per specifiche informazioni di carattere medico o scientifico, potete visitare il sito ufficiale www.metododibella.org

16/10/2005 12:14
3 commenti postati

Autore:
Adolfo Di Bella
BOLOGNA, 6/12/1973: IL PROF. LUIGI DI BELLA COMUNICA SULL`IMPIEGO DELLA MELATONINA NELLE EMOPATIE.
La prima comunicazione nella storia della medicina sull`impiego ematologico della Melatonina.

Il Prof. Luigi Di Bella fotografato mentre, sulla via Emilia, attraversa il centro di Modena.

BOLOGNA, 6/12/1973: IL PROF. LUIGI DI BELLA COMUNICA SULL`IMPIEGO DELLA MELATONINA NELLE EMOPATIE.

Il pomeriggio del 6 dicembre 1973 il Prof. Luigi Di Bella, nella sala dell`Archiginnasio, sede della Società Medico Chirurgica di Bologna, tenne una conferenza sulle sue ricerche e sui primi risultati ottenuti nel trattamento di leucemie ed altre gravi patologie ematologiche. L`invito gli era stato rivolto dal Prof. Domenico Campanacci, il più autorevole clinico medico italiano del tempo, sui testi del quale si sono formate generazioni di medici. Mio fratello, allora giovane assistente presso la clinica otorinolaringoiatrica dell`Ospedale Maggiore di Bologna, aveva avvicinato il luminare riferendogli i primi lusinghieri risultati ottenuti da mio padre. Risentire la registrazione (registrai l`intera conferenza, durata più di un`ora) dà l`esatta misura della statura intellettuale e della sconfinata cultura scientifica del Prof. Luigi Di Bella: una cultura enciclopedica che gli consentiva di penetrare con disinvoltura nei più intricati meandri di ogni disciplina scientifica direttamente o indirettamente connessa con il mondo della ricerca e della pratica medica. Si ricava netta, prepotente, la percezione di quale drammatico ed incolmabile divario di sapere, ampiezza di vedute e perizia clinica corra tra un medico ricercatore di livelli simili ed un semplice clinico, per quanto colto e capace. Un vertiginoso abisso che spiega in parte sia l`incomprensione e l`ostilità subìte che l`inappellabile affermazione dello scienziato, ribadita più volte pubblicamente e vergata di pugno, di non riconoscere nessuno come allievo o `successore` scientifico: a ciò spinto non certo da superbia (la sua modestia è stata sempre proverbiale), ma dal doveroso intento di tutelare i malati e la dignità della sua opera.

Il Prof. Luigi Di Bella aveva cominciato ad interessarsi delle patologie ematologiche, dal punto di vista clinico, nel 1965, in occasione della malattia leucemica del figlio di un caro amico, seguito dal Prof. Edoardo Storti, il più accreditato ematologo del tempo. Questi, che aveva formulato una prognosi infausta a breve termine, accettò di somministrare al piccolo paziente soluzioni di Serotonina (5-ossi-triptamina), proposta dal Prof. Di Bella per cercare di limitare le consuete manifestazioni sintomatiche della malattia, quali petecchie ed emorragie. La ratio di tale tentativo discendeva dal fatto che la sostanza -  era stato dimostrato già vent`anni prima - era contenuta nelle piastrine e sembrava poter esercitare attività vasocostrittiva e sull`endotelio. Il tentativo non arrivò purtroppo a salvare il bambino, che, appena settenne, morì; ma l`impressione ricevuta (e condivisa dall`ematologo) fu che ci fosse stata un`attenuazione abbastanza netta della sindrome emorragica, soprattutto sottocutanea. La volontà di evitare il ripetersi di simili tragedie, le osservazioni sopra riportate ed altre, ricavate da manifestazioni neurologiche nelle ultime ore di vita del bimbo, lo portarono ad intensificare le ricerche, dirette a verificare le correlazioni intuite tra sistema nervoso e crasi ematica e trarre indicazioni utili ad un efficace trattamento terapeutico. Enormi le difficoltà tecniche presentatesi e risolte, ma ripagate dall`eccezionalità dei risultati sperimentali, comunicati nel 1969 (`Ruolo del sistema abenulo-epifisario nella regolazione del tasso piastrinemico`. Boll. SIBS, 1969, 45, Com. 171) ed esposti in successivi lavori. Le ricerche approdarono a risultati inediti quando lo scienziato procedette alla stimolazione elettrica delle abenule, minuscole strutture cerebrali.

`Per quanto riguarda la modalità di stimolazione - lo preciso perché per me la cosa è fondamentale - abbiamo proceduto ad una stimolazione con tensione di 1 o 2 Volt, frequenza di 50 Hz, correnti rigorosamente quadrate e zero-positive, durata da un minimo di mezz`ora ad un massimo di due ore. Evidentemente la stimolazione si faceva con elettrodi a permanenza, in animali svegli. Trascorso un congruo periodo di tempo, si è proceduto alla determinazione del tasso delle piastrine, rideterminandolo dopo vari intervalli di tempo a distanza dalle stimolazioni. Abbiamo avuto risultati che sono stati davvero sorprendenti (il primo ad essere sorpreso è stato proprio il sottoscritto). La crasi sanguigna veniva modificata in questo senso: un sistematico aumento del tasso delle piastrine che da 400-600.000 (i ratti in circolo ne hanno ben più di quanto di norma ne abbiamo noi) , arrivava fino a 2.200.000 per c.cubo. Questo aumento dura fino ad un massimo di 72 h per andare poi gradualmente a decrementarsi. Quindi tutti gli animali furono sacrificati, i cervelli sezionati e poi si fecero i controlli opportuni`.

L`esposizione dello scienziato era frequentemente intervallata dalla proiezione di diapositive a dimostrazione delle affermazioni che si succedevano, di grafici rappresentativi dei risultati e di istantanee ottenute a microscopio. Il clamoroso risultato, oltre a confermare in pieno le premesse e le ipotesi di ricerca, apriva la via all`impiego terapeutico: il repentino aumento del tasso piastrinemico, dipendeva dalla increzione di melatonina, indotta dalle stimolazioni elettriche. Quindi, somministrando la sostanza, della quale era già stata provata l`atossicità, si sarebbero dovuti ottenere gli stessi effetti riscontrati in laboratorio. Ma, propedeutiche a questa fase, dovevano ultimarsi ulteriori ricerche e verifiche. Venne estratto ed esaminato il midollo delle ossa lunghe, disidratato, pesato, si procedette alla conta di altri elementi del sangue, tra i quali piastrine e megacariociti. Particolare attenzione fu posta sia a parametri di altri elementi ematici, eritrociti, granulociti, linfociti ecc., che al tensioattivo alveolare. Mi sembra utile `estrarre` almeno qualcuna delle affermazioni più importanti.

 `Le piastrine praticamente lottano contro i pneumociti di secondo ordine per la formazione del tensioattivo. Si oppongono a questa lotta plasmaproteine omologhe, in modo che se noi iniettiamo molte piastrine, il tensioattivo tende a calare, e quindi il polmone tende a collassarsi, tende a diventare atelectasico. Il vaso che è irrorato da un sangue povero di piastrine, e tanto più quanto più è povero di piastrine, è suscettibile di essere danneggiato. In altre parole: l`endotelio vasale è fondamentalmente appoggiato dall`esistenza di piastrine; la penuria di piastrine altera il trofismo dell`endotelio vasale. Ma andiamo adesso alle possibili azioni sulle emopatie. La sperimentazione avrebbe dovuto essere fatta sull`uomo, è ovvio. Ora, l`animale da esperimento che costa meno è il sottoscritto: i primi esperimenti sull`azione della Melatonina li ho fatti su di me, assumendo dosi, rispetto a quelle che possono somministrarsi all`uomo, veramente da cavallo. Non possiedo una clinica e vedo come in Italia sia piuttosto difficile collaborare. Ho chiesto ed ottenuto collaborazione dal Prof. Storti ed abbiamo iniziato con lui una certa sperimentazione; un`altra sperimentazione ho cominciato a farla presso l`Ospedale di Alessandria:  il primario collaborava ed era d`accordo con il mio punto di vista. I miei dati, molto modesti, dipendono proprio da questo. Comunque posso dire questo: noi la Melatonina la possiamo impiegare, in dosi di qualche milligrammo al giorno, a dosi refratte nelle ventiquattr`ore. In queste condizioni non ci sono disturbi dei quali io mi sia accorto. Per quanto riguarda i bambini: il bambino leucemico, che generalmente è ipotonico, soprattutto nelle fasi acute e nella riacutizzazione, che è più o meno svogliato, riprende padronanza di sé stesso, e cambia completamente aspetto, tanto che, mi diceva uno dei primari che lo ha esaminato, `diventano delle pesti`, vivaci, vivacissimi. Questa è una delle modificazioni`.

 Il relatore riferì quindi gli esiti di alcuni dei casi trattati con successo. Si trattava di trombocitopenie, leucemie mieloidi e linfoidi.

`Una bambina di dodici anni, che aveva una trombocitopenia idiomatica, era stata curata nella patologia medica di Modena diretta dal Prof. Storti, e da sei anni e mezzo entrava ed usciva dalla clinica otorino per i tamponamenti anteriori e posteriori, dalla Patologia per tutti gli altri esami e controlli. Questa l`anamnesi della bambina: in sei anni e mezzo aveva subito tonsillectomia, splenectomia, con risultati nulli. L`ultimo risultato: era entrata con 14.000 ed era uscita con 7.000 piastrine. Trasfusioni, ovviamente, numerose. Ho cominciato, in queste condizioni, con 7 centesimi di milligrammo di Melatonina al giorno. I risultati: dopo neanche un mese di cura, la bambina è andata a farsi rivedere in Patologia. Numero delle piastrine: 135.000, mai avute in vita sua; cura contemporaneamente seguita: nessuna. Cortisone: eliminato completamente, clandestinamente. Ripetuto l`esame, perché non credevano ai loro occhi, una seconda ed una terza volta. Raccomandazione: `continui la vecchia cura`,...... che non era stata più fatta. Ultimi esami: 110.000 piastrine, sta benissimo, il viso ha ripreso l`aspetto normale, si è trasformata radicalmente. Quindi, nelle trombocitopenie idiomatiche, la sostanza dovrebbe trovare qualche indicazione. E` l`unico risultato? No. Ce ne sono altri, tutti concordi, altri cinque finora`.

 Questa la conclusione circa il trattamento delle trombocitopenie. Quindi il Prof. Di Bella si diffuse su alcuni casi di leucemia trattati e caratterizzati da una risposta completa. Per brevità riprendo alcuni passi significativi:

`Due ammalati dell`Ospedale di Alessandria...insieme alla Melatonina, ho somministrato la Metionin-adenosina, quale donatore di metile, ed ho dato ancora il preparato grezzo di cui ho detto prima, di HIOMT ossigeno-5-metil-transferasi per eventualmente paralizzare la relazione di metilazione in 5 della 5-ossi-triptamina; avrebbe dovuto essere anche presente l`eventuale coenzima A per l`acetilazione in corrispondenza del gruppo amminico...... Che io sappia sono soltanto 500 i casi di individui leucemici che sono vissuti più di cinque anni. Allora, in queste condizioni, mi pare che la sperimentazione sia lecita. Si trattava di leucemie mieloidi. Il primo risultato conseguito in questo caso (ho somministrato il preparato per via parenterale: c`era l`enzima): dal punto di vista subiettivo il miglioramento è stato talmente radicale, che tutti e due, dopo dieci giorni, si sono sentiti tanto bene che hanno firmato e se ne sono andati via. In uno il tasso delle piastrine si portò da 92.000 a 195.000, il numero delle forme immature è calato notevolmente, lo striscio del midollo non svelò - dopo dieci giorni dall`inizio della cura - più forme immature nel puntato sternale. Uno di leucemia linfoide. Il bambino - dodici anni - si era ammalato l`anno passato. Nella prima fase della cura ho somministrato anche della Metionin-Adenosina, in dosi modeste a causa del costo elevato ed io la pago 56.000 lire al grammo, di tasca mia: io vivo con il mio stipendio e quindi posso arrivare fino a certi punti con le sperimentazioni. I risultati sono stati questi: condizioni fisiche apparentemente meravigliose. L`ho visitato anch`io: la milza è perfettamente nei limiti. Altri casi sono in iniziale trattamento, non posso quindi ancora pronunciarmi, ma c`è sempre questo radicale cambiamento.

Queste le conclusioni:

`Io ho l`onore di partecipare questi risultati non perché abbia la pretesa di andare a scoprire un nuovo farmaco, ma solo per poter scambiare con loro un parere, un`opinione; è una compenetrazione di vedute, unico modo per ottenere qualche cosa di più. Io dico questo: noi abbiamo come cure antileucemiche la Ciclofosfamide, il Metotrexato, il Purinethol, la Vincristina. Se si va a guardare la formula della Vincristina, si vede che è molto vicina a quella della Melatonina. (scrive alla lavagna): questa è la Melatonina, è la 5-metossi-N-acetiltriptamina. Questo è quasi identico alla Vincristina; la differenza è che apparentemente c`è un anello esatomico; in corrispondenza di questo azoto dell`anello pirronico, si viene ad avere ad una distanza che è data da quattro atomi di carbonio del gruppo amminico. Se c`è un gruppo amminico a distanza di quattro atomi di carbonio, come c`è nella Vincristina e nella Vinleucoblastina, l`azione è antiblastica e antileucemica. Nel Metotrexate, abbiamo un derivato del Folato: anche qui ci sono gli azoti a distanza di quattro atomi di carbonio. Mi sono fatto le formule di struttura, le ho sul mio tavolo: la distanza è perfettamente..spaccata. E allora la Melatonina: ma la melatonina dovrebbe essere il più squisito antiblastico, il più normale antileucemico che si possa avere! E dato che ce l`abbiamo noi, c`è proprio bisogno di andare a finire nella natura o nella sintesi per rovinarci? Non posso dilungarmi oltre. Il risultato per conto mio è questo. Sarebbe opportuno che noi medici ponessimo l`attenzione sopra una sostanza che finora non è stata finora tenuta in opportuna considerazione altro che come una curiosità fisiologica e che possiamo impiegare nell`ambito di questo campo. Non posso parlare oltre, dilungarmi sui rapporti che ci sono con l`alpha-Msh, sulle ragioni per cui agisce sulle piastrine, ma per me ci sono tutte quante le ragioni fisiologiche per l`impiego`.

Prof. Domenico Campanacci.

`Ringrazio il collega Di Bella per questa dotta ed appassionata esposizione. C`è una tale serie, una tale messe di lavoro sperimentale che a nostra volta, noi medici, che siamo fuori dal più intrinseco lavorio sperimentale, rimaniamo sbigottiti quasi. Però io, da medico pratico, vorrei fare qualche osservazione. La Vincristina è tossica; ognuno di noi che ne fa uso sa che ad un certo momento bisogna interromperla. Se si potesse, a parità di azione, sostituirla con qualche cosa che tossico non appare affatto che sia......perché noi, questi malati, quando usiamo la Vincristina, possiamo sì veder diminuire il numero delle forme immature, modificarsi certi parametri, ma ad un certo momento dobbiamo smettere, perché il malato sta male, veramente si crea una malattia che può assomigliare a quella che è la malattia da raggi; qui invece succede il contrario, c`è un`euforia, che è il primo segno, e di questo bisogna tener conto, perché io ritengo che la medicina ben fatta debba tener conto del malato. Io voglio sempre che ad una terapia che noi facciamo, scorra anche una parallela eutrofia o quantomeno senso di benessere, di miglioria da parte del soggetto, se no la terapia, con tutte le nostre elucubrazioni, non regge. Sono delle cose molto interessanti, anche quella a proposito della captazione alveolo-polmonare; naturalmente questo potere dieretico del polmone anche in rapporto alla entità delle molecole che arrivano, tanto più grosse sono, quanto più facilmente si arrestano. Mi sono permesso di fare qualche osservazione perché il gioco vale la candela e quando un collega si muove da Modena e viene da noi per farci queste comunicazioni che sono così interessanti, la peggiore mancanza di riguardo che si potrebbe avere sarebbe quella di vedere che il suo zelo ed il suo entusiasmo non trovano eco negli ascoltatori`.

Credo che quanto detto sia più che eloquente: il più illustre ematologo del tempo aveva collaborato, il più eminente clinico, vivamente interessato, lo aveva invitato a comunicare. Qualche mese dopo la comunicazione fu pubblicata sotto forma di un breve estratto di due pagine, col titolo `Orientamenti fisiologici nella terapia delle emopatie`, sul "Bullettino delle Scienze Mediche", organo della Società e Scuola Medica Chirurgica di Bologna, Anno CXLV-Fasc. I; 1974. Quotidiani e settimanali diedero notizia, anche con una certa evidenza, della comunicazione, senza il minimo accenno di interessamento istituzionale o accademico, a parte una sommessa quanto rabbiosa reazione e tutta una serie di gravi intimidazioni. Alla luce di ulteriori dati sperimentali e clinici, l`estate del 1974 il Prof. Di Bella spedì al comitato scientifico del `XXVI International Congress` della `International Union of Physiological Sciences` di Nuova Delhi, una sintesi delle sue ricerche e dei risultati terapeutici; il lavoro fu approvato ed inserito tra quelli che, per la loro importanza, meritavano un intervento. L`autunno seguente lo scienziato si recò in India e comunicò nel citato congresso, raccogliendo un lungo applauso dell`uditorio. Seguirono ulteriori comunicazioni in un centinaio di congressi scientifici (40 dei quali internazionali). Da questi eventi, ampiamente documentati ed inoppugnabili, discende che la `vicenda Di Bella` non è nata negli anni 1997/98, ma (perlomeno) nel 1973.
Al tempo della comunicazione si conoscevano ben pochi casi di leucemici sopravvissuti oltre cinque anni. Oggi trovano ancora largo impiego tutti i chemioterapici di allora, citati nel passo sopra riportato, ma i risultati declamati sono ben più ottimistici: forse per una maggiore `responsività` dei pazienti alle statistiche.

* Nota. Tratto dal testo completo di `Orientamenti fisiologici nella terapia delle emopatie`, ricavato dalla citata registrazione audio. Copyright Fam. Di Bella.

Qui sotto: riproduzione di giornali dell`epoca.
 



    #######
3 commenti postati | | Vedi tutti i commenti | Per inserire commenti,
registrati


I commenti sono stati nascosti