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15/05/2016 06:16
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16/05/2016 14:09


Autore:
Adolfo Di Bella
TRE: il numero perfetto
Ornella racconta le tre vicende della propria vita nelle quali il nome Di Bella ha significato recupero della salute e della serenità.

Vista dello studio del Prof. Luigi Di Bella

Mi è capitato di seguire a lungo e vedere guarire malati di tumore, salvo non riceverne più notizie che indirettamente: avrei gradito condividere la serenità raggiunta, e non solo i trascorsi tempi di paura ed angoscia, ma ho imparato che la psicologia del paziente neoplastico è complessa, e che non pochi desiderano gettarsi tutto alle spalle, evitando di venire a contatto con persone, luoghi o ambienti che ricordino loro i periodi oscuri.


Ma capita anche - ed é il caso del quale do notizia - di reincontrare dopo molti anni persone che si erano conosciute per ragioni di salute. Così è stato per Ornella. Il numero perfetto è notoriamente il tre. E tre sono stati gli incontri di Ornella con il nome Di Bella, tutti conclusisi positivamente.


Lasciamo a lei la parola:


"Ho conosciuto il Prof. Luigi Di Bella nel 1992 tramite un ispettore della polizia municipale del comune di Modena. Il problema che mi riguardava era serio: si trattava di una patologia rinologica complessa e della quale i medici ai quali avevo fatto ricorso non erano riusciti ad avere ragione. Soffrivo di forti cefalee, svenimenti e di tanto in tanto di perdite (rinorree) maleodoranti.
Il professore mi seguì per circa un anno. Il suo disappunto derivava non solo dalla gravità della malattia in sé, ma anche dalle possibili compromissioni di natura estetica, particolarmente temute data la mia età (all'epoca avevo 23 anni).
Il giorno 17.12.1993, con il suo conforto, ho affrontato l'intervento all'etmoide eseguito dal Dott. Vicini all'ospedale Maggiore di Bologna. Grazie alla chirurgia ed alle cure preparatorie e successive del professore, mi sono perfettamente ripresa, e da allora non ho mai più avuto mal di testa un solo giorno della mia vita
".


La seconda occasione di incontrare mio padre nasce per Ornella da un incidente stradale. Nell'agosto del 2000 viene violentemente tamponata ad un semaforo, con conseguenze che, per quanto serie, sembrano al momento confinate alle vertebre cervicali. Ma presto emerge che l'incidente ha provocato un danno neurologico grave e potenzialmente mortale:


"Mi rivolgo al Professore per un cardiopalmo tachicardico caratterizzato da frequenze dell'ordine dei 180 battiti al minuto. Infatti nessuno dei tentativi fatti era risultato minimamente efficace, per cui non mi rimaneva che ricorrere nuovamente a lui.
I rimedi suggeritimi e modificati di volta in volta, integrando farmaci con combinazioni di sostanze da lui impiegate per il mio caso, cominciano finalmente a fare effetto. La scomparsa del professore nel luglio 2003 rallenta ma non interrompe i graduali progressi, visto che, seguendo le sue disposizioni, dopo cinque anni la frequenza torna a valori perfettamente normali
".


Le "combinazioni" cui accenna Ornella, non erano stranezze tentate empiricamente. A fare la differenza tra un grande medico e mediconzoli da "linee guida", e, per essere più precisi, tra un grande fisiologo ed un camice bianco che di fisiologia ha solo vaghe reminiscenze, é conoscere a fondo la fenomenologia delle funzioni dell'organismo, capire quindi l'origine di una patologia e poter individuare, di conseguenza,  i provvedimenti farmacologici da applicare. Non é l'acritico e sterile scorrere i farmaci sul Prontuario Farmaceutico che può suggerire la soluzione di un problema, ma l'essere in grado di mettere a fuoco una 'formula chimica', capire il significato terapeutico dei suoi elementi, della posizione dei legami, e seguirne le fasi di azione farmacologica grazie alla profonda conoscenza della farmacocinetica. Il grande medico ed il grande scienziato ragionano prima in termini di princìpi attivi, e poi di specialità farmaceutiche; i laureati in medicina solo in termini di un monotono e smunto elenco di specialità farmaceutiche.
Appare quindi quanto mai giustificato dire che: "i medici usano farmaci dei quali sanno poco, per curare malattie di cui sanno meno, su essere umani dei quali non sanno nulla".

Al contrario, qui stiamo parlando di una medicina.....avveniristica che oggi non esiste più.

Non ebbi notizie di Ornella fino allo scorso anno, quando mi ricontattò per un tumore che aveva colpito la mamma. Dopo inefficaci interventi chirurgici seguiti da sistematiche recidive, la signora iniziò il Mdb come paziente di mio fratello, il Dr. Giuseppe Di Bella. Ma procediamo con ordine ridando la parola ad Ornella:


"Il primo intervento (asportazione di nodulo parotideo) è stato effettuato il giorno 4  settembre 2013. Il  dermatologo non ritiene necessario eseguire l'esame istologico.


Dopo alcuni mesi dal primo intervento il nodulo si riforma e la mamma è disperata. Torna dal medesimo specialista, il quale il 2.12.2014, in anestesia locale, le asporta per la seconda volta il nodulo riformatosi nella medesima zona. Solo dopo questo secondo intervento viene eseguito il primo esame istologico.


Il 13 dicembre 2014 ha luogo una ecotomografia del collo, con la seguente refertazione: «l'esplorazione di tutti i linfociti cervicali non pone in evidenza alcun segno di linfoadenomegalie. Tiroide morfologicamente regolare ad ecostruttura omogenea senza lesioni nodulari».


Il referto istologico del 14 dicembre 2014 è però drammatico: «carcinoma a cellule squamose cheratinizzante moderatamente differenziato».


Dopo alcuni mesi dal secondo intervento ricompare per la terza volta lo stesso nodulo nella medesima zona auricolare. Il 4.6.2015, la mamma torna dallo stesso specialista dermatologo, il quale prescrive un'altra ecotomografia al collo, eseguita il 4 luglio 2015:
«al controllo attuale (confronta precedenti del 27 novembre 2014) in corrispondenza della sede del pregresso intervento di asportazione della formazione espansiva preauricolare allora descritta, con diagnosi istologica di carcinoma a cellule squamose, si documenta nodulazione solida ipoecogena con diametro maggiore di millimetri 6,8 con caratteri ecostrutturali apparentemente analoghi, mostrando attualmente un piccolo polo vascolare eccentrico che ne conferma la diagnosi solida. L'esplorazione estesa di tutti i linfocentri cervicali non pone in evidenza alcun linfonodo patologico».



In presenza di una diagnosi così sinistra, e arrivata alla terza recidiva, la mamma si rivolge al Dott. Giuseppe Di Bella, iniziando il Mdb nel luglio successivo (Octreotide, Soluzione di retinoidi, Melatonina coniugata, Dostinex, Parlodel, vit. C, Condroitin solfato, Calcio levofolinato).


Nell'ottobre 2015 l'ORL le asportata due piccole lesioni di 1 cm la prima e 4-5 mm. la seconda in sede preparotidea.


Il referto istologico rivela infiltrazione di carcinoma squamo cellulare.


La mamma continua con costanza il Mdb, e il 27.04.2016 la RMN eseguita recita: «regolare la oro- ed ipofaringe; conservato il cellulare lasso peri-faringeo. Simmetrica la rappresentazione del bordo libero della lingua e del cordale. Ghiandole parotidi e sottomandibolari nei limiti morfo-volumetrici. Non significative linfo-adenopatie laterocervicali e sottomandibolari bilateralmente. Libere le logge sovraclaveari da ambo i lati».


Detto in parole povere: non c'è più nulla!".


Ho chiesto ad Ornella quali siano stati i commenti dei medici ospedalieri e del suo medico di base, graniticamente ostile al Mdb. Eccoli:


"L'ORL è rimasto basito dall'esito negativo della RMN. Dopo avere visionato molto attentamente il dischetto mi ha detto: «non ho parole. Comunque facciamo un'ecografia di controllo tra 7/8 mesi e teniamoci in contatto, sono curioso di sapere».


Il medico di base ha detto: «sono sbalordito. Se non leggessi con i miei occhi non potrei di certo credere a una RMN negativa»".


Conclusione. L'intervento chirurgico non è servito; la chemioterapia non  stata fatta; la radioterapia nemmeno. Cosa sarà mai stato....? Ai cabalisti delle linee guida l'ardua sentenza.


(Caricatura di Grandville) 
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Commenti
Provo sempre una grande gioia quando leggo le testimonianze dei pazienti. Gioia per le guarigioni, gioia per l'onore di aver incontrato la Famiglia Di Bella, gioia per essere stata baciata dalla  fortuna incontrandola.

In alto nel post si può vedere lo studio del Professor Di Bella che Adolfo mi fece visitare nel 2011, realizzando così un mio sogno e consegnandomi le chiavi di uno scrigno dal valore inestimabile.
In questo scrigno ho trovato la Vita e le Opere di un uomo buono e illuminato che ha dedicato la vita agli altri.
Ho trovato innumerevoli testimonianze di gratitudini per insperate guarigioni. Disegni di bimbi tornati alla vita, oggi adulti sani, con dediche commoventi.
Tra tutti,  silenzioso, un cuore stretto tra due mani poggia delicato sulla scrivania del Professore.
Una piccola scultura con sotto una dedica: "Ti dono il mio cuore" . Cinque parole per esprimere il valore di una vita ritrovata, di una serenità dopo la disperazione.

Cinque parole dedicate al Professor Di Bella, Uomo e Scienziato, che seguendo la sua strada ha portato l'essenza dell'amore nell'esistenza umana
postato da: PAOLA M - () in data: 16/05/2016 14:09





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