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17/03/2014 10:14
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24/04/2014 19:15


Autore:
Adolfo Di Bella
"EGREGIO PROF. DI BELLA..." PARTE IV
Questa puntata, più corposa delle precedenti, riguarda complessivamente 42 lettere tra il 1979 ed il 1998, 33 scritte dagli stessi pazienti, 9 da loro congiunti.

23 settembre 1998: mentre osserva cimeli pirandelliani nella casa di Agrigento (località Caos) del grande letterato.
Pazienti stessi


Qual vento ti combatte

l'anima e la volge? Un vento sùbito,

un vento di paura. E ti si spegne

la voce in bocca e il sangue se ne va

dalla tua faccia.....


(Gabriele D'Annunzio: La figlia di Iorio, atto II)



§.1

Provincia di Pisa, 10 ottobre 1979

"...Le chiedo perdono per il disturbo, ma sono disperato e se non può aiutarmi Lei, nessuno al mondo potrà far niente. Sono B.S. che venni da lei per mia moglie....io sono su una sedia a rotelle, Lei fu tanto gentile che venne giù a parlarmi in macchina.... Con la sua cura è stata meglio ed anche ora sta meglio...come le dicevo da vent'anni sono su una sedia a rotelle ..oggi i miei arti rinsecchiti stanno perdendo elasticità e robustezza....persino il torace si deforma! Ho dolori articolari alle braccia. Le volevo chiedere se lei crede che sia possibile far qualcosa per ritardare questo mio rapido slittamento verso la fine. Anche per aiutare mia moglie e la mia bambina che ha solo undici anni!

La supplico in ginocchio, mi aiuti!..."

B.S.



§.2

Prov. di Firenze, 21 luglio 1983

"...posso assicurarle che, solo ad una settimana di distanza dal nostro incontro, il mio dolore si sta sensibilmente attenuando e mentre le scrivo sento un brivido corrermi lungo la schiena, segno di gioia e di felicità. Oggi sono riuscito ad andare un po' a letto solo alle 16, dopo essermi alzato alle ore 6,30 di stamane, UN SOGNO UN VERO SOGNO.

Il mio morale e la mia forza di volontà, che sono sempre stati considerevoli, come confermato anche dai medici, stavano abbandonandomi; ora grazie a lei sento di nuovo la voglia di vivere e lei comprenderà, perché mi era stato consigliato come ultimo rimedio la morfina. Sento di nuovo questa gran voglia di vivere non solo per me, ma per mia moglie, le mie figlie, mia madre, mio fratello, la mia famiglia tutta che tanto ha sofferto per me e che mi ha aiutato con un amore indescrivibile..."

M.C.



§.3

Rovigo, 09 gennaio 1988

"...esprimere a parole ciò che il nostro cuore prova per lei, è cosa quasi impossibile: al giorno d'oggi è raro trovare una persona della sua qualità, con valori praticamente unici. Infatti l'amore per il prossimo, l'onestà, il rispetto per la persona sofferente, il senso del dovere, trovati in lei, commuovono e spingono al bene.

Noi possiamo solo dirle grazie a cuore aperto e ringraziare anche Dio che ci ha messi sulla sua strada, che, per noi, è stata quella della salute del corpo.

Ancora grazie..."

O.C. e A.C.



§.4

Prov. di Milano, 02 febbraio 1990

"...sono ormai quasi dieci anni che seguo la sua cura e spesso, presa dai molti impegni quotidiani, non ricordo quasi più quante apprensioni avevo per la mia piastrinopenia. Mio marito spesso mi rimprovera perché non mi sottopongo agli esami del sangue un po' più frequentemente.

Non sto a ripeterle che la mia famiglia la ricorda spesso con simpatia e gratitudine e personalmente mi auguro che la sua forte tempra e la fede l'abbiano aiutata a superare le difficoltà ed il dolore per la perdita della prof.ssa Rossi..."

M.C.



§.5

Roma, 20 novembre 1995

"...l'ho incontrata circa 15 giorni fa ed oggi sento il bisogno di esprimerle la mia ammirazione per il suo modo di essere medico. Sono uscita dal suo studio sconvolta. A causa della mia malattia (LLC) ho avuto negli anni contatti con diversi "professori", ho creduto che quello che dicevano fosse dettato da buona fede e competenza, ma parlando con Lei, mi sono resa conto che non è la salute dell'individuo che loro perseguono.

Questo è mostruoso e rende al malato la vita più difficile. Io professore la ringrazio di esistere e nello stesso tempo ho paura per il domani. So che su di Lei è stato scritto un libro, lo cercherò per conoscere quella che è stata la sua vita, i suoi studi, le sue amarezze...."

S.V.



§.6

Prov. di Modena, 20 febbraio 1996

"...le scrivo questa mia per ancora dirle grazie e per dirle che sto bene, che la sandostatina, abbinata agli altri farmaci che Lei sa, mi ha ridato salute e voglia di vivere, sono molto contenta e mi sento di scriverle. Stando così bene vorrei esprimerle e voce la gioia che provo, ma il suo tempo è troppo prezioso.

Dio la benedica e le dia tanta salute, perché Lei ne sta dando tanta a chi soffre..."

A.F.



§.7

Prov. di Trento, 10 maggio 1996

"Caro prof., sono P.A., la paziente che ha visitato la domenica di Pasqua. Ho voluto scriverle questa lettera perché domenica credo di non essere riuscita a parole ad esprimere tutta la mia gioia e la mia riconoscenza per come stanno andando le cose da quando faccio la Sua cura.

Ero emozionata perché avevo perso ogni speranza, i medici non me ne davano più. E' stata la forza dell'amore di mio marito, ma anche un certo intuito di chi non si dà per vinto, un senso critico, pur essendo un'operaia, che ci ha portato a lei!

Pensi che io ho avuto due sorelle morte di tumore una a 42 anni e l'altra a 56 anni ed io stavo fatalmente cadendo nel tranello che non c'era più niente da fare e che toccava a me!

E' dal 18 novembre che sono sottoposta a cure e per mesi ho sofferto dolori, perdita di appetito e questo fino al 28/2/96, con la prospettiva di un intervento che poi è stato ritenuto impossibile perché troppo rischioso e quindi destinata a che il male si propagasse e lentamente arrivasse la morte.

Questi erano ormai i miei pensieri.

Ora c'è una grande speranza, anzi una certezza che acquisisco giorno per giorno perché sento che acquisto sempre più forza, mangio volentieri e la mia testa è ritornata libera e serena.

Grazie ancora professore. Non ci sono parole. Lotterò perché sia riconosciuta la sua ricerca da più persone possibili.

Arrivederci fra tre mesi.

P.S.

Ho aspettato a spedire questa lettera per farle sapere come è andata la mia lotta per ottenere la mutuabilità della Sandostatina. La risposta mi è giunta il 6/5 con una "sperimentazione" di 15 dosi. Mi vedono bene, ma certi medici non hanno lo scopo di far star bene!"

P.A.



§.8

Firenze, 20 maggio 1996

"...stamani sono stata a Modena, perché avevo un appuntamento col Prof. Di Bella. Come succede in questi casi, l'attesa ti rende nervosa e preoccupata; non sai come sarà l'incontro e pensi che il professore, dall'alto della sua fama, ti tratterà con sufficienza e in maniera incomprensibile. Pensi che ormai, dopo tanti anni di esperienze vissute con tanti malati, sarà scettico, indaffarato e stanco nel proporsi e nell'ascoltare i tuoi problemi, difficili per te, ma normali per lui. Quando si presentano malattie oncologiche, purtroppo, noi malati abbiamo consultato già tanti "presunti" luminari. Tutti con camici candidi, segretarie, studi asettici e splendenti e con quell'aria di chi ormai sa già tutto e visto tutto. Così appena entrata nello studio del Prof. Di Bella, mi sono guardata intorno e sono rimasta sconcertata e affascinata nello stesso tempo. Ho immediatamente capito che chi viveva e lavorava lì, doveva essere qualcuno di molto particolare, dotato di tanta cultura, ma anche di tanta sensibilità. Io non ho mai conosciuto un vero scienziato, ma ho subito capito che quello era il posto giusto per trovarlo......e non mi sbagliavo....Grazie Professore!..."

A.C.C.



§.9

Faenza, 05 ottobre 1996

"... è soprattutto per merito suo se oggi abbiamo preso parte a questo convegno, anche se meritano un sentito ringraziamento tutti gli organizzatori ed i partecipanti.

Quando scoprii di essere affetta da leucemia linf., ero disperata; poi Dio ha voluto che incontrassi lei, per me una gran fortuna.

A distanza di tempo la cura da lei prescritta non mi dà alcun disturbo e tollero bene sia la melatonina che l'acido retinoico, il tocoferolo ecc.

Grazie professore e sono felice di leggere di Lei sui rotocalchi, sui libri, del fatto che stia venendo alla luce del sole, anche se con tanto ritardo: ci impegneremo tutti ed anche di più.

Ho pianto di gioia quando ho trovato l'opuscolo riguardante il libro "Non morirai di questo male".

Non credevo ai miei occhi, quando ho letto il nome di Luigi Di Bella, perché è la persona che stimo di più al mondo, per la sua bravura, onestà e modestia.

Professore grazie!

Con affetto..."

R.V.



§.10

Roma, 06 novembre 1996

"...sono le 6 del mattino e voglio raccontarle cosa mi succede.

Venni da Lei il 2 novembre 1995 per avere un suo parere a riguardo della mia malattia. Dal '90 si parlava di Leucemia linfatica cronicizzata, linfoma non Hodgkin IV stadio; io stavo bene fisicamente, ma i linfonodi del collo, dell'inguine e sottoascellari erano piuttosto ingrossati ed i globuli bianchi crescevano sempre. Quando venni da lei erano 39.000, le piastrine non erano poche, ma il corpo delle stesse si stava assottigliando (....). Mi indicò una cura da seguire per tutta la vita  (...) le lascio immaginare quanto era grande la mia speranza  (..) . Dopo 2 mesi circa è tempo di fare il solito prelievo di sangue; i valori erano i soliti. Certo, in po' di delusione, ma in fondo era presto. Ad aprile da un'ecografia si vedeva la milza molto ingrossata ed un linfonodo sull'ilo del fegato. Il mio allarme fu grandissimo, cominciavo a pensare che la sua cura su di me non funzionava, ma non ho mai pensato di interromperla.

(...) dopo venti giorni di nuovo il prelievo e con sorpresa i globuli bianchi erano 10.000 ed il linfonodo sul collo, come tutti gli altri, non c'era più. Il prelievo del 14 maggio era fantastico: 5.800 globuli bianchi  (...) a luglio un'ecografia mi confermava che la milza stava riducendosi di volume e che quel linfonodo dell'ilo del fegato, che tanto mi aveva allarmato, non c'era più.

Per tutta l'estate ho fatto la fiala di Sandostatina + Synacten una sola volta la settimana, come era la sua indicazione e dall'emocromo del 17 settembre i globuli bianchi sono 4.900 e le piastrine 201.000.

Professore, non voglio chiederle se sono guarita o no. Per me è già un miracolo poter ritirare gli esami senza sentirmi il cuore che batte in gola, poter infilare le dita nella cavità delle ascelle e non sentire più quei linfonodi. Forse per lei tutto questo era scontato, ma per me è una meravigliosa nuova realtà.

Ma perché ho saputo della sua esistenza solo lo scorso anno? Perché il mondo non vuole riconoscere il suo sapere e lascia morire così tante vite?

Professore, lei mi ha ridato il sorriso e la forza di affrontare una malattia che mi avrebbe tolto la dignità dell'essere umano. Non si stanchi, Professore, di gridare quello che lei ha scoperto e studiato; non si stanchi di salvare delle vite anche senza il riconoscimento delle sue esperienze.

Il riconoscimento per lei saremo noi pazienti che non smetteremo mai di ringraziarla di esistere e che parleremo di lei con lo stesso affetto e la stessa gratitudine che si riserva ad un genitore.

Mi permetta un forte tenero abbraccio...."

S.G.



§. 11

Prov. di Napoli, 1997

"... ho 26 anni e sono afflitto dal morbo di Hodgkin già da circa 2 anni. Nonostante le assidue cure, lo stato morboso si è ripetuto per ben 3 volte.

Ogni giorno che passa però le cose peggiorano. Non ho più speranza di vedermi alzato dal letto col quale coabito da mesi e mesi. Le giornate sono sempre più tristi e quante volte mi sono chiesto e mi chiedo: riuscirò a vedere il domani? Ormai sono esausto di questa vita!

Credo che solamente Lei, gentile professore, potrebbe ridarmi la speranza, almeno quella di credere che questo male potrà un giorno abbandonarmi..."

E.D.M.



§.12

Prov. di Treviso, 09 maggio 1997

"...ho seguito la sua intervista alla trasmissione dell'8/5...immagino che sarà subissato di richieste d'aiuto e che la mia si unirà a quella di tante altre persone che si rivolgono a lei.

Sono stata operata  di tumore al seno nel 1993, una quadranctectomia e conseguente intervento ai linfonodi ascellari (...) mi sono messa fiduciosa nelle mani di medici, convinta che oggi di cancro non si muore più come un tempo... ho fatto la chemioterapia e la radioterapia, per due anni mi sono sottoposta a tutti i controlli radiologici, controlli del sangue ecc.

Sembrava che avessi reagito bene e che fossi sulla strada della guarigione, ma a luglio 1996 una scintigrafia ossea rivelava metastasi scheletrica a livello dello sterno e della 5a vertebra a sinistra. Sono stata sottoposta nuovamente a radioterapia e mi è stata prescritta una cura ormonale a base di tamoxifene. La reazione al tamoxifene è stata un forte aumento dei dolori alla schiena ed un "inspiegabile", secondo l'oncologo, rialzo del CA 15-3 del sangue (superiore a 250). Ora vorrebbero ritentare con la chemioterapia, ma io mi sono rifiutata perché a questo punto la ritengo del tutto inefficace, se non estremamente dannosa e debilitante per il fisico e per il mio sistema immunitario.

Io ho 42 anni, non intendo lasciare nulla di intentato nella guerra contro il cancro, ma vorrei fare le cose per bene ..."

A.N.



§.13

 Napoli, 05 giugno 1997

"...sono anch'io affetta da tumore al pancreas con metastasi ai linfonodi, sto effettuando un nuovo tipo di chemioterapia a livello sperimentale, la concitabina, che dovrebbe, almeno, bloccare e distruggere l'infiltrazione che ha impedito un intervento risolutivo.

Non ho molte speranze, ma sto lottando con ogni mezzo, anche se sto soffrendo. Devo poter vivere per dare la forza a mia figlia di completare gli studi. Proprio oggi ho saputo che anche mio marito ha una neoplasia allo stomaco. Mia figlia senza di noi rimarrà completamente sola ed il mio cruccio è solo per lei..."

R.P.



§.14

Roma, 16 luglio 1997

"...sono M.P. e dal mese di settembre (1996) sono seguita da lei.

Sento la necessità di esprimerle la mia gratitudine non soltanto per il ritrovato benessere fisico, che è innegabile, ma per la fiducia, la serenità, la speranza che ha saputo infondermi.

Grazie a Lei ho recuperato la voglia e la gioia di vivere, la consapevolezza di apprezzare e godere quanto mi circonda, il piacere e la generosità di dare ed offrire l'amore e l'affetto che ho ritrovato dentro di me.

 La malattia spaventa chi ne è colpito e chi circonda, l'alternarsi di speranze e delusioni mi avevano portato a chiudermi in me stessa, mi sentivo inaridita, io che sono lottatrice, non ero più in grado di affrontare la vita.

La sua sola presenza, la sensibilità che ho sentito sprigionarsi nei miei confronti, come essere umano, al di là dell'interesse professionale, il senso di tranquillità che ha saputo infondermi, mi hanno fatto capire che ce l'avrei fatta, che non dovevo e non volevo arrendermi.

Oggi sono consapevole che l'averla conosciuta non è servito solo a guarire il fisico, ma ad arricchirmi interiormente, a farmi riconsiderare tutto con occhi diversi, a farmi affrontare le difficoltà con fiducia, perché so che Lei non negherà mai il suo aiuto. Grazie..."

M.P.



§.15

Prov. di Alessandria, 11 agosto 1997

"... ho 30 anni e sono stato in cura a...per un linfoma di Hodgkin, la prima volta nel 1994, in seguito nel dicembre del 1996 per una recidiva terminando con un autotrapianto del midollo presso l'Ospedale L.M. di Torino (...). Inutile dirle quanto siano costate in termini di disagi di ogni tipo le cure effettuate (...). Ho saputo di lei e del suo approccio alla cura delle patologie del cancro attraverso Internet....in seguito mi sono documentato da chiunque potesse fornirmi informazioni relative all'argomento.

Ora sono a casa e con qualche acciacco faccio fatica a riprendermi, i valori dell'emocromo stentano a normalizzarsi, la cosa che desidererei più al mondo è liberarmi da questo  pensiero che mi accompagna costantemente sul mio destino (...). Forse non riuscirò mai più a liberarmi da questo pensiero e la delusione nei confronti delle aspettative della vita mi rattrista.

Non voglio annoiarla con discorsi di autocommiserazione, ma io non mi sento sicuro di quello che sarà il mio domani ...

Ho saputo che alcune conoscenti sono in cura da lei R.B., S.E.R., che mi hanno confermato la validità delle cure..."

A.M.




§.16

Roma, 24 agosto 1997

"...sono un suo paziente da un anno e mezzo e mi sto curando con successo per un linfoma maligno non Hodgkin, già da sei mesi in remissione completa ed in terapia di mantenimento fino al '98, come da lei prescrittomi e sotto la dolcissima quanto professionale attenzione della Dott.ssa..(omissis).

Sono capitato da Lei nel gennaio '96 dopo protocolli chemioterapici eseguiti presso il centro del Prof. M. in Roma in condizioni pressoché sufficienti ma con il problema non ancora risolto.

Decisi subito con stupore di affidare il mio caso alle sue cure, per la fiducia mostratami e le sue doti professionali ed umanitarie e la sua sincerità. Da sei mesi sono in remissione completa, come già le dicevo e da quando ho conosciuto Lei e il mondo che la circonda sto cercando nel mio piccolo di aiutare altre persone (nel mio piccolo). L'ho seguita con orgoglio ed ammirazione alla conferenza da Lei tenuta in luglio in Roma, nella quale ha spiegato le sue metodiche, le sue esperienze ed ha risposto alle molteplici domande davanti ad oltre 300 medici per ben 17 ore in piedi, con la massima disponibilità ed estrema umiltà, e debbo dire che sono orgoglioso di conoscerla e di farla conoscere anche a coloro che hanno dei problemi gravi come il mio se non più seri e sono felice di poter dare il mio apporto morale e materiale.

So quante angherie Lei stia sopportando da lunghi anni per le invidie e gli interessi dei famosi "baroni della medicina" ai quali non importa niente delle tragedie familiari, ma che credono al Dio Denaro, come il Prof. M. da me una volta osannato e stimato, il quale non vuole accettare le sue metodiche e si sa il perché.

Comunque nel mio piccolo sto cercando di combattere questa battaglia e morale e materiale. Nel contempo mi scuso con Lei, se l'ho disturbata, ma già da tempo volevo scriverle due righe di ringraziamento per avermi dato la VITA e di ammirazione, avendo visto con quanto amore e dedizione Lei stia aiutando e guarendo migliaia di persone..."

R.C.



§.17

Napoli, 29 agosto 1997

"Gent.mo Prof. Di Bella,

Le espongo il mio caso:

  • - il 6/4/89 mi è stato asportato, dalla mammella sinistra, un nodulo di circa 2 cm. di diametro: esame istologico del 13/4/89 "carcinoma duttale infiltrante",
  • - 20/4/89 sottoposta a quadrantectomia con svuotamento del cavo ascellare(...)
  • - sottoposta a cobaltoterapia
  • - 20/6/95 mastectomizzata (...) per recidiva
  • - subito dopo ho praticato chemioterapia ad alte dosi per 6 cicli di cui 3 di Epirubicina e 3 di CMF (ed è stato terribile!), poi 28 sedute di terapia radiante con acceleratore lineare;
  • - ho poi fatto controlli, rifiutando di proseguire, dopo 3 mesi, la terapia ormonale (1 fiala di decapeptyl ogni 28 gg. + 2 pillole di Nolvadex al giorno) per l'eccessiva depressione che mi provocava;
  • - il 3/7/97 è risultato alterato uno dei marcatori tumorali "TPA" (...) mi è stato riscontrato un linfonodo latero cervicale sx (...) asportato il 24/7/97;
  • - esame istologico del 31/7/97: "metastasi di carcinoma poco differenziato (G3".
  • - TAC del torace ed addome del 17/7/97 (...)

Al momento sto praticando la terapia ormonale, in attesa di conoscere i risultati dei controlli di routine (...) per poi decidere se praticare la chemioterapia (Taxolo) i primi di ottobre, o anche trapianto di cellule staminali.

(...) compatibilmente con le richieste che le perverranno da tutte le parti e i noti attacchi della così detta "medicina ufficiale allineata", le chiedo di farmi sapere se con la terapia da lei praticata è possibile fermare il mio tipo di cancro.

Sappia che io non vorrei più sottopormi a chemioterapia (...).

Compirò 41 anni il 12 ottobre p.v.

In ogni caso non potesse rispondermi, io la ringrazio comunque per quello che lei fa per gli ammalati di cancro. Che Dio la benedica Professore.

Grazie, perché io so che lei conosce il dolore!..."

P.F.



(Pellegrino (Me), 22.9.1998)


§.18

Reggio Emilia, 28 agosto 1997

"... affetta da Linfoma non Hodgkin centrocitico centroblastico follicolare di basso grado comparso nell'agosto 92 in sede sottoscellare e diagnosticato a febbraio 93, sono stata sottoposta a terapia radiante..e successivamente a chlorambucil per un anno. Ho subito la prima ricaduta a settembre 96, in sede lombosacrale ed epidurale, trattata con radioterapia e successivamente con chemio-fludarabina.

Ho avuto una ricaduta a giugno 97 con localizzazioni spleniche ed attualmente sono sottoposta a chemio CHOP.

Ho 51 anni, abito a Reggio E. e sono seguita dal reparto di ematologia dell'Ospedale di...con cura e professionalità, ma con mezzi terapeutici tradizionali. Ho chiesto informazioni a vari medici, alcuni suoi ex allievi all'Università di Modena e tutti, pur non potendo valutare il metodo di cura, non conoscendolo, hanno sottolineato la Sua grande preparazione scientifica e la Sua profonda serietà nell'affrontare i problemi.

Ho letto con piacere inoltre il libro "Non morirai di questo male" e ne ho fornito copia al reparto di Ematologia di ... per sensibilizzarli al problema e devo dire di aver trovato da parte loro una certa disponibilità.

Inoltre sono apparsi due articoli sul Carlino RE, il primo del Dr. Michele Zini - reumatologo - il secondo del Prof. Massimo Boni - oncologo - che si schierano dalla Sua parte a sostegno delle Sue cure e contro le barriere burocratiche ed economiche che fanno da ostacolo alle Sue terapie ed alla liberalizzazione dei relativi farmaci..."

M.E.Z.



§.19

Prov. di Ascoli Piceno, 30 agosto 1997 (telegramma)

Letto articolo sul suo lavoro Messaggero 8-97.

Ragazzo 34 anni padre due bimbi 6 e 4 anni, devastato da chemioterapia senza risultati positivi momentaneamente sospesa per grave intossicazione, senza risposte chiare.

Telefonato fiducioso suo recapito, ascoltato mio malgrado messaggio in segreteria.

Consapevole innumerevoli difficoltà vostro difficile lavoro la prego vivamente poter considerare urgentemente personalmente o suoi fidati collaboratori mio caso.

Hanno sospeso chemio, non spiegano, mi sento scoperto.

Con fiduciosa gratitudine attendo Vostra risposta positiva, mie spese.

Cordiali saluti.

D.A.M.



§.20

Questa lettera, inviata insieme a documentazione medica, dà idea della disperazione e dello smarrimento di chi scrive non solo e non tanto per le espressioni usate, ma per la grafica. Nel primo foglio si legge, battuto a macchina:


Napoli, 2 settembre 1997

"La sottoscritta D.F.O., nata a Napoli il.. ed ivi residente in via... tel. 081/...., fax ..., chiede il vostro AIUTO!

Sottoponendo alla vostra attenzione gli ultimi esami effettuati.

La sottoscritta fa presente che dopo l'intervento chirurgico ha usato i seguenti farmaci consigliati dal P.:

NOLVADEX D (per 2 anni con ottimi risultati, ma poi c'è stato un improvviso aumento dei marker tumorali, per cui è stato sostituito con il LENTARON fiale intramuscolari (durante la terapia i marker aumentavano, per cui anch'esso è stato sostituito con il MEGACE ed i risultati sono ancora peggiori...).

La sottoscritta ha dolori acuti alla spalla destra (per i quali sta usando il voltaren e dal quale trae lieve sollievo),

VI PREGA PERTANTO DI INVIARE AL PIU' PRESTO I VOSTRI CONSIGLI CIRCA I PROVVEDIMENTI DA PRENDERE AFFINCHE' POSSA GUARIRE REALMENTE SE C'E' PER ME QUESTA SPERANZA...

GRAZIE"

IN FEDE O.D.F.

"Carissimo Prof. Di Bella,

La prego, mi risponda presto! Non ho molto tempo...l'oncologo G. dell'Ospedale P. vuole iniziare al più presto la chemioterapia...Mi aiuti..."

In Dio e per Gesù...La supplico, mi aiuti...credo in lei, non mi respinga...trovi un piccolo angolino anche per me, è la mia unica speranza..."



§.21

Lecce, 19 settembre 1997

"... nel 1988 sono stata mastectomizzata lato sinistro per un carcinoma mammario all'I.D.T. di Milano e seguito un ciclo di 12 chemioterapie. Ho eseguito in questi anni con costanza tutti i controlli. Durante uno di questi, nel 1995, mi sono stati trovati linfonodi sovraclaveari ...Per un anno non mi hanno dato nessuna cura. Nel settembre 1996 hanno deciso di effettuare un ago aspirato dal quale è emersa la presenza di cellule epiteliali tumorali maligne, vari linfociti, lembi di tessuto fibroadiposo....giornalmente una compressa di Nolvadex.......fisicamente sto bene ma ho questa spada di Damocle sulla testa  (...). Le chiedo caldamente consiglio, mi dica Lei cosa debbo fare e se ci sono speranze.

La ringrazio a nome mio e di tutti i malati del mondo per quello che Lei ha fatto e spero soltanto che ne possiamo usufruire tutti..."

I.D.F.



§.22

Prov. di Pavia, 20 settembre 1997

"...il 29.10 compio i tre mesi della Sua terapia. Lei mi aveva consigliato di scrivere almeno un mese prima per far sì che si stabilisse la data del controllo.

Mi premuro di comunicarle che l'ultima TAC di 15 giorni fa ha sorpreso i Sigg. oncologi tanto è confortante il risultato. Io ho taciuto (per ora) la sua terapia, ma creda avrei voluto averla accanto per dirle tutta la mia gratitudine e, comunque vadano le cose, per me e la mia famiglia Lei resterà sempre una persona speciale a cui ogni giovane medico dovrebbe guardare quale esempio di amore per la scienza, onestà portata a livelli di filantropia, amore per il prossimo, carità.

Dio la benedica per questo..."

A.P.



§.23

Provincia di Venezia, 20 ottobre 1997

"...che felicità ricevere il suo biglietto...ho parlato con una sua vecchia paziente che si è trovata benissimo con lei. Il nuovo focolaio ai polmoni si tratta sempre di un tumore e l'oncologo crede sempre di natura ormonale, ecco perché mi dà il Tamoxifen. Ora se lei ha altre conclusioni sarei felicissima di andare da chi mi consiglia lei. Domani vado anche ad A. ma spesso ho l'impressione di girare a vuoto, nessuno ha qualche idea originale. Dunque gentile dottore mi stia vicino e mi dia un consiglio nuovo; è terribile trovarsi in questo tunnel e io ci sto da sei anni e credevo di avercela fatta!!..(...) sa, il mio oncologo è primario a (...) e sta facendo richiesta al ministero della sanità per sperimentare la sua cura in ospedale perché è stato lui a dirmi che lei ha avuto un'intuizione fenomenale e di rivolgermi a lei...

La prego mi aiuti..."

C.C.



§.24

Roma, 24 ottobre 1997

"...approfitto dell'occasione che l'amico Don L. ha di vederla per ringraziarLa del bene che mi ha fatto con le sue prescrizioni di sette anni or sono. (...). Oggi con le sue prescrizioni, all'età di 74 anni, mi sento, in via generale, come quando ne avevo 50 (...). Iddio la benedica. Seguo la campagna denigratoria che le è stata fatta. Mi diceva Don L. che quando si fa del bene bisogna essere pronti a chiederne scusa..."

G.B.



§.25

Prov. di Torino, 08 novembre 1997

"...sono mamma di due figli piccoli, ho 34 anni. A 31 sono stata operata ad un tumore al seno destro preso in tempo, ho fatto il cobalto, ho preso Nolvadex per 2 anni e mezzo; leggendo le controindicazioni non ero favorevole a questa cura, poi inaspettatamente nel frattempo rimasi incinta, abortii...(...).

Alle visite fatte dal ginecologo avvertivo delle fitte sotto l'ascella destra, lo dissi al Dott. che disse che era normale, che c'era la ferita, che loro mi avevano guardato a suo tempo, i linfonodi erano a posto. Ma un mese fa queste fitte erano sempre più frequenti anche di notte mi avevano svegliato, mi toccai e c'è una ghiandola ingrossata. Ritornata dal medico ho fatto l'ecomammografia, risultato:

"non si rilevano immagini di lesione espansiva a livello della ghiandola mammaria destra; a sinistra profondamente si apprezza piccola area ipoecogena...al cavo ascellare destro una lesione espansiva di circa 20 mm. di diametro....solida, di verosimile natura neo-produttiva.

Profondamente al muscolo pettorale.....si rilevano multiple adenopatie secondarie dal diametro compreso tra i 5 ed i 15 mm."

Da qui il medico subito a farmi eventuale operazione, dicendo che era più grave della prima operazione.

Io sfiduciata ora perché quando mi presento a lui dicendo "sento", lui mi risponde non è niente, poi subito operare. In questi giorni sto cercando strade diverse, che non mi considerino solo un numero, malata uguale ad un'altra e che ci guadagnino sul mio corpo. Ho cercato la Fede più profondamente e sono arrivata a lei, professore Di Bella, mi aiuti, voglio combattere.

Non mi archivi..."

E.P.



§.26

Verona, 18 novembre 1997

"...sono in cura con lei da oltre 4 anni per un tumore alla vescica; male che allo stato attuale delle cose risulta pienamente vinto, grazie alle sue cure ed alla mia ferrea volontà. Tant'è che da 2 anni io ho ripreso la mia vita normale di una volta e da quest'anno, siccome sia a me che a mio marito piacciono i viaggi, abbiamo anche ripreso a viaggiare........ho sempre con me la melatonina, l'acido retinoico e poi, una volta al mese, mi faccio l'iniezione di sandostatina...Tenga duro, caro Prof. Di Bella, noi abbiamo tanta fiducia..."

L.N. e S.M.



§.27

Prov. di Modena, 08 dicembre 1997

"...so di disturbare per delle piccole cose, con i casi tanto gravi che lei ha.

Ma non può immaginare il coraggio che danno le sue parole e come queste vadano nel profondo del mio cuore, che vorrebbe fare altrettanto per Lei, che non può.

Io sto bene e ringraziandola ancora, le invio questo mio piccolo pensiero, che è la mia tredicesima.

Mi perdoni per questa briciola, vorrei poter fare di più, perché ciò che lei ha fatto per me non ha prezzo. La sua sapienza e umanità non ha limiti.

Caro Professore. Buon Natale..."

A.F.



La tredicesima della Signora ammontava a 400.000 lire! Nell'impossibilità di restituire l'assegno alla signora, mancando l'indirizzo (si trattava di busta portata di persona e messa nella cassetta delle lettere), lo tenemmo quale ricordo.



§.28

Milano, 19 dicembre 1997

"...sono una sua paziente, sono venuta da Lei il 3 novembre .... Sto sentendo in questi giorni il gran parlare su questa cura e sul suo conto. Volevo informarla che anch'io ho deciso di rivolgermi ad un pretore per chiedere che la mia libertà nella scelta della cura del cancro che mi affligge sia libera e non vincolata al parere di quattro saccenti e servili potenti.

Mi vorrei far carico, almeno per la Lombardia, di coagulare tali lotte al fine di avere una voce più forte e minori costi per la gestione legale del problema ...

Come ultimo punto vorrei trattare con Lei la possibilità di raccogliere, ordinare e codificare le cartelle cliniche dei pazienti per farne quella documentazione che il ministro tanto desidera...

Ora chiudo augurandoLe un Santo Natale ed un Anno Nuovo pieni di successo sapendo che il Suo successo è il nostro (di ammalati).

Con affetto e stima"

I.C.



§.29

Alcamo, 29 dicembre 1997 (telegramma)

"Grazie alla sua cura sono ancora in vita dopo tredici anni.

Sono a sua disposizione per testimoniare.

Suo devoto"

E.C.



§.30

Roma, 06 gennaio 1998

"...la prego di voler accettare i miei più sinceri auguri di Buon Anno e tutta la mia gratitudine per avermi curata ed aiutata in questi due anni di cura e di vita veramente vissuta in modo sereno e, nonostante le varie difficoltà, anche felice (cosa che non avevo mai provato prima di venire da Lei, così grande eppure così disponibile per tutti con tanto Amore).

Spero di poter vivere ancora un po', se non per tanto tempo, per poter dire a tutti quanto è efficace la Sua cura.

Grazie..."

A.C.



§.31

Prov. di Napoli, 01 febbraio 1998

"...sono un ragazzo di 25 anni....con un passato un po' critico, in quanto dopo numerosi interventi subiti al cervello (diagnosi craniofaringiona) da maggio '93 fino a luglio '97 non ho mai avuto alcun miglioramento, soffrendo e facendo soffrire amici e parenti, i quali mi sono sempre stati vicini.

Inutili sono state le radioterapie, in quanto mi hanno distrutto moralmente e fisicamente senza nessun risultato. Dopo tanti tentativi e cure inutili, a partire dal mese di settembre ci hanno proposto di metterci in contatto con lei, e siccome non è stato possibile, ci siamo recati immediatamente a Roma dove la D.ssa (omissis), dopo aver guardato le mie cartelle cliniche ed i miei numerosi interventi mi ha prescritto dei farmaci composti da Melatonina, Somatostatina ecc. Dopo circa cinque mesi con la vostra cura oggi posso dire di essere guarito da quel male che mi aveva distrutto.

Ill.mo Prof. Luigi Di Bella la ringrazio infinitamente per tutto quello che sta facendo per me, desidero incontrarla al più presto da vicino per dimostrarle tutto il mio affetto per lei, pur non conoscendola di persona, un ringraziamento va anche a tutti i vostri collaboratori di Roma..."

G.L.



§.32

Reggio Calabria, 13 marzo 1998"
...La sua terapia a distanza di 40 giorni mi ha restituito buona parte delle condizioni che ho sempre goduto nella vita.

Ho 78 anni e nel mese di ottobre, dietro accertamenti presso l'Ospedale M di ... - C. di ... -  F di ...., ho appreso la triste notizia di una neoformazione al lobo inferiore del polmone sinistro.

Ricoverato al F. ..il Prof. M. non ha potuto praticare l'intervento per grave situazione ipertensiva.

Ho iniziato, costretto da dolori lancinanti e lieve espettorato sanguinolento la sua terapia il 2/1/98 con grande sollievo e scomparsa di una sintomatologia che accompagna purtroppo il male ribelle.

Fra giorni mi sottoporrò agli esami per accertare con nuova T.A.C. la situazione presso l'Ospedale .... dove esiste la mia cartella clinica corredata secondo norme di legge. Se dovesse essere utile la mia affermazione e la mia presenza, disponga pure.

Con tanta gratitudine..."

Dr. E.B.



§.33
Roma, 16 marzo 1998

"...non mi soffermerò su certe dichiarazioni circa presunti effetti collaterali della terapia Di Bella, di cui smentisco nel modo più assoluto - essendo in terapia dal 28 gennaio u.s. - la tossicità di alcuni farmaci, così come posso smentire, per esperienza sulla mia pelle, alcuna manifestazione epidermica....nulla di ciò: dall'inizio della sua cura ho ripreso a mangiare molto ed ho ripreso circa sette Kg. nei primi 20 giorni.

Inoltre vorrei aggiungere che per seri problemi epatici preesistenti dal '92, soffro di intolleranza verso i medicinali in genere, intolleranza per alcuni cibi e astenia che oggi non sento più. Ogni giorno Lei ha un pensiero riconoscente da parte mia e di tutti coloro che beneficiano della Sua cura.

Spero di non leggere mai del Suo allontanamento dall'Italia perché, guardando sempre più spesso il Cielo, vedrei allontanarsi una Stella.

Un augurio per il Suo operato, unitamente all'impegno dei Suoi figli, per infrangere la durezza delle menti di quanti Vi ostacolano..."

L.P.



(La prima pagina del primo lavoro scientifico pubblicato dal Prof. Luigi Di Bella nel 1932, ancora diciannovenne, mentre era studente del II° anno di Medicina).


Parenti


§.1

Prov. Catania, 10 maggio 1997

"...dopo averla vista in televisione, è nata in me una nuova speranza che, purtroppo, è anche l'ultima. Per un male come il cancro credevo non esistesse altro risvolto se non quello della morte, ma quando ho visto che le sue avevano guarito quel bambino affetto da una grave forma di leucemia, è stato come se la mia stanza buia si illuminasse di una immensa luce. La malata in questione è mia nonna...ha sempre condotto una vita sana dedicata ai figli e ai nipoti, unico interesse e amore dopo la morte del nonno avvenuta 19 anni fa: una donna forte una in 94 chili di vitalità Energica più di quanto si possa immaginare, ha sempre tenuto lei le redini della famiglia, è stata di tutti il punto di riferimento e con il suo amore ha mantenuto l'unione familiare e la pace. Tutto è cominciato 8 mesi fa, quando ad un tratto ha cominciato a balbettare e ad avere scarsa sensibilità alla mano sinistra. Dopo gli accertamenti, la scoperta che ha cambiato la vita di tutti noi che ci aspettavamo di godercela invecchiare e che invece il cancro ci sta portando via ogni giorno che passa .Metastasi cerebrali e polmonari alle quali però non à stato possibile imputare l'origine, neanche dopo una lunga serie di analisi. Dal mese di ottobre io mi sono trasferita da lei per non lasciarla sola mai e proprio il 27, dopo una settimana dalla prima chemioterapia di notte, le è venuta una crisi epilettiforme, dalla quale l'ho salvata con un massaggio cardiaco e tanto aiuto di Dio, perché in pochi secondi stava già raggiungendo l'altro mondo. Da allora ogni 41 giorni ha affrontato i cicli di chemio che ha tollerato abbastanza bene, solo i due ultimi ricoveri sono stati anticipati, perché i valori del sangue, a differenza dei mesi precedenti, hanno cominciato ad essere insufficienti, tanto da necessitare trasfusioni di sangue. I medici hanno espresso la loro meraviglia nel vederla ritornare in reparto e ci hanno detto che è in vita solo per grazia divina, e da un momento all'altro entra in coma e muore

Adesso le chiedo a cuore aperto: se lei e la sua terapia possono in qualche modo cambiare il decorso di questa triste ed imminente fine, la prego di aiutarci a non morire con lei..."

A.A.



§.2

Ravenna, 08 luglio 1997

"...sono un ragazzo di 25 anni, il motivo per cui mi rivolgo a lei, è lo stesso di tanti altri individui che come me, hanno un familiare che sta poco bene. Si tratta di mio fratello S. che ha 29 anni ed ha contratto il melanoma sotto l'ascella sinistra, che gli è stato asportato dopo la prima visita del dermatologo e dall'esame istologico risulta già in metastasi. A maggio aveva iniziato una chemio-immunoterapia molto pesante, ma alla fine di giugno dopo ulteriori accertamenti, l'oncologia medica ha sostenuto che non sapevano più cosa fare.

Ci siamo rivolti ai più "Celebri d'Italia" e presso...ci hanno proposto la terapia genica, ma purtroppo mio fratello non è risultato idoneo; per cui hanno indicato una chemioterapia di seconda linea: gli effetti collaterali si vedono anche troppo e lui sta perdendo il morale che ogni giovane ha...L'idea di interpellarla è una mia iniziativa isolata, perché i miei genitori e la sua ragazza si affidano più alle parole degli "specialisti" che per una visita senza ricovero chiedono £.400.000....

Sono informato sulle molteplici visite presso la sua residenza e delle migliaia di telefonate che le giungono, ...ho anche cercato di contattare qualche suo collaboratore, ho avuto anche un colloquio con un suo paziente...che mi ha descritto la sua situazione e che personalmente mi ha trasmesso una grande energia e positività. Non mi aspetto che venga preso in considerazione, anche perché ripeto, capisco gli impegni che la travolgono e che ci sono migliaia e migliaia di persone nelle mie condizioni, ma spero di aver suscitato il suo interesse...la mia speranza di una sua pronta risposta è come quella che ripongo nella guarigione di mio fratello, perché ho una grande FIDUCIA..."

C.M.



§. 3

Avellino, 02 agosto 1997

"...sono una suora e sento in me fede per la Sua medicina, dato che ho un fratello che si trova in pessime condizioni. È stato operato nel mese di febbraio di adenocarcinoma allo stomaco, poi ha fatto la chemioterapia che lo ha fatto solo soffrire. Si era ripreso, ma poi da un momento all'altro ha sofferto di dolori acuti, lo hanno portato d'urgenza all'ospedale e lo hanno trovato pieno di metastasi al fegato, al pancreas, e a tutto l'addome, ieri lo hanno mandato a casa e lo tengono solo con calmanti. Io nella disperazione mi rivolgo a Lei, se insieme a nostro Signore potesse fare un miracolo...mi affido alla Provvidenza di Dio, se vuole salvarlo aprirà tutte le porte..."

V.C.



§.4

Torino, 06 agosto 1997

"...questa lettera è un GRIDO DI AIUTO  rivolto a lei da una zia di una ragazza di 35 anni affetta da leucemia acuta mieloide, rimasta due anni fa orfana di padre, con una madre che ha grossi problemi di salute ed è indigente: vivono con una pensione di reversibilità di 600.000 lire. Ha due fratelli che da oltre dieci anni si drogano, dando tutti i problemi che lei possa immaginare e continui grossi spaventi sia a lei sia alla madre.

Da quando era piccola è inoltre affetta da artrite reumatoide, mal curata, che la rende quasi sempre immobile a letto e da epatite C. Però ha tanta voglia di vivere e di combattere il suo male. A febbraio è stata ricoverata urgentemente...i globuli bianchi erano più di 200.000, dieci minuti in più a casa sarebbero stati letali. Messa subito in cura con trasfusioni e poi il ciclo di chemioterapia (per due volte nel giro di tre mesi) per prepararla ad un autotrapianto che sembrava possibile fare. Dopo due mesi passati a casa, in attesa di essere ricoverata, in ospedale le hanno detto che non era possibile farlo più in quanto i globuli bianchi erano nuovamente altissimi.

Le hanno rifatto un ciclo di 15 chemio, ma alla mia domanda di com'è la situazione attuale, mi han fatto chiaramente capire che non ci sono quasi speranze. Come capita regolarmente negli ospedali, non danno molte informazioni!!!!

La ragazza sta male, ma vuole reagire a tutti i costi. Lei non è al corrente della gravità della situazione, e neppure sua madre psicologicamente debole e provata dai continui enormi dispiaceri e dalla miseria in cui vivono. Io la prego con tutte le mie forze Prof. Di Bella, faccia qualcosa lei. M. non credo possa farcela per tanto . Lei sarà più al corrente di me professore. Aiuto!!!. La prego in ginocchio aiuti mia nipote a continuare a vivere almeno per un po'. Ha già sofferto tanto nella vita, con le sue malattie, con la povertà da quando era piccola, perché il papà che adesso non ha più non ha mai lavorato e picchiava ripetutamente madre e figli. E' veramente un caso pietoso! Continuerò a pregare Dio affinché Lei possa fare qualcosa o almeno, possa provarci, per M.!..."

R.E.B.




§.5

Prov. Alessandria, 23 settembre 1997

"...le chiedo scusa se mi permetto di scriverle, dopo aver sentito il suo messaggio sulla segreteria telefonica. Ma non posso almeno tentare, non posso aspettare che la fine di mio cognato si concluda così senza essermi attaccata all'unico filo di speranza che mi lega a lei. Non voglio toccarle il cuore con questa lettera e tanto meno impietosirla, se non avessi saputo della sua esistenza, probabilmente mi sarei già arresa a quanto ci dicono tutti i medici e i professori che abbiamo interpellato finora. Ci è arrivata addosso questa tragedia come un terremoto, nessun sintomo se non tanta stanchezza e qualche fitta al fegato; noi pensavamo fossero i calcoli al fegato, poi la sentenza: tumore al collo del pancreas con metastasi al fegato, non c'è più niente da fare, neanche la chemio, solo aspettare che sopraggiunga la morte. Quando ti senti dire certe cose, rimani incredulo, senza parole, senza respiro. Sono giovane, ma ho sempre sentito dire che qualcosa si tenta, o intervento o altro, invece a noi è stato negato tutto, perché? Come si fa a dire all'ammalato (che lo sa, ma fa finta di no) che non ti fanno neanche la biopsia, perché non servirebbe a niente? Una persona, anche se gli rimane poco da vivere, non può accettare una simile condanna, non è nello spirito umano arrendersi, perlomeno non lo è per noi! L'unica cosa che ci resta è la fede in Dio, ma quando ti accorgi che anche le preghiere non bastano più e la rabbia sale, ti aggrappi a tutto, anche perché mio cognato sta bene, non è giallo(come si stupiscono tutti i medici),e anche se ha pochi mesi di vita(dicono loro), noi non ci arrendiamo fin quando non lo vedremo in un letto.  Ed è per questo che ci rivolgiamo a lei, nella piccolissima speranza che quella piccolissima luce che abbiamo in fondo al cuore, non venga spenta del tutto. Lo so che forse questa lettera sarà inutile, che ne riceverà a migliaia anche più tragiche di questa, però le dicevo inizialmente ho sentito il bisogno di provare, perché voglio tanto bene a mia sorella, a mio  cognato e ai suoi bambini e la speranza, come dice non so chi, è l'ultima a morire..."

L.R.



§.6

Ferrara, 29 settembre 1997

"...da circa due anni sono in cura da lei per una trombocitosi acuta. Con la sua terapia sono riuscita dopo 8 anni a portare il n° delle piastrine da 1.300.000 a 450.000 e può benissimo immaginare la mia immensa gioia: per questo le sarò grata per tutta la vita e mi ritengo molto fortunata, essendo riuscita, due anni fa, a mettermi in contatto con lei.

Ora vorrei dare questa opportunità a mio cugino di anni 38, malato di leucemia mieloide cronica e attualmente in cura presso...con interferone, oncocarbide e chemioterapia, cure che non risolvono il problema e lo debilitano giorno dopo giorno a tal punto che il fegato, ormai, non riesce più a smaltirle.

Le chiedo questa opportunità, caro Prof. Di Bella, perché circa 6 mesi fa, avevamo preso contatti per una visita, ma proprio in quel periodo la moglie di mio cugino è deceduta: tumore al seno. Può ben immaginare come questa situazione familiare possa avere stravolto completamente questo ragazzo e, soprattutto la figlia, rimasta orfana di madre, la quale vede il destino di suo padre segnato dalla stessa sventura. Caro Prof. Di Bella, io le chiedo solo di poter riprendere quell'opportunità allora concessa, ma che il destino ha voluto ingiustamente strappare.

Comunque vadano le cose, rispetto le sue scelte e con la presente colgo l'occasione per ringraziarla infinitamente per tutto quello che ha fatto per me: le sarò grata per tutta la vita...."

M.F.



§.7

Bolzano, 03 ottobre 1997

"...è da poco più di un mese che a mio suocero è stato diagnosticato un grosso tumore allo stomaco, con probabile metastasi ai polmoni, gli è stato asportato totalmente lo stomaco, ma per quanto riguarda i polmoni  i medici hanno dichiarato di non potere intervenire in alcun modo. Da un paio di settimane è stato dimesso ed ora si trova a casa a combattere con fortissimi dolori che non gli danno tregua. Nessuna terapia gli è stata prescritta e il tempo che ci hanno concesso non è molto ("si tratta di mesi", queste le testuali parole dei medici dopo gli esami istologici).

Non le scrivo questa lettera per pregarla di accogliere mio suocero come suo paziente, ma per chiederle gentilmente qualche nominativo di medico disposto a prendere in considerazione il nostro caso ed a prescrivere una cura basata sul "Metodo Di Bella". Solo ora mi rendo conto di quanto sia diffuso questo male e quanto sia difficile contattare e fissare un appuntamento a breve termine con un Dottore che operi in questo settore. La prego non mi tolga anche questa speranza e non mi abbandoni solo perché mio suocero è un anziano e quindi un caso meno pietoso di quello di un giovane o di un bambino (spesso le persone a cui mi rivolgo, amici, conoscenti, mi chiedono l'età, come se fosse determinante. Ha forse meno diritto di vivere una persona anziana rispetto ad una giovane?). Il cancro non guarda in faccia nessuno e quando colpisce è spietato e insaziabile fino a che non ha tolto anche l'ultimo filo di vita alla sua vittima. È ciò che è capitato anche alla sorella, al fratello e alla madre di mio suocero ed il pensiero di dover rivivere per l'ennesima volta tutto questo è insopportabile. Vorrei proprio provare a fare quest'ultimo tentativo, non spenga questo barlume di speranza che ci è rimasto!..."

P.P.



§.8

Prov. Cagliari, 05 ottobre 1997

"...ho bisogno del suo aiuto: mia sorella di anni 40, da otto anni combatte con un tumore al polmone, dopo aver subito l'asportazione del seno sinistro dieci anni fa. In tutti questi anni passa da una metastasi all'altra sempre localizzata al polmone: a distanza di due tre mesi dal termine delle chemio, si presenta subito la metastasi, con tutto ciò che comporta, è uno strazio vederla. Tre anni fa ho perso un bambino per un tumore al cervello, seguito a ... dove subì due interventi. Caro Prof. Siamo ancora nel dolore per la sua morte all'età di 14 anni, ma soprattutto mi addolora e non mi dà pace l'aver assistito alla sua sofferenza durata sei anni, è stata una cavia umana in mano alla medicina. Ora vorrei aiutare S., poiché i medici dicono che il suo è un caso unico, perché è ancora viva. Siamo una famiglia molto religiosa, tutti i giorni affidiamo le nostre giornate e sofferenze al Signore e Lui ci aiuta come può.

La prego ci aiuti. Voglio aiutare mia sorella, darei la vita per lei, per non vederla soffrire. La ringrazio di cuore per quello che fa per tanti sofferenti, Le auguro che il Buon Dio le dia ancora tanta vita, perché lei possa aiutare ancora tanti ammalati...Con affetto..."

A.P.



§.9

Napoli, (1998)

"...chi le scrive è una figlia e una sorella disperata, adesso le spiego meglio. Ho mia madre che in seguito ad un ictus è in fase terminale con grandissime sofferenze, contemporaneamente ho due fratelli, uno dei due ha una cirrosi epatica e si sta consumando giorno per giorno: come se non bastasse dal mese di agosto, un altro mio fratello di 54 anni si è sentito male con affanno e tosse, è stato ricoverato al..., dove gli hanno fatto tutti gli accertamenti e purtroppo ha un tumore al polmone. Cosa che poi aveva da molto tempo, senza che lui se ne accorgesse, sta facendo la chemioterapia, ma vedo che si sta aggravando giorno per giorno.

Egregio Professore, sono tanto avvilita che mi aggrappo a questa ultima speranza. Le spedisco la cartella clinica e la cura che sta facendo, che prima con le mani di Dio e poi con la sua, almeno questo fratello si potrà salvare. La ringrazio di tutto cuore per l'aiuto che mi potrà dare e spero che il Signore le dia una vita tanto lunga per aiutare e dare speranza a chi soffre..."

L.B.

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24/04/2014 19:15
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Commenti
Bravissimi , molto interessante.
postato da: B - () in data: 24/04/2014 19:15





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