Il bambino, che era nato nel maggio 1998, sei mesi dopo iniziò ad accusare continui disturbi digestivi che resero necessario il ricovero in un ospedale siciliano. Qui l'ecografia e la TAC del dicembre ‘98 evidenziarono una massa assai pronunciata, specie se si considera l'età e quindi le dimensioni del piccolo, che venne classificata come Neuroblastoma al terzo stadio.
- La Tac recitava, fra l'altro: " L'esame TC dell'addome superiore ed inferiore, eseguito in condizioni basali, evidenzia presenza di grossa formazione solida occupante spazio in sede retroperitoneale medio-laterale sinistra con massima ampiezza trasversale di circa 4 cm. e massima ampiezza longitudinale di circa 8 cm.
Detta formazione ha struttura disomogenea, presenta numerose calcificazioni nel suo contesto; sposta anteriormente le anse intestinali e lateralmente a destra l'aorta e prende intimi rapporti con il margine anteriore della colonna vertebrale...L'aspetto TC di detta formazione è compatibile per Neuroblastoma".
- Trasferito all'Ospedale Pediatrico "Gaslini" di Genova, il 24/12/98 veniva sottoposto a risonanza magnetica MRI dell'addome superiore e inferiore, e ad urografia in anestesia generale.
MRI (24/12/1998) - Referto : " Non si evidenziano lesioni secondarie epatiche. Non linfoadenomegalie periaorto-cavali prox. Nella norma i reni e la milza. Si conferma la presenza di grossolano processo espansivo, che si estrinseca da subito caudalmente il peduncolo vascolare renale fino ad oltre il carrefour aorto bisiliaco. La massa è mediana con prevalente estrinsecazione verso sinistra (superamento della linea mediana), con dislocazione dello psoas omolaterale. La struttura è solida senza evidenza di fenomeni necrotico-colliquativi. Il segnale è francamente iperintenso in T2 con aspetto puntiforme diffuso ipointenso per presenza di calcificazioni. L'aorta e la cava distali, la biforcazione e le arterie e vene iliache (più a sinistra) sono inglobate marginalmente e dislocate verso destra. Non liquido in peritoneo."
Il volume rilevante del tumore, l'interessamento dell'uretere e la compressione sulle anse intestinali, stava causando disturbi gastroenterici, coliche, vomito alimentare. Fu proposto un trattamento chemioterapico, che i genitori rifiutarono, per cui il bambino venne dimesso dal Gaslini nel gennaio 1999 con la seguente relazione: "....il sospetto di Neuroblastoma è stato consolidato dalle indagini relative alla escrezione urinaria di amine-simpatiche..".
- I genitori si rivolsero al Prof. Luigi Di Bella, che prescrisse Soluzione di retinoidi in piccole quantità (2 millilitri) ripetute ogni tre ore unitamente a modesti dosaggi di vit. D3, Bromocriptina, Melatonina, Condroitinsolfato, modici dosaggi di ciclofosfamide (1/2 compressa di Endoxan), o,25 mg. di Somatostatina.
Si registrò subito un netto ridimensionamento della sintomatologia, con progressiva scomparsa di vomito, diarrea, coliche, anoressia e con un recupero ponderale. Anche i valori ematochimici rientravano gradualmente.
-Già 40 giorni dopo l'inizio della terapia, una ecografia addominale segnalava la riduzione di un cm. della massa neoplastica.
Il 12 marzo 1999 il Prof. Di Bella aumentava leggermente il dosaggio della somatostatina (da 0,25 a 0,50 mg. tre giorni la settimana).
- A 6 mesi dall'inizio della cura si rilevava una diminuzione di circa il 50% del tumore (Risonanza magnetica del 18/6/99): "....si apprezza una notevole riduzione di volume della neoformazione retroperitoneale della regione paraortica e paravertebrale di sinistra, che in atto misura 5 cm. (longitudinale) e 2 cm. (laterale). Indenni il fegato, milza, pancreas, reni, surreni.", mentre i parametri ematochimici risultavano perfettamente nella norma.
- Ad un anno dall'inizio del MDB si registrava una quasi totale regressione (Risonanza Mag. del 21/1/2000): "...A confronto con la precedente analoga indagine del 18/06/99, si apprezza una pressoché totale scomparsa della neoformazione retroperitoneale già apprezzata in paraortica e paravertebrale di sinistra, in atto rappresentata da un piccolo residuo in paraortica. Invariato il restante reperto..".
- Nel settembre dello stesso anno (il bimbo aveva due anni e due mesi d'età) lo scienziato aumentò leggermente il dosaggio di retinoidi e somatostatina.
- Nel marzo 2001 una Risonanza con mezzo di contrasto denunciava la "..totale assenza di tracce tumorali".
A questo punto il Prof. Di Bella procedette ad una riduzione dei dosaggi della terapia. Dopo la scomparsa dello scienziato la somatostatina fu eliminata totalmente, ed il bambino assume esclusivamente modici dosaggi di retinoidi, D3 e Melatonina.
Il caso è stato corredato da tutti gli esami ematochimici e strumentali, ripetuti annualmente.
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