di un mese o poco più. Inoltre, spesso nella ricerca sponsorizzata si pubblicano solo gli studi con esiti favorevoli all'azienda e quelli con risultati negativi non escono neppure. Così - conclude il farmacologo - diventa molto difficile capire come vanno realmente le cose».


RICERCA INDIPENDENTE «CANE DA GUARDIA» - E allora, c'è da chiedersi, non bisogna credere agli studi sponsorizzati dall'industria? «No, certamente non è così - risponde Garattini -. Significa piuttosto che bisogna essere molto più critici nei confronti di questi studi e, al tempo stesso, cercare di potenziare la ricerca indipendente, come sta facendo adesso l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, con un programma apposito». Già. Ma una ricerca che non ha bisogno dell'industria non è un'utopia? «Sì, un po' sì. Ma bisogna cercare di avvicinarsi all'utopia. Se ad esempio per ogni nuovo farmaco invece di avere solo il rapporto dell'industria farmaceutica fosse obbligatorio abbinare anche uno studio indipendente, le cose sarebbero molto più equilibrate» suggerisce Silvio Garattini.


«DIFENDERE ETICA E LIBERTÀ» - Umberto Veronesi commenta con un occhio preoccupato all'Italia: «Viviamo in un Paese in cui la percentuale del Pil dedicata alla ricerca scientifica - tutta le ricerca , non solo oncologica e non solo biomedica - non raggiunge neppure l'un per cento. Qui sta il cuore del problema, che da economico diventa anche culturale e sociale: manca cultura d'innovazione e manca capacità di attrarre menti e capitali. Ovvio che in questa situazione l'industria farmaceutica ha un ruolo imprescindibile, che non va demonizzato. Tuttavia l'eticità e la libertà della ricerca va difesa a tutto campo. Ci sono tanti modi per esercitare un'influenza , oltre agli studi. Per esempio le sponsorizzazioni dei medici per la partecipazione ai convegni, che sono comunque un sottile invito ad una scelta a favore di un farmaco o un prodotto, piuttosto che un altro. All'Istituto Europeo di Oncologia (del quale V.........i è direttore scientifico, ndr) nessun medico può partecipare ad un incontro a spese di un'azienda, ma ogni viaggio è a carico dell'istituto che valuta e autorizza in base al valore scientifico».


«L'INDUSTRIA? NON E' IL NEMICO» - «Non c'è dubbio che le aziende giocano un ruolo fondamentale, poiché non ci sono istituzioni pubbliche che producono farmaci» commenta Francesco Boccardo, oncologo, direttore del Dipartimento di oncologia, biologia e genetica dell'università di Genova e presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) . «Magari - prosegue - producono dei brevetti (sempre meno, purtroppo), ma poi non sono in grado di produrre il farmaco. Anche i centri che fanno ricerca indipendente hanno bisogno dei farmaci e li chiedono alle aziende produttrici». Questo comunque non significa che la ricerca perda di credibilità, aggiunge Boccardo: «I sistemi di verifica ci sono. L'Italia è il Paese dei comitati etici, sono più di 250 - spiega l'oncologo -. Spetta a loro vigilare e chiedersi, per ogni fase della sperimentazione, ‘ma il paziente cosa ci guadagna?'. Inoltre gli studi più importanti sono in genere multicentrici, coinvolgono cioè più istituti in vari Paesi. E più comitati etici. L'Italia però è anche il Paese che investe poco in ricerca e se avessimo più risorse potremmo forse svincolarci in parte, non certo dall'industria farmaceutica, perché sarebbe un controsenso, ma piuttosto dai suoi obiettivi».


Donatella Barus


..giusto per ribadire quanto si sa...


Distinti saluti.

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Un commento particolareggiato richiederebbe molto spazio ed uno stomaco di ferro. Siccome non abbiamo né l'uno né l'altro, dovrete accontentarvi di un sintetico commento affidato ad una citazione classica: "o virgo quae per aurem concepisti" (o tu che sei vergine, visto che hai concepito attraverso l'orecchio).


Quanto all'uno per cento destinato alla ricerca, può essere poco o troppo (avessimo noi non l'uno per mille, ma l'uno per diecimila!!!).

Se invece di tubare con Vip e Vipponi tra pranzi di gala e ricevimenti, edificare complessi che fanno impallidire il Pentagono e attuare sofisticati investimenti finanziari, si destinassero le laute risorse disponibili per gli scopi che l'ingenuo cittadino - tramite l'imposizione fiscale e improvvidi contributi spontanei - si attende, non ci sarebbero né motivi di piagnistei né dipendenza dai potentati del farmaco, ammesso che questa pesi davvero......
Quanto all'anelito verso l'autonomia della ricerca, saremo maligni, ma ci suona come un invito dietrologico: se volete una ricerca indipendente, allora dovete dare i soldi direttamente a noi.

Cordiali saluti

STAFF D.B.I.

postato da: Mauro B. (Bologna) in data: 2009-05-21 19:19:16.0



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